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l’Inps chiede il rimborso
  • di Bruno Benelli
  • Lunedì 19 Dicembre 2016, 09:32

Invalidi per incidente d’auto, l’Inps chiede il rimborso

L'Istituto paga l'indennità alla vittima e si rivale sul responsabile dell'infortunio

Se si chiede una prestazione economica di invalidità civile (assegno o pensione o indennità) a seguito di un incidente di cui è responsabile un’altra persona, l’Inps – attraverso il proprio corpo medico - drizza le antenne e chiede informazioni sulla dinamica del fatto. E se si tratta di incidente stradale l’Ente, per mezzo di una convenzione con l’Istituto di vigilanza sulle assicurazioni (Ivass), consulta la banca dati sinistri, interessando anche i corpi di polizia, vigili urbani e carabinieri, se risultano che essi siano intervenuti sull’evento.
 
Lettera e diffida
 
Tutto questo perché  l’Inps è tenuto poi a pagare, quasi sempre vita natural durante, una prestazione economica e quindi vuole essere risarcito del danno, sulla base del principio  “chi rompe paga”. Tanto è vero che invia una raccomandata: a) al presunto responsabile e alla sua compagnia di assicurazione; b) e persino al danneggiato  diffidando lui e i suoi eredi a non fare accordi con il terzo responsabile per ricevere un risarcimento che non tenga conto dei diritti dell’Ente.
 
E per far capire che non è la solita letterina di diffida accompagna la comunicazione con l’”estratto conto” di quanto vuole in denaro dal responsabile (una volta accertata la sua responsabilità nell’incidente). E se non ottiene quanto richiesto entro 20 giorni si libera della pratica dal punto di vista amministrativo e trasferisce il tutto all’agguerrito staff dei legali.
I calcoli Inps si basano su otto tavole (stabilite dal decreto ministeriale 19 marzo 2013)  che applicano coefficienti distinti in base: 1) all’importo della prestazione; 2) al numero di mensilità da pagare; 3) al sesso, 4) all’età di chi è stato riconosciuto invalido civile. Mescolati insieme questi dati offrono il coefficiente finale di tariffa.  E non sono cifre leggere. Vediamone qualcuna, creata con riferimento a un incidente automobilistico.
A  - Indennità di accompagnamento a donna di 49 anni. La somma che riscuote per un anno viene moltiplicata per il coefficiente 17,6197 e l’Inps chiede in rimborso 106 mila euro come capitale, cui poi si aggiungono interessi, rivalutazione monetaria e spese legali.
B – Indennità di accompagnamento a uomo di 71 anni che ha perso la vista.  Coefficiente 9,4684: rimborso di 98 mila euro.
C – Pensione e indennità di accompagnamento a uomo di 52 anni che ha perso la vista. Coefficiente 17,5052 per l’indennità e analogo coefficiente per la pensione. Totale: rimborso di 250 mila euro.
D – Pensione di invalidità e indennità di accompagnamento a ragazzo di 15 anni. Coefficiente 30,0873: rimborso di 182 mila euro.
E – Assegno di invalidità parziale a donna di 22 anni. Coefficiente 41,6232: rimborso di 151 mila euro.
F – Pensione di sordità a donna di 36 anni. Coefficiente 35,2472: rimborso di 128 mila euro.
 
Per far valere i propri diritti al risarcimento la legge pone precisi termini di prescrizione, superati i quali si perde il diritto. Se l’infortunio deriva da un fatto illecito di terzi la prescrizione è di 5 anni, e scende a 2 se si tratta di circolazione di veicoli di ogni specie. Se poi sono state pagate prestazioni in favore alla persona trasportata la prescrizione è di: 1) un anno  se si tratta di trasporto pubblico a titolo oneroso; 2) due anni se si tratta di trasporto a titolo di cortesia e amicizia. La prescrizione infine sale a 10 anni se è lo stesso assistito che arreca pregiudizio, con il suo comportamento negativo, al diritto di rivalsa dell’Inps.
 

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