di Pasquale Sorrentino
lunedì 12 agosto 2024, 09:01L'estate riapre i borghi: è la sfida all'abbandono
Rivivono tra rievocazioni e memoria, tra turismo esperienziale e desiderio di resistere allo spopolamento. Sono i borghi del sud Italia che durante l'estate - grazie a iniziative di vario genere - tornano a essere popolati, diventando meta, inattesa, di visitatori che sempre più scelgono di fuggire dalla città per vivere le meraviglie dei piccoli paesi. Rievocazioni medievali, sagre con prodotti a chilometro zero, ma anche corse di ciucci, apertura di scorci solitamente chiusi, iniziative curiose e addirittura fantasiose: tutto per far riammirare borghi che hanno nella bellezza e nella storia la loro essenza. Ci sono il bacio e la strada dell'amore sul terrazzo del Cilento (Trentinara), la degustazione delle birre nella grotta (Zungoli in Irpinia), c'è la visita nel paese fantasma quello della Passione di Mel Gibson di Craco (in provincia di Matera) oppure ancora Macchiagodena, il Borgo dei Libri, dove c'è la possibilità di soggiorni gratuiti per chi va in visita con un volume da regalare.
La favola
Iniziative particolari, curiose, preparate per un anno intero per far conoscere e riconoscere borghi meravigliosi altrimenti destinati al rischio dell'oblio. A Roscigno, tra i monti Alburni nel Salernitano l'amministrazione ha puntato sugli eventi musicali di nicchia per riempire la piazza antica del paese vecchio. Il tutto condito con l'asparago, "frutto" tipico di quelle zone.
A Colliano, qualche chilometro più a nord al confine tra Salernitano e Irpinia, per una settimana interna il borgo diventa da favola, trasformandosi in location di fiabe per bambini. Iniziative che non sono estemporanee ma che intendono lasciare una scia che porti visitatori e ripopolamento nel corso di tutto l'anno. Nel solco della nuova filosofia della "Tornanza", il movimento culturale che vuole far rivivere i borghi italiani. La Tornanza è un libro, un podcast, un festival ma anche un hub e un'academy: il progetto di Antonio Prota e Flavio Albano che sfida lo spopolamento del Sud Italia puntando su origine, viaggio e innovazione. Un'azione che i borghi del sud fanno da tempo, al di là delle teorie. Basti leggere su cosa punta ad esempio la Pro Loco di Zungoli: «Siamo lieti di presentarvi un'estate ricca di eventi imperdibili che celebrano l'autenticità del nostro territorio. Unisciti a noi per degustare prodotti tipici, scoprire tradizioni folkloristiche e vivere serate indimenticabili nel suggestivo centro storico di Zungoli».
Il futuro
Autenticità è uno degli aggettivi più usati per presentare le iniziative dei paesi. Autenticità che si ritrovano nei paesi fantasmi. Ovvero quei borghi fermi nel tempo per cause diverse, dal terremoto a una frana, ma che sono diventati punti di attrazione turistica. Tra i più famosi Craco vecchio, fermo nel tempo a causa di una frana ma che attira ogni estate a partire da Pasquetta migliaia di visitatori con tanto di elmetto da cantiere. Medesima emozione si prova ad Apice, nel Beneventano o a Romagnano al Monte nel Salernitano. E ancora Campomaggiore in provincia di Potenza, la città dell'Utopia, dove un'ala del borgo è ferma al 1885.
Borghi fermi nel tempo con i residenti, che si sono spostati di pochi chilometri, che "usano" la storia dei propri paesi per far vivere anche la parte nuova. La storia che diventa mezzo per costruire il futuro di luoghi che non superano i mille residenti. E poi le rievocazioni. Vera miniera dei borghi. Quella di Teggiano all'ombra del castello Macchiaroli ricordando la principessa Costanza, in provincia di Salerno, richiama centomila visitatori l'anno. Oppure quella Pietrastornina, in provincia di Avellino dove si mescolano storia, tradizione ed enogastronomia: una rievocazione storica del matrimonio che, nel 1400, unì i feudi del Papa di Benevento al Regno di Napoli, inglobando l'ultima Rocca di Pietrastornina. E ancora la rievocazione della corsa a piedi scalzi in montagna di Salvitelle, borgo di poche centinaia di anime, che attira migliaia di persone. La storia che torna, insomma. Così come i prodotti a chilometro zero. «Kairos, tempo di vino» è l'evento, a Cairano, per valorizzare lo splendido comune di 800 persone nell'entroterra irpino. Oppure a Stio, paesello negli Alburni, che richiama frotte di visitatori grazie ai "ciccimaritati", prodotto tipico che più tipico non si può. Storia, prodotti tipici e natura incontaminata oltre che spirito di iniziativa che di chi resiste nei piccoli villaggi dove lo spirito solidale è il vero ago che cuce i rapporti.
E poi c'è la natura, altro elemento di gran forza di borghi che in estate "corteggiano" i visitatori affinché restino e fanno lo stesso con gli emigranti affinché tornino: come a Calabritto in Irpinia dove la cascata di Quaglietta attira persone in cerca anche di refrigerio dal calore estivo. Ogni motivazione è buona quindi per attirare turisti nei piccoli borghi. Un fenomeno che cresce di anno in anno, di estate in estate con al centro anche la cultura. Mostre all'aperto (ultimo caso a Casal Velino nel Cilento), installazioni, festival musicali e di libri (il festival di Caccuri in Calabria è diventato un esempio virtuoso), residenze per artisti rappresentano un altro capitolo dell'azione dei residenti, delle amministrazioni, delle pro loco e delle associazioni che mettono in atto per far sì che i borghi rivivano e resistano allo spopolamento.