di Antonino Pane

martedì 18 giugno 2024, 08:00

Maxiyacht, golfo di Napoli nuovo primato in Europa

Il golfo di Napoli si conferma il più attrattivo in Europa, tra i primi al mondo, per le navi da diporto. Parliamo di quelle straordinarie imbarcazioni extra lusso di lunghezza superiore a 24 metri che sempre più frequentemente sfiorano i 60 metri fino ad arrivare a lunghezze anche superiori a 100 metri.

Il centro studi di Acquera, una delle agenzie marittime più accreditate in Europa, con sedi operative in tutto il mondo e che gestisce importanti flotte, fornisce numeri che non lasciano dubbi. Il Golfo di Napoli, nella sua estensione che include anche le Isole di Capri, Ischia e Procida e anche la costiera Sorrentina e Amalfitana, ha fatto registrare nel 2023 la presenza di 748 maxi yacht, un primato assoluto a livello europeo, se si pensa che la costa Smeralda nei periodi di punta non ha superato le 693 unità. Seguita dalle Baleari (619) Costa Azzurra e Montecarlo (610), Corfù (359) Barcellona (165) a e Mykonos (189). Un primato anche a livello di importi correlati all'indotto di queste grandi navi del lusso. Il golfo di Napoli infatti misura l'indotto diretto e indiretto dei Maxiyacht in 63,4 milioni di euro mentre la costa Smeralda, anche in ragione del periodo di minore sosta, registra 40,3 milioni di euro nell'indotto.

I dati

Stefano Tositti, amministratore delegato di Acquera, conferma che i dati sono assolutamente veritieri perché tracciati da sistemi satellitari. Ma non è tutto. Il Golfo di Napoli esprime ancora importanti potenzialità che potranno essere colte per alimentare i flussi verso terra. Le navi da diporto, a differenza delle unità di piccole dimensioni, sono gestite da agenzie marittime specializzate che si occupano sull'intero tracciato prescelto dall'armatore di ricercare gli ormeggi, i servizi a terra, il bunkeraggio, i transfer in aereo o in elicottero e tanto altro. Per cogliere le potenzialità di questo mercato in costante crescita, sempre secondo Acquera, non serve costruire nuovi porti perché queste grandi unità vogliono restare in rada, ma eliminare quei privilegi concessi a quelle agenzie marittime che controllano, direttamente o indirettamente, quei pochi posti di ormeggio disponibili e favoriscono solo gli utenti che dichiarano di voler avvalersi dei propri servizi, generando così una distorsione del mercato.

Per questo motivo tanti addetti ai lavori, sul piano nazionale ed internazionale, seguono con grande attenzione quello che accade a Napoli in particolare al porto di Mergellina. Gli addetti ai lavori confermano che sono pronti a partecipare alle gare operatori di livello europeo che, nella massima trasparenza gestionale, guardano al flusso mondiale dei Maxiyacht e non sono certo interessati a scomporre quel mercato locale della nautica da diporto, quella di imbarcazioni da 8 a a 24 metri, che invece va salvaguardato ed incoraggiato.

La cantieristica

Il turismo cresce esponenzialmente in Italia e soprattutto in Campania ed al tempo stesso aumenta la voglia di mare. Si continua a registrare nella cantieristica navale un aumento di produzione di natanti, di imbarcazioni e navi da diporto, continua ad aumentare il numero di patenti nautiche rilasciate ogni anno dalle capitanerie di porto, ma il tema della programmazione e della pianificazione di punti di ormeggio e di porti turistici non ha mai avuto un'adeguata risposta concreta dalle istituzioni locali e nazionali. Promesse tante, fatti pochi ed è evidente che con la Bolkestein alle porte è aumentata la fibrillazione.
Ad esasperare una chiara condizione di disagio sia degli utenti che dei gestori dei posti barca è il rinnovo delle concessioni demaniali. Tra pochi mesi e precisamente al 31 dicembre di quest'anno stando all' attuale assetto normativo tutte le concessioni demaniali perderanno definitivamente di efficacia. Questo significa che ai controlli delle Capitanerie di Porto gli specchi acquei ed i natanti, violando i principi del Codice della Navigazione, potranno essere sottoposti a sequestro cautelare con importanti conseguenze penali per tutti, concessionari e proprietari di imbarcazioni. A nulla fino ad oggi sono valse le diverse promesse per un'ulteriore proroga venute fuori da diverse parti politiche e di questo, ormai, i concessionari sono ben consapevoli. Questa volta non solo l'Europa ha definitivamente azzerato ogni possibile rilascio di proroga automatica, come è avvenuto nei fatti negli ultimi trent'anni ma anche all'unisono il Consiglio di Stato, l'Autorità garante della Concorrenza e del Mercato e lo stesso ministero delle Infrastrutture hanno invocato gare pubbliche che dovrebbero partire da qui a breve.

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