di Nando Santonastaso

mercoledì 17 luglio 2024, 08:01

Napoli, Gioia Tauro e Salerno gli hub del Mediterraneo

Da Napoli capitale dell'export e pronta a risanare Bagnoli-Coroglio dopo 30 anni di promesse tradite; a Salerno, che con il secondo aeroporto della Campania amplia ulteriormente l'offerta turistica internazionale del Mezzogiorno; fino a Reggio Calabria, metropoli di una regione, la Calabria appunto, che vuole risalire la china e che con il G7 dei ministri del Commercio, iniziato ieri sulle rive dello Stretto, si candida ad hub euromediterraneo del settore, potendo contare sulle enormi potenzialità del porto di Gioia Tauro, primo per transhipment in Italia, in attesa del programmato Ponte tra il continente e la Sicilia. Eccolo il triangolo del Sud che si consolida ed espande dopo avere imposto il cambio di paradigma sulla sua riconosciuta centralità nel Paese e nell'Europa, e che guarda all'Africa grazie soprattutto al lavoro del governo italiano imponendosi come punto di riferimento obbligato per la nuova geopolitica dell'energia (e non solo).

È l'incontro di capitali pubblici e privati, soprattutto, ad aprire prospettive che gli scambi commerciali stanno intercettando e che il Piano Mattei ha sicuramente incentivato, puntando sull'affidabilità delle nostre imprese e più in generale dell'Italia all'estero. Tutt'altro che casuale, insomma, la scelta del vicepremier e ministro degli Esteri e della Cooperazione internazionale, Antonio Tajani, di organizzare il G7 in Calabria e di promuoverla a «cuore dell'economia mondiale».

Forte e chiaro il messaggio rivolto ai partecipanti: «Il governo italiano sostiene con forza dice Tajani - l'impegno per il dialogo e la cooperazione con i partner globali. Chiudersi è la negazione del commercio globale. Più commercio globale vuol dire crescita, pace e sicurezza. Sono le parole d'ordine della Presidenza italiana del G7». Parole corroborate da numeri tanto importanti quanto inequivocabili: «Abbiamo calcolato che tutti insieme, i membri G7 e i Paesi ospiti (tra cui Brasile, Corea del Sud, India, Vietnam e Turchia, ndr) rappresentano il 54% del Pil mondiale e il 34% della popolazione mondiale. Questo G7 Commercio è per questo una sorta di stati generali del commercio globale», aggiunge il vicepremier. Di qui il peso che anche a livello infrastrutturale che l'Italia e il Sud vogliono garantire per incrementare gli scambi e i corridoi del commercio. È il caso del progetto del Ponte sullo Stretto che Tajani illustra alle delegazioni straniere, memore anche del fatto che il primo a parlarne fu il fondatore di Forza Italia Silvio Berlusconi: «Sarà una meraviglia di ingegneria che metterà questa regione al centro delle grandi rotte logistiche mondiali - dice -. Il tema delle infrastrutture è centrale per il commercio globale, per la crescita, per le imprese» e per questo Tajani conferma di voler «portare avanti con forza una vera e propria diplomazia delle infrastrutture».

Le condizioni

Le condizioni operative di sicuro non mancano. Il ministro ricorda che «da qui si apre il Corridoio VIII che ci porta ai Balcani, una regione chiave che il governo italiano sostiene con forza nel percorso europeo». Ma anche che dalla Calabria «passa il grande progetto della "via del Cotone" che collegherà l'India al Medio Oriente e al Mediterraneo. Oltre queste coste c'è poi l'Africa. Continente che è una priorità strategica assoluta del governo italiano. Attraverso una collaborazione paritaria con i Paesi del continente, lavoriamo per la crescita. Perché con l'Africa cresce il mondo, a partire dal G7».

Gioia Tauro, come detto, altra tappa obbligata, snodo cruciale nelle rotte commerciali internazionali, cresciuto ulteriormente nei primi sei mesi 2024 del 13,7%. Qui arriva il 41% dell'import totale di merci destinato al Paese, qui operano un colosso marittimo come MSC, e ancora un altro big del trasporti come il Gruppo Grimaldi imbarca le auto Stellantis destinate oltre Oceano. «La Calabria è una terra piena di cultura, culla della Magna Graecia, e ricca di tesori. Ma è una regione molto importante per gli asset logistici che riguardano gli scambi commerciali» dice non a caso il governatore Roberto Occhiuto.

Numeri e potenzialità che giustificano la decisione di Tajani di inserire, affianco alla Dichiarazione conclusiva del G7, un testo opportunamente chiamato "Dichiarazione della Calabria" in cui «riassumere lo spirito e la sostanza del nostro lavoro e delineare la visione di un commercio internazionale sempre più aperto, libero e sicuro, paritario, motore di crescita, benessere e pace».
Dalla prima giornata arrivano anche nuove buone notizie sull'export italiano in agricoltura. Le ha rese note Coldiretti: se il trend di crescita del 9% dei primi cinque mesi dell'anno verrà mantenuto, le esportazioni agroalimentari Made in Italy potrebbero sfiorare nel 2024 il record di 70 miliardi in valore.

Una crescita in controtendenza rispetto al dato generale che vede le vendite all'estero stagnanti. Nel mondo il campione dell'export tricolore si conferma il vino con +7% nei primi 4 mesi del 2024, seguito da ortofrutta trasformata (+11%), formaggi (+8%), pasta e derivati dai cereali (+6%), frutta e verdura fresche (+6%), olio d'oliva che registra un aumento in valore del 70% e salumi (+18%). Sono segnali che rafforzano la credibilità del Piano Mattei che mira «a promuovere un'economia globale più equilibrata e diversificata», dice Pasquale Salzano, presidente di Simest nella sessione delle industrie del G7. E aggiunge: «Alla luce dell'attuale fragilità delle catene globali del valore, infatti, l'attivazione di partenariati strategici permette di garantire la sicurezza economica, mantenendo i vantaggi di un sistema commerciale aperto. In questo senso, il Mediterraneo e l'Africa possono rappresentare le prime regioni da cui partire».

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