di Raffaella Vittadello
venerdì 8 maggio 2026, 09:59«Linguine all’aragosta da 250 euro», ma il conto non torna. Ecco cosa è successo a Venezia
VENEZIA - Sulla qualità niente da dire: ostriche, antipasto misto, dolce e quelle linguine all’aragosta consigliate dal cameriere.... una specialità. Tanto quanto è stato inatteso il conto, piegato nella cartellina elegante, di 401,30 euro. Un conto che lui, insegnante pugliese residente a Pieve di Cadore, ha pagato senza esitazione con il bancomat, salvo poi rimanere amareggiato. Tanto da rivolgersi all’Adico, l’associazione per la difesa dei consumatori. Tutto è avvenuto sabato a pranzo. L’uomo, che in quel ristorante, il Florida che si affaccia sulla Riva del Vin, con vista sul ponte di Rialto a Venezia, dice di essersi sempre trovato bene. Non un cliente abituale, ma «uno dei camerieri, quando sono arrivato, è venuto a stringermi la mano, segno che di me si ricordava».
IL PASTO
L’insegnante si siede all’esterno, e inizia a ordinare. «Sono un abitudinario - racconta - vado sul sicuro. Mi piacciono gli antipasti, ho ordinato delle ostriche, del vino, dell’acqua. Arrivato ai primi avrei scelto un piatto di linguine ai frutti di mare, il cameriere mi ha proposto invece delle linguine all’aragosta. Non sono abituato a questi crostacei, non ne conoscevo il prezzo, e comunque non era scritto nel menu. Immaginavo che il valore del piatto che mi veniva consigliato fosse simile a quello che avevo scelto, che costa circa 25 euro. Ma mi sono fidato del suggerimento del cameriere, non avrei immaginato che potesse essere dieci volte tanto».
L’ASSOCIAZIONE
«Naturalmente a livello legale non è possibile alcun intervento – ammette Carlo Garofolini, presiente dell’Adico - La stessa persona che ci ha segnalato il salasso ammette di non aver chiesto il prezzo del piatto con l’aragosta convinto che non sarebbe stato particolarmente superiore a quello della pietenza inizialmente richiesta, gli spaghetti con i frutti di mare. La storia, però, ci costringe a sottolineare come in una città come Venezia certi comportamenti siano deleteri e inaccettabili. Tra l’altro qui parliamo di un cliente quasi abituale. E ci chiediamo: cosa succede con i turisti mordi e fuggi? Basta, pretendiamo che la nostra amata città la smetta di passare come la slot machine mangia soldi dei turisti. Non possiamo accettare che Venezia sia considerata da una parte la più bella città del mondo e dell’altra parte la più disonesta. Dobbiamo premiare il commercio corretto, equo, onesto, la trasparenza, la correttezza. Non possiamo vivere sugli allori di una città unica al mondo approfittando dei poveri turisti già spremuti in ogni modo, tipo nei trasporti. Alla futura amministrazione chiediamo azioni concrete e decise contro gli speculatori, che rovinano il nome di una città che i turisti adorano ma che in troppi considerano disonesta dal punto di vista di prezzi e tariffe».
IL TITOLARE
Il titolare del ristorante, invece, precisa che proprio per il fatto che le linguine all’aragosta non fossero scritte nel menu, doveva essere precisato il prezzo, che varia in ragione delle dimensioni dell’animale e dell’andamento del mercato. E che i camerieri hanno l’obbligo di avvertire il cliente del prezzo: «Se poi c’è una contestazione - sottolinea - e il cliente non vuole pagare perchè non è stato avvertito del prezzo, a pagare è il cameriere di tasca propria. Ma il cliente ha saldato il conto senza esitazione, quindi immagino fosse soddisfatto. Non sono in grado di verificare la versione del cameriere in questo momento, perchè è fuori città per alcuni giorni. Non abbiamo clienti abituali, lavoriamo soprattutto con i turisti, ma se ci vengono mosse delle contestazioni siamo sempre pronti alla verifica».
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