di Giovanna Di Giorgio

lunedì 19 agosto 2024, 08:00

Salerno, autonomia differenziata: «Stop al terzo mandato in Regione»

Onorevole Antonio D'Alessio, partiamo dall'Autonomia differenziata: Azione non sta facendo banchetti per la raccolta firme per il referendum. Perché?

«C'è stata poca chiarezza sulla nostra posizione, che è totalmente critica verso la legge. Secondo me è stata male interpretata la posizione di Calenda sul se avviare o no il percorso referendario. Perché, a fonte della raccolta firme, il referendum ha il momento del quorum che è complicato. Calenda suggeriva di verificare altre strade per bloccare una legge che per noi non sta in piedi. Se il quorum non dovesse arrivare, daremmo la stura al Governo per dire che l'Italia vuole l'Autonomia differenziata».

Ma lei ha firmato?

«Sì, ho firmato. E come Azione abbiamo anche preso una posizione ufficiale di totale contrarietà alla legge».

La contrarietà all'Autonomia differenziata ha unito i partiti d'opposizione, come il salario minimo. E questo accade anche in Campania. Si può ripartire da questo per le prossime regionali?

«La traiettoria del partito è sempre quella di non farsi ingabbiare negli steccati ideologici. Non è che chi fa a destra sbaglia e chi fa a sinistra fa bene o viceversa. Su alcune tematiche ci siamo ritrovati nell'area del centrosinistra, come per il salario minimo. Questo non vuol dire che con gli altri partiti di opposizione ci ritroviamo su tutto: penso alle energie rinnovabili o alla posizione sull'Ucraina. Una politica che si ostina a dire che ci sono due campi, centrodestra e centrosinistra, produce imbarazzo in gran parte degli elettori. L'astensionismo è riconducibile anche a questo».

E quindi?

«Le regionali hanno un sistema elettorale complicato per chi ha un'idea non polarizzata, perché non c'è proporzionale né doppio turno. Per evitare di andare a finire nel voto agli occhi dell'elettore non utile bisogna scegliere destra o sinistra. La scelta viene fatta da Azione in condivisione con la classe dirigente locale. È ovvio che un partito all'opposizione come il nostro guarda prima se nei partiti di opposizione c'è una candidatura condivisibile».

Semplificando molto, alle prossime regionali potreste appoggiare tanto De Luca quanto Cirielli o Sangiuliano?

«Non mi pare che lo scenario sia molto chiaro al momento. Tra l'altro c'è il tema del terzo mandato».

Ecco: che ne pensa?

«Secondo me è sbagliato concedere un terzo mandato a un governatore. Questo indipendentemente da De Luca. Perché non ha senso dire che sono gli elettori a scegliere. Il principio sul quale si ragiona, quello del numero massimo di mandati, sottende una chiara ratio: con il numero infinito di mandati non si creano partecipazione e ricambio. Chi gestisce un numero non determinato di mandati crea disfunzioni da un punto di vista dell'allargamento della democrazia. Tant'è che questo principio è stato introdotto anche negli ordini professionali».

Sta criticando anche quello che accade a Salerno? Dove il principio dei mandati viene rispettato ma, di fatto, da trent'anni c'è la stessa gestione di potere.

«Sì, a Salerno è una situazione di fatto. Altro è un discorso formale, uno sbarramento legislativo-normativo sul numero di mandati».

Questa «situazione di fatto» cosa ha generato a Salerno?

«Il disinteresse di chi può dare una mano al risveglio della città. Salerno è ferma dal punto di vista del confronto, delle idee, del dibattito. Larga parte della società civile si disinteressa completamente. E questo non ci consente di avere aria nuova. Bisogna creare le condizioni per un cambio di passo rispetto a una situazione che ha portato a quello che vediamo».

E cosa vediamo?

«Una città disorganizzata, sporca, senza impianti sportivi. Non c'è partecipazione, i giovani non trovano una dimensione. Del resto, addirittura il governatore, che influisce sulla politica cittadina come nessuno, ha detto che quando cammina per strada ha il mal di stomaco. Scusate, ma chi sta amministrando la città? Non mi sembra che il sindaco abbia margini discrezionali così alti».

Se in Regione Azione deciderà chi sostenere, al Comune è già all'opposizione. Continuerà a opporsi anche alle comunali?

«Assolutamente sì. Per noi questo modo di amministrare che non consente la partecipazione e il coinvolgimento della città sta producendo risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Bisogna cambiare, e subito».

Lei sarebbe disposto a fare il sindaco di Salerno?

«Io sono concentrato su quello che mi è stato affidato come mandato. Ho l'onore di rappresentare Salerno in Parlamento provando anche a fare gli interessi del territorio».
 

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