venerdì 26 giugno 2026, 07:33

Google, l'alert sui telefoni arrivato 30 secondi prima della scossa che ha salvato molte vite in Venezuela

Salvati dal telefonino. Così alcuni residenti di Macaracuay, quartiere a est di Caracas rimasto fra i meno colpiti, sono riusciti a fuggire in tempo prima che il terremoto in Venezuela, che ha causato 235 morti, distruggesse le loro case. Il motivo? il sistema di allerta sismica integrato in Android ha fatto comparire un avviso sui telefoni circa trenta secondi prima del sisma. In molti, in quei pochi istanti, hanno avuto il tempo di uscire di casa. Tra loro Patricia Aloy, che collabora con l’ambasciata italiana. Che ha raccontato all’Ansa di essere scesa in strada appena i cellulari hanno lanciato il segnale, subito prima del tremore.

Cos'è  l’allerta Android

L’allerta Android per il terremoto è il meccanismo illustrato da Google nel luglio 2025 in uno studio illustrato su Science dal titolo “Global earthquake detection and warning using Android phones”. È stato realizzato dall’ingegnere Marc Stogaitis con i sismologi delle università di Berkeley e Harvard. Il sistema sfrutta l’accelerometro presente sugli smartphone. Ovvero il sensore che permette di ruotare lo schermo. Ogni telefono Android può accorgersi delle onde P, ovvero le onde prime longitudinali molto veloci (7-13 km/s), prodotte dall’oscillazione della roccia nella stessa direzione della propagazione, che ne provocano cambiamenti di volume e di forma. Le onde P attraversano sia i solidi che i fluidi e sono le responsabili del rombo cupo che si avverte all’inizio del terremoto.

Le onde P e le onde S

Le altre onde di volume sono le S. Si tratta di onde seconde traversali più lente delle precedenti (4-7 km/s), che hanno la direzione di oscillazione perpendicolare alla direzione di propagazione e modificano solo la forma della roccia. In un terremoto le onde di volume raggiungono la superficie dando origine sull’epicentro ad altre onde lente (3 km/s), le onde superficiali, anche queste divise in due categorie: le onde R e le onde L. Che sono molto più lente rispetto alle precedenti, ma sono anche le responsabili dei danni prodotti dal terremoto. Possono percorrere lunghe distanze e fare anche più volte il giro della Terra.

Le segnalazioni

Il sistema è integrato nei telefoni e va attivato nelle impostazioni, ma non è disponibile in Italia. È in grado di distinguere un vero sisma e di stimarne posizione e magnitudo prima di far partire l’allerta verso le aree che l’onda non ha ancora raggiunto. Android ha due tipi di notifiche per il terremoto. Vengono inviate solo per sismi di magnitudo pari o superiore a 4.5. Ma non è in grado di prevedere i terremoti: li sa soltanto rilevare quando sono già iniziati. Il preavviso è di pochi secondi. Ed è più breve tanto più si è vicini all’epicentro. Ma Google avverte: l’alert non sostituisce gli edifici antisismici né i piani di emergenza.

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