martedì 26 maggio 2026, 13:22

Superfood o alimenti pericolosi? Dal cioccolato alle melanzane, come cambia la ricerca sulla nutrizione tra mode e dati concreti

Sin da bambini ci è sempre stato detto che ci sono alimenti che vanno centellinati nel loro consumo, mentre altri, generalmente quelli che piacevano meno, erano considerati un toccasana. Un caso particolare è quello del cioccolato, che non ha mai goduto di grande ammirazione dai nutrizionisti, fino a quando non è stato provato che quello fondente (almeno al 70%) possiede proprietà antiossidanti.

Il cioccolato è solo uno dei tanti cibi che nel corso degli anni sono passati dall'essere quasi demonizzati all'essere “consigliati” dagli esperti. Questi cambi di direzione drastici sottolineano come sia complicato capire se un alimento faccia bene o no, e come si evolvono le scienze alimentari per scoprirlo è un tema molto interessante.

Il punto dell'esperta

Elena Dogliotti, biologa nutrizionista e supervisore scientifico di Fondazione Umberto Veronesi, per fare chiarezza sulla questione cita diversi studi mirati a comprendere in maniera approfondita gli effetti dei cibi e delle loro caratteristiche organolettiche. «L'alimentazione è variegata, isolare l'effetto di un componente è difficile. Per esempio, per valutare l'impatto di una certa dieta, o di specifici cibi consumati in modo costante, con ricerche di tipo osservazionale, serve avere un numero molto alto di partecipanti, così da ridurre l'effetto delle tante variabili individuali» sostiene la biologa.

«Quando invece si fanno studi di intervento, ovvero si prova a vedere l'effetto di un singolo nutriente o alimento confrontando chi lo assume e chi no, le persone coinvolte possono essere meno ma la difficoltà è far seguire a tutti una dieta standard, che sia diversa solo per l'elemento in esame. Per valutare i risultati di uno studio sulla nutrizione, va poi considerato l'impatto della genetica, dello stile di vita, del microbiota intestinale di ciascuno, che sappiamo può cambiare in relazione alla dieta, oltre a modificare esso stesso gli effetti della dieta. Senza parlare poi degli equivoci che possono nascere traslando risultati ottenuti in popolazioni con abitudini alimentari molto diverse dalle nostre, come gli statunitensi o gli orientali».

Occhio alle mode

La specialista procede a smontare alcune mode di passaggio: «In certi alimenti ci sono senz'altro molecole bioattive “buone”, ma questo non basta a raccomandare di sbilanciare la dieta verso certi cibi anziché altri», dice Dogliotti. «Pensiamo alla curcumina della curcuma: nei test di laboratorio si è dimostrata un ottimo antiossidante e antinfiammatorio. Tuttavia è poco bio disponibile. Ciò significa che quando consumiamo la spezia, della sua molecola attiva ne arriva poca alle nostre cellule».

L'utilità provata delle antocianine

Per evitare di cadere nel tranello dei trends visti online e sui social, la Fondazione Veronesi sostiene ricerche in nutrizione molto rigorose e con implicazioni concrete, puntando un faro verso quegli alimenti che possono essere utili in prevenzione o in ausilio all'oncologia.

È il caso delle indagini sulle antocianine, le molecole responsabili del colore blu-violaceo di mirtilli e melanzane, che stando a quanto affermato da Dogliotti: «Hanno un potere antiossidante molto elevato, ed effetti positivi sulla composizione del microbiota intestinale e sulla salute cardiovascolare. Stanno inoltre emergendo, in modelli sperimentali, dati favorevoli sull'utilizzo delle antocianine per diminuire i danni indotti da radioterapia su cellule sane: servono studi approfonditi, perché le prime prove su pazienti per trattamenti cutanei non hanno dato conferme, ma continuare gli studi sulle molecole facilmente ottenibili dai vegetali è importante per tentare di migliorare la qualità di vita delle persone che affrontano un percorso di terapia che oggi porta a effetti collaterali rilevanti».

Vai all'articolo completo
Questo sito utilizza i cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione ed inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca qui.
Chiudendo questo banner acconsenti all'uso dei cookie. X