di Mattia Marzi
venerdì 19 giugno 2026, 06:43Olly conquista lo stadio di Genova, prima di una pausa: «Devo ricalibrarmi. Un disco uscirà solo se avrò qualcosa da dire»
«Ma te lo immagini se…», recita un enorme striscione che attraversa tutta la gradinata sud dello Stadio Luigi Ferraris di Genova, quella dei tifosi della sua squadra del cuore, la Sampdoria. Quando Olly arriva sul palco e lo vede, fatica a trattenere l’emozione: «Mi sta scoppiando il cuore nel petto, per me è un’allucinazione collettiva». È cominciato così, ieri, il primo dei tre concerti del cantautore genovese nello stadio della sua città.
La musica non entrava a Marassi dal 2004, ventidue anni fa: l’ultimo ad esibirsi nell’arena era stato Vasco, prima di un lungo digiuno. Per riportare un pubblico diverso da quello calcistico allo stadio è stato designato proprio lui, 500 mila biglietti venduti negli ultimi ventiquattro mesi, prima nei club e poi, dopo la vittoria al Festival di Sanremo dello scorso anno con “Balorda nostalgia”, tra palasport e ippodromi. Inizialmente era prevista una sola data, da 30 mila spettatori. Ma le richieste per i biglietti hanno convinto Federico Olivieri, questo il vero nome del cantautore, e il suo entourage prima a raddoppiare e poi triplicare gli appuntamenti. 90 mila, in tutto, i biglietti venduti tra ieri sera, domani e dopodomani. E mica solo a Genova e dintorni: il 53% del pubblico arriva dalle altre regioni italiane. Età media: 25 anni, gli stessi del cantautore. Che sul palco - t-shirt con su scritto «I’m a star», «Sono una star» - ripercorre la sua scalata al successo: da quella “Polvere” che nel 2023 segnò il suo debutto in gara a Sanremo (arrivò ventiquattresimo su ventotto: i tempi non erano maturi) a “Cantilene”, passando per le varie “Questa domenica”, “Devastante”, “Per due come noi”, “Scarabocchi”, “Menomale che c’è il mare”, “Depresso fortunato”, “Quei ricordi là”.
Pazienza che lo show, che arriverà il 30 giugno al Rock in Roma all’Ippodromo delle Capannelle prima dell’ultima data il 3 luglio alla Reggia di Caserta, sia una riproduzione in scala maggiore di quello già visto nei palasport: il maxi-schermo inclinato alle spalle del palco è lo stesso, la band pure, e anche i numeri sono gli stessi, compresa la parentesi acustica in cui Olly ad un certo punto sale su un tavolo insieme ai suoi musicisti e si scatena. A Marassi si ha una gran voglia di fare festa, nonostante qualche polemica della vigilia, come quella legata ai biglietti per l’area esclusiva sotto il palco. Sui social molti utenti hanno sostenuto che siano state fatte modifiche alle mappe dei settori a ridosso dell’evento (la polemica è stata sollevata da alcuni fan che hanno acquistato i biglietti per il Prato Gold pagandoli 89 euro, salvo poi scoprire che il settore si trovava intorno al Super Pit, che ne costava 189). Gli organizzatori sottolineano che la distinzione era specificata in fase d’acquisto dei biglietti. A spazzare via le polemiche ci pensa la musica. Olly sul palco non si risparmia: corre da una parte all’altra del palco, si guadagna le ole delle ragazze con il suo pop muscolare e testosterinico, tutto bicipiti e polmoni («Sto attento all’alimentazione, alla disciplina: cerco di essere un atleta in quello che faccio, il corpo è una parte importante di questo spettacolo»), scherza con la band, capitanata dal suo braccio destro Jvli, diventato un idolo per i fan, salvo poi farsi più triste ricordando Elisa, una giovane fan che avrebbe dovuto essere tra il pubblico ma che è morta a soli 25 anni a causa di un incidente. Ha la sicurezza di chi gioca in casa: “Tutti a casa”, si intitola, non a caso, lo show.
E un po’ di “casa” finisce anche nella scaletta, quando emoziona tutti con una cover a sorpresa di “Mi sono innamorato di te” di Luigi Tenco, a omaggiare il legame con la scuola genovese (ha ricantato anche quella de “Il pescatore” di Fabrizio De André, già proposta nel tour nei club, a Sanremo nella serata delle cover e nei palasport): «È un brano che adoro. Mi sento come un vaso che può raccogliere tanta roba», raccontava in camerino, prima dell’inizio del concerto. E in effetti a sbirciarci dentro, questo vaso, ci si trovano cose diverse. Non solo la tradizione musicale ligure: la chitarra col chorus de “I cantieri del Giappone” è quella di “Una canzone per te” di Vasco Rossi, che fa capolino anche nel sax de “La lavatrice si è rotta”. Vasco usava il linguaggio del rock per parlare alla generazione Anni ’80, negli anni della dance elettronica. Olly per rivolgersi alla sua, di generazione, usa quello del pop, negli anni della trap (rincuora sentire la platea scaldarsi con i successi di Riccardo Cocciante, Claudio Baglioni, Lucio Battisti, Pino Daniele, Lucio Dalla). Il Ferraris sembra un mega raduno di boyscout, un grande rito collettivo basato su amicizia, nostalgia, vulnerabilità e sentimenti “puliti” e positivi rispetto a molta musica rap degli ultimi anni: «Questa è per chiunque si senta rappresentato, vale più di un sindacato, della Chiesa e dello Stato», canta lui in “Una vita”, a incarnare lo smarrimento di una generazione che non si riconosce nelle istituzioni. A 25 anni mostra una maturità fuori dal comune: «Francesco De Gregori e le critiche agli artisti che lanciano slogan e messaggi politici? Non voglio entrare nel merito. Ognuno deve dire quello che vuole, soprattutto quando è artista. Sono dell’idea che il mezzo principale debba essere la musica. De Gregori ha sempre scritto canzoni in cui ha fatto capire il suo punto di vista».
In questi anni ha corso tanto. Forse troppo. Di fatto, non si è fermato un attimo: «Abbiamo fatto tanti step in poco tempo, di corsa. Ora c’è un anno per ricalibrarsi». Ieri dal palco del Ferraris ha annunciato le date del suo primo tour negli stadi, in programma nell’estate 2027: sarà l’11 giugno allo Stadio Nereo Rocco di Trieste, il 16 all’Allianz Stadium di Torino, il 19 allo Stadio Dall’Ara di Bologna, il 23 allo Stadio San Siro di Milano, il 28 allo Stadio Olimpico di Roma, il 3 luglio allo Stadio San Nicola di Bari, il 10 luglio allo Stadio Euganeo di Padova. Biglietti già in vendita su TicketOne. Cosa succederà da qui alla prossima estate? Ieri show e momenti di backstage sono stati filmati dalle telecamere: in pentola potrebbe esserci un documentario, in uscita entro la fine dell’anno. E la musica? «Un disco uscirà solo se avrò qualcosa da dire in un disco. Non sto calcolando, sto vivendo, scrivendo quando ho voglia di scrivere - risponde lui - è la prima volta dopo tanto tempo in cui per un anno non avrò concerti e posso immergermi in quel mondo catartico della scrittura».
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