di Nando Santonastaso

martedì 23 luglio 2024, 07:00

Pnrr, attivato il 92% delle gare: «Siamo i primi in Europa»

«L'obiettivo della riserva del 40% delle risorse totali destinate al Sud sarà assolutamente raggiunto al completamento del Pnrr». Non ha dubbi il ministro Raffaele Fitto nella conferenza stampa al termine della Cabina di regia sul Piano di ripresa e resilienza, nella quale viene approvata la relazione semestrale attesa per domani in Parlamento. «Stiamo lavorando al riallineamento delle risorse dopo l'importante e decisiva revisione del Pnrr - spiega - che ha trasferito ad altre fonti di finanziamento i progetti che non sarebbero mai stati realizzati nei tempi previsti. Il tutto nell'ottica decisa dal governo del coordinamento tra fondi ordinari europei, fondi nazionali della Coesione e fondi del Piano stesso. Il bicchiere è mezzo pieno e i dati lo dimostrano». Nessun allarme, dunque, sulla velocità della spesa: la risposta di Palazzo Chigi alle preoccupazioni emerse anche in questi giorni da alcuni settori è proprio nell'aggiornamento illustrato in Cabina di regia dalla premier Giorgia Meloni. «La spesa complessiva sostenuta al 30 giugno scorso è salita dai 42 miliardi di fine 2023 a oltre 51 miliardi di euro e il 92% delle misure sono state regolarmente attivate», spiega il capo dell'esecutivo documentando la «fotografia attuale dell'avanzamento procedurale e finanziario» del Piano ottenuta attraverso «l'allineamento della piattaforma Regis con il reale stato di attuazione del Pnrr».

Le prospettive 

Ed è quel 92% a pesare nelle prospettive a breve e medio termine, persino più dell'incremento della spesa reale che pure c'è stato. Perché quella percentuale racconta che «ad oggi le Amministrazioni titolari di interventi Pnrr hanno attivato 122 miliardi di euro di affidamenti rispetto ad una previsione iniziale di 132 miliardi di euro. E da verifiche della Struttura di missione Pnrr, le procedure di attivazione per il restante 8% delle misure, pari a circa 10 miliardi di euro, sono in fase di perfezionamento» spiega Meloni.

Insomma, come sottolinea Fitto, ci si avvia all'atteso crescendo della spesa reale del Piano che peraltro è già intuibile con l'infittirsi ormai quotidiano delle comunicazioni degli enti alla piattaforma Regis, con i Comuni in testa (l'Anci, ribadisce il ministro, ha attivato 34 dei 40 miliardi assegnati ai Comuni, con un impulso dal Mezzogiorno particolarmente forte). E non è tutto: ci sono 164 miliardi di procedure individuate e assegnate sul totale dei 194 miliardi della dotazione complessiva del Piano, pari all'85%. Il tutto, ribadisce il ministro, nell'ottica del rispetto della scadenza originaria del Pnrr, ovvero giugno 2026 per la rendicontazione. «Quella è l'indicazione alla quale per ora dobbiamo attenerci. Di sicuro, posso escludere categoricamente che vicende di natura politica possano impattare in qualche modo con l'attuazione del Piano. Con la Commissione europea si è sempre lavorato su un piano strettamente tecnico e continueremo a farlo con reciproca e concreta condivisione» dice Fitto a proposito del no di Fdi alla rielezione di Ursula Von Der Leyen e a possibili ripercussioni sui rapporti con il governo italiano. Lui, dal canto suo, si tira puntualmente fuori da qualsiasi commento alle voci, peraltro sempre più insistenti, che lo vorrebbero a Bruxelles con un incarico da Commissario. «Il mio lavoro è qui, tutto il resto non è all'ordine del giorno». 

Le linee guida 

Il Pnrr, intanto, potrà contare anche sul ruolo attivo dei prefetti (ieri nella Cabina di regia sono state definite, unitamente al Mef e al ministero dell'Interno, le linee guida che dovranno agevolare il loro lavoro sul monitoraggio ed eventuali criticità dei progetti a livello territoriale). E sulla possibilità di interventi sostitutivi del governo in caso di criticità irrisolvibili da parte delle amministrazioni titolari di progetti. Fitto parla di «flessibilità» nella valutazione dei singoli casi ma ricorda che «l'amministrazione che ha inserito i propri dati sulla piattaforma Regis, impegnandosi a rispettare i tempi, resta comunque responsabile se si accorgesse di non poter più rispettare quella scadenza. È una norma di responsabilizzazione» dice il ministro che sempre ieri ha annunciato che «è possibile partecipare alla consultazione pubblica per il Piano strategico nazionale delle aree interne, pubblicata sulla piattaforma online del governo ParteciPa. Abbiamo avviato una consultazione pubblica che persegue l'obiettivo di raccogliere opinioni e suggerimenti utili alla definizione del documento programmatico, denominato Piano strategico nazionale per lo sviluppo delle aree interne». Il Piano, come previsto dalla legge approvata lo scorso anno, fornirà la cornice per una politica pubblica diretta al miglioramento della qualità dei servizi ai cittadini e delle opportunità economiche in territori a rischio marginalizzazione, in cui vivono 4 milioni di abitanti in 1800 Comuni. Ora la parola passa ai diretti interessati, a chi soprattutto nelle aree interne vive o lavora: dalla consultazione, che finirà il 6 settembre prossimo, la loro voce dovrebbe uscire forte, chiara e soprattutto numerosa. 

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