di Vittorio Buongiorno

lunedì 29 giugno 2026, 15:23

«Assurdo portare a nord la sabbia dragata ad Anzio la Regione ci ripensi», il Centro studi Ialongo scrive a Ghera

«Il dragaggio al porto di Anzio? Dal degrado al danno». Esordisce così il presidente dell'Associazione "Centro Studi Nello Ialongo" Ennio Zaottini che ieri ha inviato una lettera accorata all'assessore regionale Fabrizio Ghera e ai sindaci di Nettuno, Latina e Sabaudia, oltre che alla presidente dell'ente Parco nazionale del Circeo.

«Ho appreso da notizie di stampa che è in atto un dragaggio di circa 8.000 metri cubi di sabbie che ostruiscono parzialmente l'entrata del porto di Anzio la cui destinazione sembrerebbe destinata al largo della costa. È previsto, inoltre, un più sostanzioso intervento di circa 200 mila metri cubi con la destinazione delle medesime a nord della costa, verso Tor Caldara».

«Tutti e due gli interventi - annota Zaottini - sono autorizzati e finanziati dalla Regione Lazio e ciò desta scalpore e incredulità. È noto alla nostra Regione, per i numerosi studi effettuati sulla zona da università e istituti di ricerca, che la circolazione delle sabbie nella costa orientale del Mediterraneo è da nord/ovest verso sud/est».

E dunque la scelta di portare la sabbia a nord secondo gli esperti ha poco senso. Va ricordato infatti che l'associazione è intitolata a Nello Ialongo, geologo, pioniere della difesa ambientale e uno dei massimo esperti sul territorio di erosione costiera e ripascimento.

«È nota anche alla Regione la viva polemica - ricorda Zaottini - istruita, in particolare da Nello Ialongo che aveva previsto quanto ora accaduto, e dai Comuni di Nettuno, Latina e Sabaudia verso l'allungamento della diga antimurale del porto di Anzio che ha creato una vera e propria barriera fisica alla circolazione delle sabbie che, appunto, vanno ad ammassarsi sottoflutto alla diga foranea e non alimentano più le spiagge a sud dei suddetti Comuni».

Gli effetti sono notori: la drammatica erosione che ha colpito le spiagge di Latina e Sabaudia origina proprio da lì.

«Ora, alla luce di quanto sopra rammentato - scrive Zaottini - riportare 200.000 metri cubi di sabbia verso Tor Caldara significa creare una movimentazione circolare da e per il porto di Anzio che in poche stagioni ricreerà l'attuale situazione di partenza con un dispiegio di finanze pubbliche che lascia dubbi sulla liceità dell'intervento, oltre al danno che ricevono i suddetti Comuni di Nettuno, Latina e Sabaudia per non vedere alimentate le proprie spiagge».

Nota Zaottini che, invece, quei «200 mila metri cubi rappresenterebbero un ristoro significativo in termini di recupero di profondità delle proprie spiagge». E si potrebbe anche aggiungere: darebbero respiro alla costa pontina così da poter approntare un nuovo progetto antierosione meno impattante e problematico di quello a cui la Regione ha appena concluso la valutazione di incidenza ambientale con una bocciatura.

Alla luce di tutto ciò, il presidente del Centro studi Nello Ialongo «vuole richiamare l'attenzione della Regione Lazio sulla contraddittorietà dell'intervento per la parte in cui destina le sabbie dragate a nord/ovest di Anzio e non già a sud/est come sarebbe necessario, e altresì si vuole richiamare l'attenzione dei Comuni di Nettuno, Latina e Sabaudia e dell'Ente Parco del Circeo, in quanto enti danneggiati, sulla opportunità di chiedere alla Regione una destinazione diversa delle sabbie dragate perché siano destinate ad alimentare le proprie spiagge, messe a dura prova dal fenomeno dell'erosione costiera, come attestano tutti gli studi effettuati sull'area.

È gradita l'occasione per inviare i più cordiali saluti». Cosa dirà ora la Regione? E cosa i sindaci dei tre comuni chiamati in causa? Coglieranno l'occasione di sfruttare al meglio la sabbia dragata dal porto di Anzio?

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