di Daniela Volpecina
domenica 4 agosto 2024, 10:16Caserta, lavori al Lombardo Radice: alunni della primaria spostati nel plesso di Piazza Cavour
Scuola ex Lombardo Radice, il Comune ha deciso. I 50 bambini dell'infanzia verranno trasferiti in via Barducci, nel quartiere Acquaviva, mentre i 219 della primaria saranno accolti nel plesso di piazza Cavour al rione Tescione. La conferma è nei documenti inviati dagli uffici comunali alla scuola per concordare il trasloco di arredi e suppellettili. Con questa scelta l'amministrazione sembra aver, di fatto, rinunciato a individuare una soluzione alternativa che avrebbe potuto contemperare le esigenze dei docenti e dei genitori con quelli dell'Ente.
L'amministrazione ha infatti necessità di rispettare il cronoprogramma degli interventi di demolizione e ricostruzione della scuola, finanziati nell'ambito del Pnrr, e partire con il cantiere entro settembre. I genitori, invece, hanno depositato all'ufficio protocollo una raccolta firme e presentato un ricorso al Tar Campania, che verrà discusso il 4 settembre, per chiedere lo stop dei lavori fino a quando non sarà individuata una sede definitiva per i loro figli. Il progetto prevede infatti che sulle ceneri della Lombardo Radice sorga un plesso per l'asilo nido e l'infanzia ma non fa alcun cenno al futuro della primaria che, a questo punto, potrebbe essere destinata a rimanere in piazza Cavour.
Con buona pace dei genitori che mal hanno digerito questa scelta. Per due motivi: innanzitutto perché trattandosi di una primaria, e quindi di una scuola di prossimità, in tanti hanno sperato che l'Ente riuscisse a trovare un sito più vicino a via Roma, soprattutto per quei genitori che erano soliti accompagnare i bimbi a scuola a piedi. Ma sul piano logistico, piazza Cavour pone un doppio problema per le famiglie con due o più figli, che ogni giorno, all'inizio e alla fine delle lezioni, dovranno fare la spola tra i due lati opposti della città - rione Tescione e quartiere Acquaviva - per portarli in aula in orario e per riprenderli in tempo utile. C'è poi una terza difficoltà legata al numero delle aule disponibili (dieci in tutto) in piazza Cavour che attualmente risultano insufficienti rispetto a quelle necessarie. Almeno quattro quindi le classi che rischiano di dover effettuare i doppi turni o le rotazioni per l'intero anno scolastico.
A rendere il quadro ancora più complesso anche la crisi politica e l'azzeramento della giunta che hanno investito il Comune e che rendono ancora più difficili le comunicazioni con le famiglie che, esasperate dall'assenza di risposte, hanno consegnato alla stampa l'ennesima lettera di protesta per far sentire le loro ragioni.
Le famiglie
«Nessuno in questa amministrazione - lamentano - si sta preoccupando della sorte dei nostri bambini. Nessuno ci ha ancora detto ufficialmente dove sorgerà la nuova scuola primaria quando, presumibilmente tra 16 mesi, saranno completati i lavori in via Roma. Un vero e proprio pasticcio al quale un nutrito gruppo di famiglie, dopo aver cercato invano un dialogo con l'amministrazione, si è ribellato, dapprima depositando una petizione popolare con oltre duecento firme, e poi impugnando legalmente gli atti prodotti dall'Ente dinanzi al Tar. Non ci interessa - continua la nota - come andranno a finire le vicissitudini politiche nonché quelle giudiziarie che coinvolgono parecchi esponenti dell'amministrazione comunale, ma, sia come genitori che come cittadini casertani, abbiamo un giudizio estremamente negativo per l'approssimazione, l'incapacità e l'assenza di rispetto con le quali è stata gestita la vicenda che ci riguarda. Speriamo che, vista la situazione complicata che sta vivendo la nostra città, un barlume di buon senso porti quei pochi, ancora ai loro posti di comando, a non prendere decisioni frutto del perdurare dell'approssimazione sino ad ora adottata e a decidere, piuttosto, di sospendere i progetti in assenza di una soluzione consona e definitiva. Arriveranno nuove occasioni per intercettare altri fondi destinati alla riqualificazione del patrimonio immobiliare scolastico, senza mettere a rischio la continuità didattica e le possibilità organizzative delle famiglie».
Dal Comune però fanno sapere che l'ipotesi di rinunciare ai fondi non è praticabile anche in virtù del fatto che il plesso di via Roma è in parte inagibile e a settembre probabilmente non avrebbe comunque potuto riaprire i battenti.
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