di Gennaro Di Biase
martedì 28 maggio 2024, 12:00Deloitte, passione impresa e fiducia nel made in Napoli
Passione per l'impresa, fiducia nel made in Naples e importanza delle relazioni interpersonali nel mondo del lavoro. Per gli studenti del Liceo Vico lunedì è stata una mattinata passata all'insegna di questi tre valori sempre più cruciali per le aziende del mercato contemporaneo. I ragazzi sono stati ospitati nella prestigiosa sede di Palazzo Battiloro da Deloitte, network globale nonché leader nei servizi professionali alle imprese - presente a livello globale in più di 150 Paesi - che partecipa all'iniziativa "Studiare l'impresa, l'impresa di studiare”. Terzo incontro con Deloitte, per i giovani del Vico (al quarto anno), quello conclusivo del percorso di introduzione al lavoro.
La simulazione
Non è facile catturare l'attenzione degli adolescenti, ma gli esperti di Deloitte ci sono riusciti alla perfezione: l'appuntamento, oltre che formativo, è stato anche interattivo. Al centro, una simulazione in cui i giovani sotto la guida degli esperti Deloitte Mariano Bruno (partner e responsabile dell'ufficio di Napoli), Stefano Maria Santoro (partner), Elena Tenuta (director), Valeria Luigia Giustino (Senior manager) sono stati divisi in due gruppi: i candidati a entrare in azienda, da un lato. E i giudicanti dall'altro.
Il lavoro riesce meglio quando lo si ama. E lo si ama di più quando si è coinvolti. Ecco perché la simulazione del colloquio è stata efficace. Gli studenti, di terza, frequentano una classe sperimentale del Vico che prevede un indirizzo informatico, largo uso di tecnologie digitali (ad esempio i tablet) e il diploma in 4 anni. «Questo è l'ultimo appuntamento del progetto e i ragazzi sono molto coinvolti - sorride Santoro - Stiamo spiegando come si fa un colloquio di gruppo. Se verranno assunti? Qualcosa di buono uscirà, anche se Deloitte si interessa a laureati. Ai ragazzi che si imbarcheranno nel mondo del lavoro consiglio spirito di sacrificio, umiltà e capacità d'ascolto. Sono un convinto sostenitore dell'economia del Sud: abbiamo grandi menti e grandi ricchezze. Negli ultimi tempi il nostro spirito sta venendo fuori: alla distanza, di corto muso».
Sul piano pratico, la tecnica della simulazione è stata interessante: i ragazzi sono stati invitati a scegliere un'immagine attraverso cui raccontare se stessi. «Ho scelto il tiro a bersaglio perché mi piace andare dritto all'obiettivo», commenta uno di loro. «Ho scelto le persone che parlano perché quando credi in quello che dici dai il massimo aggiunge un compagno . Esporre qualcosa è più importante della cosa in sé». «Ho scelto la barchetta rossa perché ragiono fuori dagli schemi», sorride una liceale.
L'obiettivo
C'è ancora un gap rilevante tra mondo della formazione e mondo del lavoro. È proprio questa la distanza che la giornata in Deloitte ha inteso colmare. «La mattinata è importante e i ragazzi si divertono molto argomenta Bruno . È un confronto di introduzione al mondo del lavoro: come presentarsi a un colloquio, quali sono i requisiti che le società come la nostra ricercano nei giovani. Innanzitutto, la passione in quello che si fa. Integrità e rispetto delle norme di riferimento. Poi, bisogna cercare di far emergere il talento che c'è in ogni giovane: ognuno ha una risorsa importante. La capacità di farla uscire dipende da quanto viene stimolato e da quanto può esprimersi».Che consiglio si sente di dare, in generale, alle aziende e ai giovani del Sud? «Purtroppo prosegue Bruno c'è un mismatching importante tra le imprese e chi forma le risorse. La formazione nel Paese è poco propensa a formare il giovane per le aziende. Una formazione più specializzata, come si sta provando a fare in alcuni Its, potrebbe ridurre questo mismatching e aiutare ad avere giovani più formati e specializzati». Vai all'articolo completo