di Nando Santonastaso
giovedì 8 agosto 2024, 07:00Zes unica Sud, il credito d'imposta cresce a 3,2 miliardi
Aumentano di altri 1,6 miliardi le risorse destinate al Credito d'imposta per la Zes unica Sud, che arrivano così a 3,2 miliardi. Ma ad esse si potranno aggiungere, qualora ce ne fosse bisogno, altri 4,2 miliardi di euro della Politica di coesione 2021-27. In meno di due settimane, da quando, cioè, erano state rese note le domande presentate (più di 16mila) e le richieste di investimenti ad esse connesse (oltre 9 miliardi) il governo risponde con estrema concretezza, quasi raddoppiando la dotazione iniziale prevista per il 2024, quei 1.400 milioni (che dovevano diventare 1.800 nel 2024) che già rappresentavano il tetto massimo dall'istituzione delle Zes. Ma non è tutto perché sempre ieri ad un manager del Sud, il napoletano Giosy Romano, già commissario della Zes Campania, è stata affidata la responsabilità di coordinare l'intera Zona economica speciale del Mezzogiorno.
Una decisione significativa e soprattutto in tempi rapidissimi quella assunta dal Consiglio dei ministri di ieri sul credito d'imposta. Perché spalanca le porte alla possibilità di investire nel Mezzogiorno con risorse adeguate (e facilitazioni procedurali enormi) e al tempo stesso conferma in modo evidente la centralità del ruolo che Palazzo Chigi ha assegnato a quest'area del Paese. «Ho sempre respinto l'idea di un Mezzogiorno condannato alla povertà e a vivere di sussidi conferma la premier Giorgia Meloni in un lungo post su X - Sono orgogliosa del fatto che, con questo Governo, i dati economici certificano un Sud Italia in costante sviluppo, con il Pil e l'occupazione che crescono più velocemente della media nazionale. Ora arriva un altro dato di cui andare fieri: nel 2023 le società del Sud quotate su Euronext Growth Milan (Egm), mercato dedicato alle piccole e medie imprese, hanno aumentato del 20% il loro giro d'affari, con una crescita analoga del numero dei dipendenti». Parla di «merito di imprese e lavoratori del Sud» Meloni ma «anche del cambio di paradigma voluto da questo governo che ha accantonato la logica dell'assistenzialismo per puntare su crescita e sviluppo». Il capo del governo ricorda l'ulteriore stanziamento di 1,6 miliardi per il credito d'imposta Sud, e annuncia inoltre che da ieri mattina «con l'attivazione del portale Transizione 5.0, prende corpo la nuova Missione RePowerEU, che destina oltre 11 miliardi di euro del Pnrr per supportare le imprese nella transizione ecologica, nel potenziamento delle reti per la distribuzione dell'energia e nella produzione da fonti rinnovabili, con l'ambizioso obiettivo di trasformare il Sud Italia in un hub energetico del Mediterraneo. Di questo aveva da tempo bisogno il Sud. E ora finalmente può tornare a guardare a un futuro migliore».
Ho sempre respinto l'idea di un Mezzogiorno condannato alla povertà e a vivere di sussidi. Sono orgogliosa del fatto che, con questo Governo, i dati economici certificano un Sud Italia in costante sviluppo, con il PIL e l'occupazione che crescono più velocemente della media… pic.twitter.com/MaTXi4O2G3
— Giorgia Meloni (@GiorgiaMeloni) August 7, 2024
Il ministro Fitto
Ulteriori dettagli sulle decisioni di ieri arrivano dal ministro Raffaele Fitto che ricorda come i 3,2 miliardi per la Zes unica si riferiscono «al riconoscimento del credito d'imposta per gli investimenti realizzati nella Zes unica del Mezzogiorno dal 1° gennaio 2024 fino al 15 novembre 2024», un importo, come detto, senza precedenti. Cinque volte superiore a quello previsto negli anni dal 2016 al 2020 e tre volte maggiore di quello previsto «negli anni 2021 e 2022 (pari a 1.053,9 milioni di euro) e nel 2023 (pari a 1.467 milioni di euro, di cui solo 1,3 miliardi di euro effettivamente utilizzati)». I 4,2 miliardi eventualmente da aggiungere a questa dotazione, precisa il ministro, si riferiscono alle risorse dei programmi nazionali e regionali, finanziati con le risorse della Politica di coesione europea 20212027, relativi alla competitività delle Pmi. «Si tratta di programmi che al netto degli impegni già assunti e dei vincoli specifici di destinazione già previsti, possono essere utilmente impiegati, nel rispetto delle relative condizionalità, anche per sostenere gli investimenti agevolati con il credito di imposta» spiega il ministro. Per accedere al nuovo credito d'imposta gli operatori economici dovranno comunicare all'Agenzia delle entrate, entro il 2 dicembre 2024, una dichiarazione integrativa attestante l'avvenuta realizzazione entro la data del 15 novembre 2024 degli investimenti indicati nella dichiarazione preventiva trasmessa alla medesima Agenzia tra il 12 giugno e il 12 luglio scorsi.
Ma a quanto ammonterà effettivamente il credito d'imposta? Sarà indicato con un apposito provvedimento dal direttore dell'Agenzia delle entrate entro il 12 dicembre: in quell'atto si conoscerà l'entità del credito di imposta effettivamente utilizzabile, «calcolata sulla base degli investimenti concretamente realizzati ed indicati nelle comunicazioni integrative e non già, come avvenuto con il provvedimento adottato lo scorso 22 luglio, e da ritenersi definitivamente superato, sulla base di mere intenzioni di investimenti». Fitto rispedisce al mittente «le polemiche del tutto strumentali che valorizzavano il numero delle proposte di investimento, senza alcuna verifica in ordine alla possibilità delle stesse di tradursi in investimenti concreti» E rilancia il «costante impegno del governo. Con questo intervento normativo, il governo per lo sviluppo e la competitività del tessuto economicoproduttivo delle regioni del Mezzogiorno».
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