di Alessia Marani
venerdì 18 gennaio 2019, 08:06Meningite, Federico morto a 15 anni, la madre testimonial pro vax: «Andrò nelle scuole»
«Andrò nelle scuole per incontrare tanti giovani, adolescenti come mio figlio, dirò loro dell'importanza di vaccinarsi, lo farò per Federico, solo per lui che era la mia vita, perché riviva insieme a loro, perché la sua morte non sia vana». Mamma Valeria Rossomanno, madre dello studente romano di 15 anni stroncato lunedì sera da una meningite fulminante, abbraccia il fiume di persone che, ieri mattina, si è riversato nella chiesa di San Frumenzio a Prati Fiscali per dare l'ultimo saluto al figlio. «Il mio Pippi», come lo chiamava mamma Valeria. Stringe mani, trattiene lacrime ed emozione mentre in cielo volano i palloncini bianchi e azzurri con sopra scritto il nome di Fede.
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GENEROSITÀ
Valeria ha appena dato la sua parola all'assessore regionale alla Sanità Alessio D'Amato che, a breve, chiamerà il ministro dell'Istruzione Marco Bussetti per metterlo al corrente - e chiederne la collaborazione - di un progetto di informazione e vaccinazione attiva nelle scuole di Roma e del Lazio e lei, mamma Valeria, ne sarà la testimonial. «Vedete l'affetto e l'amore che circondava mio figlio - dice - ora sapete tutti che persona fantastica fosse, io mi farò forza per lui. Lui non c'è più, ma altre persone si possono salvare, vaccinandosi». D'Amato contatterà l'ufficio scolastico regionale per pianificare una serie di iniziative in grado di coinvolgere soprattutto gli adolescenti nella fascia d'età tra i 14 e i 18 anni, la più esposta al pericolo. Martedì, intanto, si comincerà proprio dall'Alberghiero Amerigo Vespucci, sulla Tiburtina, dove Federico studiava per diventare maitre di sala. La Regione avrà come obiettivo quello di aumentare il livello di consapevolezza e conoscenza della vaccinazione e, contemporaneamente, di incrementare il livello di copertura dell'anti-meningococco proprio tra gli adolescenti che, spesso, o non hanno mai fatto il vaccino (attualmente consigliato ma non obbligatorio) o dimenticano di sottoporsi al richiamo tetravalente. Distrazione che rischiano di pagare col prezzo della vita. «La mamma di Federico - spiega l'assessore - con una straordinaria generosità si è messa a disposizione per affrontare insieme a noi questo percorso. Le ho promesso che lavoreremo molto e cambieremo approccio alla vaccinazione: non saranno le famiglie a doversi informare e andare nei centri vaccinali, arriveremo noi nelle scuole con i medici delle Asl e chiederemo l'aiuto dei pediatri e dei medici di famiglia. Se Federico fosse stato vaccinato oggi non saremmo qui a celebrare il suo funerale. Ci lascia una lezione troppo grande».