di Alberto Simone
sabato 4 luglio 2026, 11:27Stellantis, a Cassino produzione ai minimi. Si spera nel nuovo Grecale nel 2027
Se nel resto d'Italia Stellantis torna a vedere qualche segnale di ripresa, a Cassino la crisi continua ad aggravarsi. Il primo semestre del 2026 si chiude infatti con quello che può essere definito un nuovo, drammatico record negativo nella storia dello stabilimento di Piedimonte San Germano: mai, da quando il sito è entrato in attività, si era lavorato così poco nei primi sei mesi dell'anno.
Il dato emerge con chiarezza dal report presentato ieri dalla Fim-Cisl: tra gennaio e giugno sono state prodotte 252.223 vetture e veicoli commerciali, contro le 221.885 dello stesso periodo dello scorso anno, con un incremento del 13,7%. Un risultato che fotografa una ripresa diffusa in quasi tutti gli impianti italiani del gruppo. Quasi. Perché c'è un'unica grande eccezione ed è proprio Cassino Plant.
Lo stabilimento all'ombra dell'abbazia continua infatti a muoversi in controtendenza rispetto al resto del Paese. Nei primi sei mesi del 2026 sono uscite dalle linee di produzione appena 6.700 vetture, il 36,2% in meno rispetto allo stesso periodo del 2025. Un dato che certifica una crisi ormai strutturale e che conferma come il sito cassinate sia oggi quello che vive la maggiore difficoltà all'interno del sistema produttivo Stellantis in Italia.
Nel dettaglio, sono state assemblate 4.125 Alfa Romeo Giulia e Stelvio e 2.575 Maserati Grecale, numeri ormai lontanissimi dalle capacità produttive dello stabilimento e insufficienti a garantire un livello di attività sostenibile sia per i lavoratori diretti sia per l'intero comparto dell'indotto.
Ma il dato forse più impressionante non riguarda neppure il numero delle vetture prodotte. A colpire è soprattutto il calendario lavorativo. Nei primi sei mesi del 2026 gli operai hanno lavorato appena 39 giorni, una media di poco più di sei giorni al mese. Mai, nella storia dello stabilimento, si era arrivati a un livello così basso al termine del primo semestre.
E il mese di luglio, anziché segnare un'inversione di tendenza, rischia di peggiorare ulteriormente il quadro. L'azienda ha infatti già comunicato un nuovo periodo di fermo produttivo dal 6 al 10 luglio. Tradotto, significa che l'attività potrebbe riprendere, salvo ulteriori variazioni, soltanto lunedì 13 luglio, facendo iniziare di fatto il mese lavorativo con quasi due settimane di ritardo.
Le ripercussioni sono evidenti anche sul piano occupazionale. Oggi nello stabilimento lavorano circa 2.130 dipendenti; nei giorni di produzione sono mediamente impegnati circa 1.400 lavoratori, mentre oltre 500 restano coinvolti nei contratti di solidarietà.
Commentando il report presentato ieri, il segretario generale della Fim-Cisl, Ferdinando Uliano, ha riconosciuto i passi avanti compiuti dal gruppo dopo il cambio di governance, ma ha ribadito come il caso Cassino resti ancora aperto. «Il piano illustrato da Stellantis rappresenta certamente un passo in avanti rispetto all'epoca Tavares, ma restano ancora aperte questioni fondamentali per garantire la sicurezza occupazionale e le prospettive dello stabilimento di Cassino, strettamente legate alla definizione dei piani industriali per Maserati e Alfa Romeo», ha dichiarato.
Le prospettive industriali delineate dall'azienda guardano infatti soprattutto al 2027. In quell'anno è previsto il lancio della nuova Maserati Grecale, mentre continuerà la produzione delle attuali Alfa Romeo Giulia e Stelvio, che rimarranno sulle linee fino alla fine del 2027.
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