immagine L’Ecobonus premia con detrazioni Irpef che arrivano all’85%
  • di Dario Ferrara
  • Giovedì 8 Febbraio 2018, 21:33

L’Ecobonus premia con detrazioni Irpef che arrivano all’85%

Il fisco premia con l’ecobonus chi realizza in casa interventi per il risparmio energetico. Sono disponibili fino al 31 dicembre le detrazioni Irpef dal 50 all’85 per cento, a seconda del tipo di opere. Il credito d’imposta va utilizzato in dieci anni con quote di pari importo nella dichiarazione dei redditi, ma può essere ceduto tutto all’impresa che ha fatto i lavori o a un privato, ottenendo subito il vantaggio. Solo chi si trova in no tax area può trasferire il bonus a una banca. 

Impianti moderni. E’ pari al 65 per cento il beneficio fiscale per gli interventi che aumentano l’efficienza. Sono agevolate le spese per ridurre il fabbisogno energetico del riscaldamento, installare pannelli solari, migliorare le condizioni termiche grazie a coibentazioni e pavimenti. Incentivata la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con modelli più moderni: caldaie a condensazione almeno classe A con termoregolazione evoluta; impianti ibridi con pompa di calore integrata con caldaia a condensazione; generatori d’aria calda a condensazione. Idem vale per gli scaldacqua a pompa di calore al posto di quelli tradizionali, con detrazione fino a 30 mila euro, e per l’acquisto-installazione di micro-cogeneratori al posto di vecchi impianti, con tetto a 100 mila euro, a patto che il risparmio di energia arrivi al 20 per cento. 

Casa intelligente. Nel pacchetto rientrano i sistemi di domotica per automatizzare la casa e i dispositivi multimediali per “telecomandare” il riscaldamento, lo scaldacqua o i climatizzatori, in grado di indicare all’utente i consumi e di programmare il funzionamento settimanale degli impianti. Sovvenzionata fino a 100 mila euro la riqualificazione di edifici esistenti se ottengono un risparmio nella climatizzazione invernale di almeno il 20 per cento rispetto alle tabelle ministeriali. 

Deep renovation. L’aliquota scende invece al 50 per cento per la sostituzione di finestre comprensive d’infissi, schermature solari, caldaie a biomassa. La riduzione serve a premiare gli interventi che consentono di risparmiare di più: la deep renovation, insomma, che offre un miglior rapporto costo-efficacia. 

Parti comuni. Veniamo ai lavori in condominio: restano al 65 per cento le detrazioni per i lavori sulle parti comuni o su tutti gli appartamenti dell’edificio. Ma l’aliquota sale al 70 per gli interventi sull’involucro del fabbricato che hanno un’incidenza superiore a un quarto della superficie e al 75 se migliora la prestazione energetica invernale e estiva. Il tutto fino a 40 mila euro, moltiplicati per il numero delle unità immobiliari del palazzo.

Rischio sismico. La detrazione sale se le stesse opere sono realizzate in edifici nelle zone sismiche 1, 2 o 3: si attesta all’80 per cento se dopo i lavori si passa a una classe di rischio inferiore e all’85 con la riduzione di due o più classi. Il tetto delle spese è 136 mila euro, moltiplicato per il numero degli appartamenti dell’edificio.

Tempi e modi. Come si ottengono gli incentivi? Il pagamento va effettuato con bonifico bancario o postale e nel modello di versamento bisogna indicare la causale, il codice fiscale di chi beneficia dell’ecobonus e il numero di partita Iva o il codice fiscale della ditta o della persona che ha eseguito i lavori. Entro novanta giorni dalla fine degli interventi è necessario trasmettere via web i documenti all’Enea, l’agenzia nazionale per l’efficienza energetica che gestisce gli incentivi: servono la scheda informativa delle opere realizzate e la copia dell’attestato di qualificazione energetica.

Tecnici abilitati. E’ prevista l’asseverazione di un tecnico abilitato o la dichiarazione resa dal direttore dei lavori. Nella riqualificazione degli edifici esistenti si richiede la certificazione energetica dell’immobile o un attestato rilasciato da un professionista, superflui invece per la sostituzione delle finestre e l’installazione dei pannelli solari. Non vanno inviati all’Enea 

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