di Antonino Pane

giovedì 20 giugno 2024, 07:00

Maxiyacht e cantieristica, Luise: pronto a investire anche nel Golfo di Napoli

Il Golfo di Napoli piace al lusso e la magia dei maxi e gigayacht che scorrazzano tra Napoli, Capri, Ischia, Sorrento, Positano e Amalfi ogni giorno regala nuovi brividi. Ieri mattina, ad esempio nella baia di Sorrento era ancorato il gigayacht di Lakshmi Mittal il miliardario indiano proprietario di Arcelor Mittal. Il disastro di Taranto dal ponte di questa vera e propria nave deve sembrare lontanissimo.

Il gigayacht Alaiya di Mittal misura 111 metri di lunghezza ed è largo 16 metri: è una meraviglia del design per quanto concerne le imbarcazioni di lusso. Lo scafo è realizzato in acciaio con una sovrastruttura in alluminio, ha un dislocamento di 4.500 tonnellate e una velocità massima che supera i 18 nodi. Il gigayacht comprende una pista per elicotteri, una grande piscina, un centro benessere con sauna e balcone e un cinema, che può ospitare fino a 18 ospiti e 38 membri di equipaggio. Progettato da Winch Design, Alaiya vanta interni classici con marmo dorato, una grande scalinata aperta e una zona pranzo con vetrate.

La domanda

Insomma una reggia. E come questi sono tanti quelli che vogliono navigare lungo la costa campana, dando al Golfo di Napoli l’invidiabile record di meta preferita in assoluto. «Il record di maxi e gigayacht in Campania ha radici profonde proprio nel Golfo di Napoli. E continuerà ad averle perché ci vogliono grandi investimenti e noi siamo pronti a farli». L’imprenditore Massimo Luise illustra gli obiettivi della Luise Group e della J. Luise & Sons, fondata nel 1847, e che ha proprio a Napoli il suo quartier generale. «Lavoriamo da sempre per promuovere il nostro territorio nel mondo - sottolinea - e oggi possiamo dire che il 99% del traffico marino del segmento lusso nel nostro Golfo è merito nostro. I dati dei registri della Capitaneria di Porto di Napoli certificano tutto questo: da 40 anni Luise è il punto di riferimento dei più grandi armatori mondiali e collabora per gli ormeggi con tante agenzie marittime: All Services, Marinter, Pesto / Cosulich; RY e MY, che trovano spazio sulla concessione di Mergellina. Non c’è fiera del lusso al mondo dove non siamo presenti: basti pensare che solo per attrarre mega yacht in Italia e soprattutto a Napoli investiamo 1,3 milioni di euro all’anno».

Il Gruppo Luise proprio in Campania ha presenze stabili con personale qualificato pronto a soddisfare le esigenze più esclusive degli armatori. «Il segmento del lusso - aggiunge Massimo Luise - ha ampliato le sue esigenze e vuole servizi sempre più esclusivi e sofisticati. I porti si sono molto evoluti negli ultimi anni ormai sono resort di lusso che necessitano servizi di formalità e assistenza. La rada può essere una esigenza in mancanza di posti, ma sono gli ormeggi che soddisfano appieno le esigenze. E neanche la banchina da sola basta: ci vuole la pista di atterraggio per elicotteri, ci vogliono attrezzature e servizi ausiliari sempre disponibili».

Le potenzialità

La cantieristica, ad esempio, è uno dei settori maggiormente interessato a questi traffici. Una riparazione immediata su un maxiyacht può essere pagata a peso d’oro se consente, ad esempio, di riprendere subito la navigazione. Così come i servizi a terra, lo shopping, le feste a bordo, le cene nei ristoranti stellati o gli chef incaricati di servire piatti esclusivi a bordo. «L’attracco alla banchina favorisce in maniera straordinario tutto l’indotto della città. E questo a Napoli - sottolinea Massimo Luise - lo sanno bene le griffe, i grandi alberghi e così via. L’indotto generato dai super yacht nel golfo è di molto superiore ai 64 milioni. Basta considerare la cantieristica e i rifornimenti di carburante. Probabilmente solo di carburante vengono spesi 60 milioni. Tutto il sud della Francia vive con lo yachting. Dal sud Francia parte l’onda della destra francese che sta promettendo in campagna elettorale molte sburocratizzazioni e incentivi per lo yachting. Genera un enorme mole di denaro per la loro economia».

I traffici internazionali e le rotte di queste vere e proprie ville galleggianti sono seguite passo passo. «Noi - aggiunge Luise - siamo soci della BWA, l’agenzia n. 1 al mondo con sedi e personale fisso in 28 Paesi. Parliamo di una realtà che fattura 200 milioni di euro all’anno. I nostri uffici in Italia rappresentano anche la BWA e questo ci consente di essere referenti di importantissimi armatori che da anni si fidano esclusivamente dei nostri servizi. Ecco perché intendiamo fare grandi investimenti per soddisfare sempre al meglio i nostri clienti. Per il mercato italiano, per le infrastrutture, mettiamo sul tavolo 50 milioni di euro e la gran parte di questo investimento lo vogliamo focalizzare su Napoli. Ci rendiamo anche conto, comunque, che non è semplice far dialogare tutte le istituzioni e che bisogna contemplare il benestare della sovrintendenze».

 

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