immagine Iva, ecco le istruzioni
per versare l'acconto
  • di Oliviero Franceschi e Daniele Cuppone
  • Lunedì 19 Dicembre 2016, 09:30

Iva, ecco le istruzioni per versare l'acconto

Chi ha iniziato l'attività nel corso del 2016 non è obbligato al pagamento
 


Non c’è proprio pace per il popolo delle partite Iva, tra cui tanti amministratori e operatori della casa e del mattone: scade il 27 dicembre il versamento dell’acconto Iva: ecco le istruzioni per non commettere errori…
 
Si salvi chi può

Cominciamo subito con le buone notizie: non tutti saranno costretti a versare il temuto balzello. Non è obbligato al versamento ad esempio chi ha iniziato la propria attività nel 2016, oppure chi ha chiuso entro il 30 novembre 2016 (contribuenti  mensili) o il 30 settembre 2016 (contribuenti trimestrali). Niente acconto Iva, inoltre, per chi risultava a credito nell'ultima liquidazione mensile 2015 o nel quarto trimestre 2015 e per chi presume di esserlo nella prossima dichiarazione (contribuenti trimestrali) o liquidazione (contribuenti mensili). Niente imposta infine per: coloro che nel 2016 hanno registrato solo operazioni non imponibili o esenti (ad esempio i medici); coloro che esercitano particolari attività, come ad esempio i produttori agricoli in regime di esonero; chi applica il regime fiscale di vantaggio (nuovi “minimi”) o il regime “forfettario”.
In tutti gli altri casi, l’acconto Iva non è comunque dovuto se l’importo da pagare è inferiore a 103,29 euro.
 
Tre opportunità

Esistono tre modi per determinare l’importo da versare. Il contribuente può liberamente scegliere, secondo convenienza, se utilizzare il metodo storico, previsionale o analitico.
 
Metodo storico

Chi utilizza il metodo storico può contare su una maggiore facilità e rapidità per giungere all’importo da girare all’erario. Infatti basta calcolare l’88% del versamento effettuato o che avrebbe dovuto essere effettuato per l’ultimo periodo del 2015 e il gioco è fatto. Quindi, per i mensili l’acconto è pari all’88% dell’Iva complessivamente dovuta per il mese di dicembre 2015 (acconto + saldo), mentre per i trimestrali, è l’88% dell’Iva dovuta per la dichiarazione annuale (in pratica, il debito Iva del 4° trimestre 2015), sia a titolo di acconto che di saldo, al netto della maggiorazione dell’1%. Attenzione, si deve fare riferimento al debito d’imposta, indipendentemente dalle modalità con cui è stato pagato. Se nel 2015 è stato pagato l’acconto Iva e dalla dichiarazione annuale è poi risultato un credito Iva, l’acconto 2016 è dovuto solo se il credito Iva è inferiore all’acconto versato per il 2015 e sarà calcolato sulla differenza tra i due importi.
 
Metodo previsionale

Il problema del metodo storico è che ci si riferisce al fatturato dell’anno passato che per diverse imprese è stato più alto. Nell’attuale situazione potrebbe essere invece più conveniente il “metodo previsionale”. Si deve considerare l’88% di quanto si prevede di versare nella prossima liquidazione periodica, vale a dire, l’ultima del 2016, oppure in sede di dichiarazione annuale. Questo importo si intende al netto di eventuali eccedenze riportate dal mese o trimestre precedente. Indispensabile, in questo caso, molta prudenza. Ad esempio, se si presume di avere entro il 31 dicembre fatture per acquisti da fornitori, con Iva per 500 euro e di fatturare ai clienti un importo la cui Iva è pari a 1.500 euro, la base su cui calcolare l’acconto sarà di 1.000 euro. Su questa cifra si calcola l’88%. Questo metodo, potrebbe essere adatto per i contribuenti con pochi movimenti; lo sconsigliamo, invece, a chi ha un gran numero di operazioni Iva, la cui base per l’acconto non è facilmente determinabile.
 
Metodo analitico

Chi, invece, vuole determinare l’acconto in base al metodo delle operazioni effettuate (o metodo analitico), deve considerare tutte le operazioni Iva compiute fino al 20 dicembre 2016. In pratica, si dovrà predisporre una vera e propria liquidazione “anticipata”. In questo caso, come acconto non si paga l'88%, ma il 100% dell'intero importo che risulta dalla liquidazione anticipata, nella quale bisogna tenere conto: 1) dell’Iva relativa alle operazioni annotate o che avrebbero dovuto essere annotate nei registri delle fatture emesse nel periodo dal 1° al 20 dicembre 2016 per i mensili e dal 1° ottobre al 20 dicembre per i trimestrali; 2) più l’Iva relativa alle operazioni effettuate tra il 1° e il 20 dicembre 2016, ma non ancora annotate, non essendo decorsi i termini di emissione della fattura (ad esempio fatturazione differita) o di registrazione; 3) meno l’Iva detraibile relativa agli acquisti annotati nel registro degli acquisti dal 1° al 20 dicembre (dal 1° ottobre al 20 dicembre per i trimestrali). Se dalla liquidazione “anticipata” risulta un credito non sarà dovuto alcun acconto Iva.
 
Scadenze e codici tributo

Si paga entro il 27 dicembre, utilizzando il modello F24 ed i codici tributo: “6013” per i contribuenti mensili; “6035” per quelli trimestrali. Ricordiamo che il versamento va effettuato rigorosamente utilizzando i canali telematici. Sul versamento dell'acconto, i trimestrali non devono applicare la maggiorazione degli interessi dell'1%. L'acconto IVA non può essere rateizzato, ma solo compensato con eventuali crediti di altri tributi e contributi.
 

ACCONTO 2016

Contribuente mensile
IVA dovuta per il mese di dicembre 2015                    € 381,66
Metodo storico
Versamento da effettuare in acconto dell’IVA
2016 (88% di 381,66)                                                  € 335,86
Metodo analitico
Se il contribuente, sulla base delle movimentazioni dal 1° al 20 dicembre 2016, ritiene che l’Iva a debito sia pari a 227,25 euro, potrà versare come acconto 227,25 euro. 



Hanno collaborato Alberto Martinelli ed Enrico Rabitti

 

  • Annunci correlati

IlMessaggeroCasa.it