di Mario Landi
martedì 10 febbraio 2026, 08:44Pensioni, gli aumenti netti da marzo con il taglio dell’Irpef: le simulazioni
Con il cedolino di marzo arrivano gli aumenti delle pensioni grazie all’entrata in vigore del taglio dell’Irpef previsto dalla riforma fiscale. Per molti pensionati l’incremento sarà visibile direttamente nell’importo netto, accompagnato anche dal pagamento degli arretrati di gennaio e febbraio, non applicati nei primi due mesi dell’anno.
Cosa cambia con il nuovo Irpef
La novità principale riguarda la riduzione dell’aliquota Irpef dal 35% al 33% per i redditi compresi tra 28.000 e 50.000 euro annui. Questo intervento non aumenta la pensione lorda, ma riduce le tasse trattenute dall’Inps, con un effetto positivo sul netto mensile.
Il beneficio riguarda quindi solo i pensionati con redditi superiori a 28.000 euro lordi annui. Chi si colloca al di sotto di questa soglia, già tassato con aliquote più basse, non riceve vantaggi dal taglio Irpef.
Perché l’aumento si vede a marzo
L’adeguamento fiscale entra in funzione a partire dal cedolino di marzo. Nello stesso mese, l’Inps provvede anche a versare i conguagli arretrati relativi a gennaio e febbraio, determinando un accredito più alto una tantum. Da aprile in poi, invece, l’aumento resterà stabile ma limitato al solo risparmio fiscale mensile.
Gli aumenti netti: le simulazioni
Gli importi variano in base al reddito pensionistico. Le simulazioni, basate sull’effetto del taglio Irpef, mostrano incrementi contenuti ma concreti:
- Pensione lorda annua di 30.000 euro
Aumento netto mensile: circa 3–4 euro
Arretrati (gennaio–febbraio): 6–8 euro
Totale extra nel cedolino di marzo: 10–12 euro
- Pensione lorda annua di 40.000 euro
Aumento netto mensile: circa 20 euro
Arretrati: circa 40 euro
Totale extra a marzo: circa 60 euro
- Pensione lorda annua di 50.000 euro
Aumento netto mensile: 35–37 euro
Arretrati: circa 70–75 euro
Totale extra nel mese di marzo: oltre 100 euro
Gli incrementi sono più marcati man mano che il reddito si avvicina alla soglia massima dello scaglione interessato dal taglio Irpef.
Aumenti anche per le pensioni più basse
Accanto al taglio fiscale, a marzo scattano anche gli aumenti legati alle maggiorazioni sociali. In particolare, per alcuni pensionati con redditi bassi (come over 70 o invalidi civili totali), la maggiorazione mensile sale da circa 8 a 20 euro, con un incremento netto di circa 12 euro al mese.
Anche in questo caso, nel cedolino di marzo vengono corrisposti gli arretrati dei primi due mesi dell’anno, portando il beneficio complessivo del mese a circa 35–40 euro.
Chi resta escluso
Restano esclusi dagli aumenti Irpef i pensionati con redditi inferiori a 28.000 euro annui che non rientrano nelle categorie con maggiorazioni sociali. Per loro il cedolino di marzo non presenterà variazioni significative rispetto ai mesi precedenti.
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