di Francesco Marcozzi e Luca Tomassoni

sabato 10 agosto 2024, 07:00

Sciopero degli ombrelloni: adesione all’80 per cento. «Manifestazione riuscita»

 I turisti storici stanno con i gestori dei lidi. «Veniamo in Abruzzo da otto anni, torniamo per il mare e per la spiaggia: qui ci sentiamo a casa», dicono due mamme di Milano a Montesilvano con le loro famiglie. Carlo, da Torino, oggi è in pensione, per una vita ha trascorso le sue ferie a Villa Rosa di Martinsicuro: «Siamo invecchiati insieme ai balneari, i nostri figli sono cresciuti insieme ai loro figli. Siamo preoccupati che si interrompa il nostro rapporto con loro». Letizia, giuliese di origine ma residente a Roma, ha 65 anni e torna ancora al mare nella città natia: «Tutto potrebbe scomparire all’improvviso, per lasciare spazio alle multinazionali». Anziani e mamme con i propri figli: è l’identikit di chi si reca presto in spiaggia al mattino. Ieri, però, hanno trovato il proprio ombrellone ancora chiuso. Affisso c’era un manifesto: «Se il governo e il Parlamento vanno in ferie senza una legge che tuteli la balneazione attrezzata italiana, noi chiudiamo gli ombrelloni», riportava. Era la “protesta gentile” dei titolari degli stabilimenti balneari, uno sciopero cominciato alle 7.30 e terminato alle 9.30, messo in scena contro il mancato impegno della premier Meloni e della sua maggioranza a stabilire regole certe e uniformi nel processo di riassegnazione delle concessioni demaniali imposto dalla direttiva europea Bolkestein.

LOCANDINE
«”Siamo con voi, speriamo di ritrovarvi anche l’anno prossimo”: questo ci hanno detto i nostri clienti più affezionati. Li sentiamo al nostro fianco, in questa vicenda per noi drammatica», spiega Giuseppe Susi, titolare di uno stabilimento di Torino di Sangro e presidente regionale della Fiba-Confesercenti, continuando: «É stata una protesta simbolica. Faceva caldo, abbiamo deciso di aprire lo stesso l’ombrellone per anziani e bambini». Al collega della Sib-Confcommercio Riccardo Padovano, lui operatore turistico a Pescara, il compito di tirare le somme: «Ci aspettavamo il 75% di adesioni tra le 700 concessioni balneari abruzzesi, invece possiamo dire che è stata molto più ampia, superiore all’80. Per esempio hanno deciso di partecipare in massa anche gli alberghi che hanno la spiaggia privata. Montesilvano, per esempio, grazie a questo ha sfiorato il 100%». Ancora Padovano: «Volevamo farci ascoltare e il tema è finito sui tavoli di discussione. Abbiamo quindi deciso di annullare la protesta di quattro ore del 19 agosto e quella di otto prevista per il 29. Chiediamo ora al governo di assumersi la responsabilità. L’Europa è un falso problema». Entro fine anno, infatti, le concessioni andranno all’asta. Quello che gli imprenditori del settore lamentano è l’assenza di criteri unici per tutte le località, dato che manca una norma nazionale. In particolare sulla questione degli indennizzi.

I DATI
Secondo i dati di Padovano, la protesta contro il governo ha incassato quasi l’en plein nella Costa dei Trabocchi e nel sud dell’Abruzzo, ha superato l’80 per cento nel Pescarese, mentre è stata più ridotta e a macchia di leopardo nel Teramano, provincia che da sola fa metà delle presenze turistiche regionali. Roseto la località con l’adesione più alta, Giulianova quella con il dato più basso di tutti in Abruzzo. Qui è rimasta chiusa solo metà degli ombrelloni. «Noi siamo contrari alle decisioni dell’Europa e del nostro governo per quanto riguarda la Bolkestein, ma non potevamo penalizzare i nostri clienti», spiega Rita Ranalli, titolare dello stabilimento giuliese Capo Horn, aggiungendo «Per cui quando sono cominciati ad arrivare in spiaggia in tanti e si lamentavano della protesta, abbiamo deciso di anticipare la riapertura. Come dire che in linea generale siamo d’accordo ma non potevamo penalizzare chi non c’entra niente». Lavinia Luciani, amministratrice dello Spinnaker Beach, spiega così il dato giuliese: «Purtroppo qui l’iniziativa è stata poco pubblicizzata dalle associazioni di categoria e siamo stati noi a fare una campagna lido per lido. Noi abbiamo aderito con convinzione: non ci ha convinto la posizione del nostro Governo, il quale è rimasto nel limbo, senza adottare alcuna decisione concreta». Qui, tra gli ombrelloni chiusi, un turista ha voluto dire la sua sulla scarsa adesione giuliese. É Marco, 75 anni, vive in Sicilia ma anche lui da una vita viene in vacanza in Abruzzo: «Abbiamo appreso che non tutti i titolari di chalet hanno aderito alla manifestazione, dando in qualche modo l’impressione di essere una categoria divisa».

 

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