di Paolo Boccchino

giovedì 18 luglio 2024, 00:00

Benevento, scuole: il risiko delle sedi, il trasloco resta in bilico

Corsa contro il tempo per definire il puzzle delle scuole, e scatta l’allarme ritardi. Un incastro che ha il suo tassello più corposo e delicato nella popolosa “Torre”, ma nel quale anche la tessera più piccola riveste un’importanza fondamentale. È il caso dell’edificio ex Scolopi di via Camerario, una delle tre sistemazioni che accoglieranno i ragazzi della media di via Sala prossima all’abbattimento.

L’immobile in pieno centro storico è tuttora occupato dalle suppellettili della scuola Pietà, a sua volta costretta da un anno all’esodo per la riqualificazione del plesso di riferimento nell’omonimo quartiere. Arredi che non potranno essere spostati ancora per un po’ in quanto i lavori di rinforzo strutturale e adeguamento sismico in via Pietà sono in pieno svolgimento a causa dei ritardi cagionati dai ritrovamenti archeologici.

Ciò fa sì che l’operazione trasloco si giochi sul filo dei giorni, con il blocco del trasferimento delle terze classi della Torre in via Camerario e, conseguentemente, con l’impossibilità di avviare l’abbattimento-ricostruzione della Media.

L'allarme

Un imbuto che alimenta le perplessità di chi dovrà gestire il non facile traghettamento: «Siamo fortemente preoccupati dai tempi di esecuzione della ricostruzione delle nostre scuole-rileva il dirigente della “Torre - Sala” Edoardo Citarelli - Siamo a luglio inoltrato e ancora non termina il trasloco. Perdipiù, il trasferimento delle classi terze non si potrà eseguire nei locali designati di via Camerario in quanto tuttora occupati dagli arredi della Pietà. Ogni giorno che passa è un giorno in meno per portare a termine il notevole intervento previsto. Trascorrere due anni fuori casa significherà sostenere un’autentica odissea, perché parlare di semplici disagi è riduttivo. Sforare nel terzo anno è una prospettiva totalmente irricevibile, e mi auguro che nessuno pensi di prenderla neanche in considerazione».

Timori al vaglio dell’assessore ai lavori pubblici Mario Pasquariello: «Siamo perfettamente consapevoli di ogni singolo dettaglio della questione, e lavoriamo ogni giorno per risolvere problemi e imprevisti. Come quello che ha riguardato i reperti rinvenuti alla Pietà, una tegola durata tre mesi senza la quale avremmo ultimato da tempo tutti i trasferimenti. Ciononostante, sulla scorta dei report che acquisiamo quasi quotidianamente dai tecnici e dalla ditta, contiamo di riuscire a terminare i lavori alla Pietà entro agosto, e di trasferirvi gli arredi per l’inizio della nuova stagione didattica. Ma nelle more, proprio per non perdere nemmeno un giorno di lavori alla Torre, eseguiremo sin da subito il trasloco delle suppellettili delle classi terze, allocandole temporaneamente nella palestra di Capodimonte. Ad oggi, pertanto, non c’è alcuna variazione del cronoprogramma dell’intervento per la realizzazione di un moderno campus scolastico che raggrupperà la Torre e la Sala: la scadenza resta quella di giugno 2026 fissata dal Pnrr».

Il falso allarme

Ma da via Camerario arriva anche una buona notizia. Si è rivelato infondato il sospetto amianto che si era levato nelle scorse ore dopo un primo sopralluogo nella struttura di proprietà del Conservatorio. Timori scaturiti dalla presenza in un cortile interno di una tettoia ondulata, forma simile a quella utilizzata nei decenni passati per la creazione di coperture spesso realizzate in fibra di vetro. Ma un summit svolto nelle scorse ore dai tecnici comunali ha spazzato via i dubbi: si tratta di innocua plastica.

Continua intanto l’azione del comitato “Salviamo le scuole Torre-Sala e il quartiere Mellusi dallo scempio". In una nota, l’organismo civico solleva dubbi sul calcolo dei punteggi assegnati al progetto della Torre: «Il Comune ha avuto 2 punti in più rispetto a quelli stabiliti dal bando per un possibile errato calcolo ministeriale. Con i suoi 46 punti reali di valutazione, Benevento potrebbe essere scavalcata dai progetti di altri otto Comuni, finendo tra quelli non destinatari dei finanziamenti. Qualche Comune, ad esempio quello di Grazzanise, potrebbe presentare ricorso alla graduatoria».

 

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