di Stefania Piras
giovedì 11 luglio 2024, 16:13Trump incontra Orban a Mar-a-Lago: dopo Putin e Xi ora il leader ungherese visita l'ex presidente americano
Dopo Putin e Xi, Orban vuole incontrare anche Trump. E proprio oggi in Florida, al termine del vertice Nato a Washington, si vedranno. Lo scrive il New York Times citando un funzionario della campagna di Trump e una persona vicina all'ex presidente. Il ministro degli Esteri italiano Tajani commenta la notizia gelido: «Non rappresenta l'Europa». I viaggi del leader unghrese stanno ricevendo applausi e riprovazione e le due schiere di giudizi contrapposti sono piuttosto nette: da una parte i fan del mondo multipolare che strizzano l'occhio a Russia e Cina in chiave anti yankee, dall'altra ci sono invece quelli convinti che le democrazie occidentali, per quanto imperfette, siano ancora garanzia di diritti e libertà. Orban ha inaugurato la sua presidenza di turno dell'Unione Europea con due viaggi istituzionali di peso che nessuno aveva previsto: Russia e Cina. Due visite che hanno scatenato diverse polemiche in Europa (è notizia di poco fa che il servizio legale dell'Unione europea considera questi viaggi una violazione dei trattati mentre gli ambasciatori europei hanno chiesto che queste fughe in avanti di Orban finiscano al più presto). L'Europa va in un'altra direzione: invia armi all'Ucraina contro Putin e sta ingaggiando una guerra commerciale con la Cina a colpi di dazi. Il sito Politico.eu ha definito i viaggi dell'autocrate ungherese come quelli di un "gatto che si muove sotto effetto di metanfetamine". Il trip continua e il primo ministro ungherese «sta pianificando di volare a Mar-a-Lago per incontrare Donald Trump», riferiva stamattina una fonte vicina al leader ungherese al Guardian. E l'incontro, alla fine, ci sarà.
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Orban, la benedizione della Cina
I giudizi sono opposti, dicevamo. Ma in tempi di trionfo della polarizzazione, non deve stupire. La stampa cinese, per dire, è entusiasta e scrive che la "missione di pace" (la chiamano così) di Orban crea finalmente «uno spazio razionale per la diplomazia Ue». Lo spazio razionale sarebbe un luogo depurato dalle influenze americane, si legge nell'editoriale non firmato di Global Times. D'altronde lo stesso Orban in un'intervista ai media tedeschi ha spiegato che nella guerra in Ucraina «l'Europa sta solo copiando la posizione americana invece di avere un proprio approccio strategico». "Make Europe Great Again", propone Orban mimando chiaramente il pensiero trumpiano. Una visione, quella europea, miope, secondo il leader ungherse e la Cina che sottolineano quanto poco il Vecchio Continente non consideri che la politica "America first" la danneggi. E anche nel Parlamento europeo sta lavorando per questo: il nuovo gruppo dei Patrioti (estrema destra) dove siedono gli eurodeputati di Fidesz vuole un'Europa più filo Putin e più indipendente dall'influenza americana. Pazienza se al suo interno coabitino neonazisti tedeschi, sovranisti e ultrareazionari. Non c'è Ecr, il gruppo europeo presieduto da Giorgia Meloni che a questo punto diventa punto di riferimento per una destra moderata ma comunque anti establishment (al netto delle trattative per Von der Leyen bis).
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Orban cerca l'asse con Trump
Orban interpreta molto bene i venti opposti che contrastano l'Europa. Del giovane dissidente anticomunista che pronunciò condanne vibranti contro la Russia e celebrò Nagy, il leader della rivolta ungherese del 1956, non è rimasto molto. Ora vuole incontrare Trump: lo ha già incontrato a marzo di quest'anno, a Mar-a-Lago e oggi tornerà lì per cercare l'asse con il candidato che i sondaggi danno per fovorito alle presidenziali americane del 5 novembre. Orban ha accuratamente evitato Joe Biden al summit Nato di questa settimana. Bloomberg ha riportato che l'Ucraina sta prendendo in considerazione nuovi colloqui di pace che includerebbero incontri con funzionari russi, così come un potenziale incontro tra Trump e Orban a Mar-a-lago dove i due potrebbero discutere le recenti conversazioni che Orban ha tenuto con Putin e Zelensky. Insomma, dopo aver copiato e rilanciato il suo roboante slogan "Make Europe great again", il premier ungherese s'intesta missioni di pace estemporanee. E dopo Putin e Xi, ora anche Trump lo accoglie. Quel Trump che durante il faccia a faccia televisivo contro Biden ha detto che se fosse stato in carica lui la guerra in Ucraina non sarebbe mai scoppiata.
Politico è ancora una volta durissimo: l'editorialista Jamie Dettmer oggi scrive che il presidente ungherese è «come Mussolini - quando nel 1939, da firmatario del Patto d'acciaio - si offrì di arbitrare i negoziati di pace tra Hitler, Gran Bretagna e Francia».
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