di Adolfo Pappalardo
martedì 2 luglio 2024, 20:55Autonomia differenziata, la Regione Campania punta sul referendum ma Musumeci: «Io tutelo il Sud»
Da una parte la raccolta firme e l’ipotesi di un ricorso alla Consulta, dall’altra l’iniziativa delle regioni a guida centrosinistra per chiedere l’indizione del referendum abrogativo contro l’Autonomia differenziata. In prima fila la Campania che, lunedì, ha convocato un’assemblea straordinaria per discutere della questione. Stessa rotta che stanno seguendo in Emilia, Toscana, Puglia e Sardegna. Con i 5 governatori che in queste ore si stanno sentendo per fare il punto della situazione e arrivare ad un testo condiviso. Mentre nella maggioranza di governo si registra qualche attrito: il ministro Nello Musumeci, infatti, bolla come «precoce» e «inopportuna» la richiesta del governatore del Veneto, il leghista Luca Zaia, per il trasferimento delle competenze sulle nuove materie per cui non è prevista la definizione dei Lep.
L’ASSISE
Due giorni fa i presidenti dei gruppi consiliari campani hanno fissato la seduta straordinaria. E in caso di approvazione verrà dato mandato al presidente dell’assise regionale Gennaro Oliviero «di comunicare la deliberazione ai consigli regionali di tutte le altre regioni, invitando all’adozione di un uguale atto affinché si possa dare seguito all'iniziativa referendaria». Via libera scontato visti i numeri i numeri. La mozione, presentata dalla ex grillina Valeria Ciarambino, è stata sposata subito dal Pd, Azione, renziani, socialisti e liste deluchiane. È di ieri invece l’adesione dei grillini. «Condividiamo e sottoscriviamo. Ogni azione che possa arginare questa grave minaccia all’unità nazionale troverà sempre il nostro sostegno», dichiarano i consiglieri regionali M5s che, per la prima volta, si ritrovano d’accordo con la maggioranza deluchiana. Da qui la sicurezza che il testo passi senza problemi, come pure la condivisione con le altre 4 regioni. Con l’obiettivo di chiedere il referendum abrogativo, previsto dall’articolo 75 della Costituzione, che può essere proposto da mezzo milione di firme o, appunto, da 5 consigli regionali. «Penso che l’idea di fare un referendum e che dunque i cittadini si possano esprimere sia positivo considerando che si tratta di una legge che ha un impatto significativo sul futuro del Paese e sul modo di vivere dei cittadini», dice al riguardo il sindaco Gaetano Manfredi.
LE PERPLESSITÀ
A fare da argine, per ora, solo l’articolo 4 della legge Calderoli che prevede come tutto l’avvio della riforma sia espressamente subordinato (articolo 4, comma 1) alla previa determinazione dei relativi Lep, la cui opera di definizione si configura, pertanto, quale passaggio necessario affinché si possa procedere alla stipula delle intese tra lo Stato e le singole Regioni per la realizzazione della loro autonomia. E su tutto rimane in capo al premier il potere di veto per materie considerate sensibili. Eppure l’altro giorno, il governatore Veneto Zaia, ha chiesto già le prime deleghe facendo infuriare il ministro Musumeci che parla di iniziativa «assolutamente precoce, legittima in linea di principio», ma che solleva «problemi di opportunità». «Io sono per l’Autonomia a patto che tutte le regioni partano dalla stessa linea e chiediamo a Zaia di accelerare invece il processo che porta all'individuazione dei Lep che costituisce una garanzia per le Regioni svantaggiate. Acceleriamo sui Lep e poi procediamo», spiega il ministro della Protezione civile. «Non c’è alcuna fuga in avanti. C'è una legge della Repubblica italiana, che io ho seguito», ribatte invece Zaia. Naturale che il Pd approfitti delle crepe nel centrodestra. «Le lacrime di coccodrillo del ministro Musumeci fanno emergere non solo grandi divisioni nella maggioranza di governo ma anche la pericolosità del disegno leghista che assomiglia sempre più ad una vera e propria secessione», attacca il parlamentare dem Marco Sarracino. «L’appello a tutti è quello di una grande mobilitazione popolare. Stiamo avviando la raccolta firme contro l'autonomia differenziata», aggiunge il collega Piero De Luca mentre la senatrice dem Valeria Valente incalza: «Mentre il fronte della destra si spacca, confermando quanto questo provvedimento rientri nella logica politica di un baratto fra le forze di maggioranza su cui non convergono gli stessi partiti che la animano, noi valutiamo positivamente la decisione delle regioni di centrosinistra di impegnarsi nel percorso di proposta del referendum abrogativo».
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