di Gennaro Del Giudice

giovedì 4 luglio 2024, 07:19

Pozzuoli. Campi Flegrei, altre scosse «Epicentro vicino alle case così il sisma si sente di più»

La terra ha tremato lungo tutta la costa da Bagnoli fino ad Arco Felice e Licola. In tanti sono stati svegliati nel sonno anche nelle zone più interne fino a Pianura, Soccavo e Quarto. Alle 02:18 la scossa più forte dell’ultimo sciame sismico che ha colpito l’area flegrea è stata di magnitudo 3.2 con epicentro localizzato in mare, davanti al litorale di Bagnoli-Dazio, a una profondità di 2.8 km.

Complice anche il caldo nonostante l’ora tarda c’è chi è sceso in strada per scongiurare gli effetti di ulteriori scosse, che però non ci sono state.

Lo sciame iniziato alle 15.09 di martedì è terminato poco dopo, all’alba di ieri, facendo contare in totale ventiquattro fenomeni sismici in meno di 24 ore. Come per le precedenti scosse rilevate dai sensori dell’Osservatorio Vesuviano nel pomeriggio precedente (magnitudo 2.9, 2.7, 2.8, 2.5) non sono stati registrati danni né particolari criticità. Nulla a confronto con quanto accaduto il 20 maggio scorso con l’apice raggiunto dalla scossa di grado 4.4, ma anche in queste occasioni la percezione avuta dai residenti è che si trattasse di terremoti di magnitudo molto più alta, soprattutto in prossimità dell’epicentro.

Le testimonianze

«Anche ieri notte abbiamo sentito un boato e poi ha tremato tutto. Io ero appena rientrata a casa e devo dire che è stata abbastanza forte. Ho visto alcune persone scendere nel cortile per la paura» racconta Carmen che vive nel complesso residenziale in zona Dazio, al confine tra il comune di Pozzuoli e il quartiere di Bagnoli. Questione di epicentro dunque, come racconta Genny che vive nel Parco Augusto, in via Annecchino ad Arco Felice, spaventato da una scossa di magnitudo 1.0 registrata qualche giorno fa. «Non ho sentito la 3.2 di ieri notte, ma qualche giorno fa una scossa con epicentro al Lido Augusto, a un centinaio di metri da casa mia, fece tremare tutto e ci spaventammo. Erano quasi le due di notte, pensammo a una super scossa invece andammo a vedere i dati dell’Osservatorio ed era stata di appena 1.0».

Sulla differente percezione delle scosse la spiegazione arriva dal direttore dell’Osservatorio Vesuviano, Mauro Antonio Di Vito. «L’epicentro degli eventi di ieri è stato localizzato in mare ma molto prossimo all’area di Bagnoli-Dazio, che è particolarmente antropizzata, e in generale sulla percezione soggettiva dell’intensità dei fenomeni sismici incidono diverse variabili, a cominciare dalla conformazione geologica del territorio, che può favorire o meno la propagazione delle onde sismiche».

Le previsioni

Di Vito non esclude nuovi sciami sismici nei prossimi giorni alla luce della nuova crisi sismica in atto. «Quello di ieri è un fenomeno che rientra nella fenomenologia in corso da diversi mesi, con la deformazione della crosta che sta andando avanti. Non ho dubbi che ce ne saranno di altri, visto che la deformazione è in corso – spiega –. Sono in corso tre situazioni macroscopiche che sono rappresentate dalla deformazione crostale, che si presenta in particolare nell’area del Rione Terra, alla massima velocità di due centimetri al mese; dalla sismicità, che è discontinua e che ha avuto la sua punta massima il 20 maggio con la scossa di 4.4; e dall’emissione di gas dal sottosuolo, che avviene prevalentemente nell’area Solfatara-Pisciarelli e nel golfo di Pozzuoli dove stiamo misurando grosse emissioni». Su eventuali scosse di magnitudo superiore il direttore dell’Osservatorio non si sbilancia. «Molto frequenti sono quelle di bassa magnitudo, ma non possiamo escludere anche quelle più alte. Sulla base di studi e calcoli probabilistici la massima magnitudo attesa non può superare il 5.0».

Gli sfollati

Dal fronte assistenza e sfollati a Pozzuoli sono saliti a 717 i nuclei familiari destinatari di ordinanze di sgombero dal 21 maggio scorso, di questi 44 restano alloggiati negli alberghi, 101 hanno rifiutato l’alloggiamento e vivono in seconde case o presso amici e parenti, mentre 114 chiedono esclusivamente un contributo economico. Infine cinque persone restano ancora all’interno dell’Hub allestito nel PalaTrincone di Monterusciello.

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