Alla Colombaia il ciclo di incontri dedicati al cinema
Inizia oggi giovedì 1° agosto il periodo più intenso per la rassegna estiva de La Villa La Colombaia di Luchino Visconti. Una serie di appuntamenti con l’arte, il cinema e il teatro, che si legano allo spazio e al tempo immutato della Villa.
Una suggestione continua che parte oggi con l’inaugurazione dalle 19 alle 21 dell’artista Chiara Arturo, impegnata nella mostra dal titolo Isola. Nella sala adiacente il Caffè Letterario della storica dimora estiva del grande regista italiano, in mostra una serie di lavori che analizzano il tema dell’insularità e in cui la geografia diventa il punto di partenza per un’indagine introspettiva. La parola ìṡola deriva dal latino insŭla e sta a indicare principalmente una porzione di terraferma completamente circondata dalle acque, originatasi per accumulo di materiali vulcanici, organogeni, sedimentari, per erosione, per movimenti della crosta terrestre o variazioni del livello marino. “Allo stesso modo si muove la mia ricerca: per accumulo, per erosione, per movimenti o per variazioni. – racconta Arturo- Fulcro dell’esposizione è il lavoro INSULA (diviso in Prologo e Insulàrio, 2015-2018), lo accompagnano una serie di appunti raccolti negli anni e fotografie di altre ricerche come Immaginarti isola (2020) e 18 miglia (2014). La mostra sarà visitabile negli orari dell’apertura al pubblico dal lunedì al venerdì dalle 09:30 alle 15:00.
Proseguono gli eventi con i primi due appuntamenti legati al cinema di Luchino Visconti, a cura dell’Associazione Vaghe Stelle dell’Orsa, promossa da Carmine Stornaiuolo, laureato in Filosofia all’Alma Mater Studiorum di Bologna. Collabora con il Festival Internazionale della Filosofia di Ischia e Napoli. Appassionato di cinema e sceneggiatore, scrive recensioni presso la rivista online Uncutfilms.it. È co-fondatore assiema a Federico Felice Fiorito, studente di giurisprudenza e appassionato di cinema, dell’associazione Vaghe stelle dell’orsa - ASP. A partire dalle ore
5 agosto dalle ore 19 Tavole di Frontiera, a cura del Collettivo Mediterraneo, una performance liberamente tratta dal libro “ricette di confine” di Silvia de Marco, dove teatro musica e cibo si uniscono nel racconto della tavola come momento di condivisione.
Durante lo spettacolo lo spettatore sarà trasportato nelle case della Palestina occupata tramite l’interazione con ingredienti del Mediterraneo vicino e lontano; ricette, musiche, odori e suggestioni gastronomiche faranno da quinta al racconto delle ricette di famiglia. Raccontare il Mediterraneo dei contrasti e delle connessioni per scavalcare le retoriche della quotidianità. Un progetto di Simona Castagliuolo e Marco Ambrosino quello di Collettivo Mediterraneo con Tavole di Confine. La rassegna nasce dalla consapevolezza che il cibo è linguaggio universale, veicolo di messaggi e prova della connessione tra i popoli. In tal senso, lo strumento della narrazione multidisciplinare, intende marcare un tracciato ideale che accolga e accompagni lo spettatore in una performance emozionale, un viaggio nelle identità mediterranee attraverso la scoperta del confine inteso come margine plasmabile e punto di massima concertazione di energie e contaminazioni.
Vai all'articolo completo