di Luigi Roano
martedì 28 maggio 2024, 07:00Napoli, dopo gli arabi ecco i cinesi: «Siamo pronti a investire»
Napoli chiama Pechino e la capitale cinese risponde: così dagli arabi pronti a investire sulla città si passa al super continente più popoloso che esista e all’economia che galoppa di più a livello mondiale, anche i cinesi sono qui pronti a investire. Ma questa volta - almeno per ora - si tratta di un transfert di beni immateriali si parla di Startup del resto siamo a Città della Scienza a Bagnoli. Dove il presidente Riccardo Villari domenica ha accolto nel Science Centre una delegazione con ospiti di primo livello come Yin Li, membro dell’Ufficio Politico del Comitato centrale del Partito Comunista Cinese e segretario del Comitato municipale di Pechino e Jia Guide che è l’Ambasciatore della Repubblica Popolare Cinese in Italia, oltre a una delegazione composta da investitori cinesi.
Storia antica quella dei rapporti tra Napoli e la Cina così come è già ricca quella della “Settimana Italia-Cina della Scienza, della Tecnologia e dell’Innovazione” che dalla sua istituzione nel 2013 ha come partner i ministeri che si occupano di istruzione, ricerca e università. La delegazione cinese tornerà a Bagnoli infatti dal 26 al 28 novembre proprio in occasione di questo appuntamento. «Un evento di grande rilevanza internazionale - spiega Villari - che ogni anno riunisce migliaia di esperti provenienti da Italia e Cina per favorire lo scambio di idee, la cooperazione scientifica e la creazione di nuove opportunità di business. I risultati sono tangibili, con oltre 10mila esperti coinvolti e circa 150 accordi di collaborazione siglati. Questi successi testimoniano la solidità del rapporto tra Italia e Cina nel settore scientifico e tecnologico». Nella Settimana Italia-Cina della Scienza, sono confluiti il programma regionale Siee-Sino Italian Exchange Event e il programma nazionale Ciif-China-Italy Innovation Forum e sulla base di un accordo istituzionale, Città della Scienza ha assunto il ruolo di referente per l’Italia della “Settimana Italia-Cina”.
Prima di raccontare della meraviglia dei cinesi nel vedere i tesori di Città della Scienza vale la pena di arrivare subito al dunque cioè dove hanno posto il loro interesse i cinesi, ovvero sulle startup di Campania Newsteel, l’incubatore certificato, promosso e partecipato da Città della Scienza e dalla Federico II. L’incubatore ospita 45 startup ai cinesi ne sono state presentate 5. Sobereye e Daily practice 22, guidate rispettivamente da Francesca Maciocia e Ilaria Leonardiis, startup impegnate «nella realizzazione di soluzioni digitali tramite visori o sensori al polso per corroborare le condizioni di sicurezza sui luoghi di lavoro». Dg Twin, rappresentata da Michela Costa, che si muove nel campo dell’innovazione digitale «dei sistemi di conversione ed uso dell’energia con il paradigma dei “gemelli digitali». E ancora Oxhy, il cui ceo Francesco Tuccinardi ha spiegato come la startup «intende introdurre una soluzione che permetterà di estrarre corrente elettrica da celle d’acqua sfruttando l’effetto dell’elettrodinamica quantistica». Infine ma non certo ultima la Paidea descritta da Benedetta Feroleto: azienda impegnata nella realizzazione di percorsi formativi innovativi basati su tecniche totalmente digitali».
Ad accogliere la delegazione cinese oltre al presidente Villari, Luigi Nicolais, coordinatore scientifico dello Science centre e Matteo Lorito, rettore della Federico II. Con loro Giorgio Ventre e Antonio Orefice amministratori di Campania NewSteel.
Gli ospiti hanno visitato nel Foyer della Sala Newton una mostra che ha evidenziato le tappe principali della lunga cooperazione tra i due Paesi, hanno visistato Corporea, il Planetario più grande e avanzato d’Italia e Casa Cina, un centro di trasferimento tecnologico internazionale. Parola ancora a Villari: «L’Italy-China Innovation Start-up Showcase Campania NewSteel è un’importante tappa nel percorso di rafforzamento della cooperazione tra Italia e Cina nel campo della scienza, della tecnologia e dell’innovazione. Siamo convinti che la collaborazione con la Cina sia fondamentale per lo sviluppo di un ecosistema dell’innovazione sempre più competitivo e capace di affrontare le sfide globali del presente e del futuro». Una rinascita quella di Città della Scienza che appena 3 anni fa ha rischiato il default, oggi è una azienda a tutti gli effetti della Regione guidata da Vincenzo De Luca: «La Regione - spiega ancora il presidente - ci è sta e c’è sempre molto vicina con il governatore De Luca e con l’assessore Antonio Marchiello. Città della Scienza, grazie alla Regione, dopo il commissariamento chiude per la prima volta in attivo il proprio bilancio al netto della debitoria ereditata. Ciò significa prospettive per il futuro e ruolo da protagonista della Fondazione, nell’ambito della diplomazia scientifica e nel contribuire ad allargare gli orizzonti a nuove opportunità per quel che riguarda l’ecosistema dell’innovazione nella nostra Campania».
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