immagine Pierluigi Di Palma, presidente Enac: «Aeroporti, con Salerno nasca una rete campana»
  • di Gianni Molinari
  • domenica 7 luglio 2024, 14:00

Pierluigi Di Palma, presidente Enac: «Aeroporti, con Salerno nasca una rete campana»

«L'ultimo aeroporto aperto in Italia? Forse Brescia Montichiari nel 2000 quando ero direttore generale dell'Enac». Pierluigi Di Palma è il presidente dell'Enac, l'ente che governa l'aviazione in Italia e i 41 aeroporti del paese. 

 

Salerno dall'11 luglio sarà il 41/o operativo del sistema.
«Si può aprire una bella pagina per la rete aeroportuale campana. C'è un problema di saturazione di Capodichino e di impatto sulla città: ed è evidente che con Salerno si comincia a costruire una rete aeroportuale campana».

Significa che c'è spazio per un terzo aeroporto in Campania, che è possibile pensare alla realizzazione di Grazzanise?
«Si comincia a costruire una rete aeroportuale campana. C'è stato un ordine del giorno in Parlamento che parla di Grazzanise, che è un aeroporto dell'Aeronautica Militare».

Dunque.
«Intanto stiamo sviluppando una policy sulla capacità aeroportuale: abbiamo dato, per esempio, risposte all'aviazione generale su Capodichino (l'autorizzazione a 4.700 movimenti privati, nda). Cresciamo tanto, ma c'è un esigenza di distribuire il traffico nelle ore di apertura degli aeroporti».

Salerno apre nei tempi previsti, un segno del Mezzogiorno che sceglie e raggiunge gli obiettivi.
«Va dato atto alla Gesac (la società di gestione degli aeroporti di Napoli e Salerno, nda) che ha realizzato nei tempi previsti i lavori: l'appalto è partito due anni e mezzo fa. Essere riusciti a realizzare lo scalo è merito della stazione appaltante e quindi della società di gestione».

L'apertura di un aeroporto non è un'operazione semplice.
«Non è argomento da bar! Nessuno si rende conto della complessità del sistema aeroportuale. Se si prende Fiumicino e si considera che ogni ora ci sono 90 movimenti che rendono necessaria la partecipazione di un numero elevatissimo di funzioni in modo coordinato e questo tutte le ore, tutti i giorni».

A Salerno l'ultimo tassello è stata l'autorizzazione al distaccamento dei vigili del fuoco.
«Al quale abbiamo contribuito con un fondo di un milione, oltre ai 70 che ho sbloccato al mio arrivo alla presidenza dell'Enac».

Salerno ora, ma anche la «rivitalizzazione» di Reggio Calabria, Foggia che sta a mezza strada tra sviluppo e stasi, e Grottaglie che guarda allo spazio: il Sud sta recuperando il tempo sull'offerta aeroportuale?
«Il Mezzogiorno sta vivendo una buona stagione perché avevamo previsto che il dopo Covid sarebbe partito subito: ho spiegato che con la crisi delle Torri Gemelle ci saremmo trovati in una condizione a V, cioè una caduta repentina e un altrettanto rapida ripresa repentina, con il Covid c'è stata la caduta, una fase di stati e una ripresa altrettanto repentina. Noi lo abbiamo previsto, altri pensavano che la ripresa si sarebbe manifestata nel 2028, con tutte le conseguenze organizzative che ci sono state».

Cioè.
«Nel periodo del Covid abbiamo suggerito al governo, che le ha accettate, politiche keynesiane per mantenere in piedi il sistema (la cassa integrazione a tutto il personale, nda). E la gente non è fuggita dal nostro mondo, a differenza di quanto è successo nel resto dell'Europa. In questo mondo conta la formazione chi va via non ritorna, uno che viene espulso si sente, in un certo senso tradito. La capacità professionale di chi opera nel settore aereo è apprezzata all'esterno nel mondo dei trasporti: gli slot (i permessi di decollo e atterraggio sui quali è organizzato il trasporto aereo, nda) sono stati esportati nel mondo ferroviario e in quello marittimo. La nostra è una formazione interessante per tutto il sistema dei trasporti».

Poi c'è anche un modello organizzativo nel Sud.
«In Puglia abbiamo avviato un percorso di sviluppo della rete aeroportuale quando Fitto era presidente della Regione, modello replicato qui in Campania e in Calabria. E ora anche le Marche sono interessate. Quel modello puntando sulla capacità di più scali ha permesso di poter ospitare il G7: cioè gestore unico a livello regionale e grande investimenti».

Presidente, per concludere, è ricominciata la saga dei prezzi estivi.
«La questione dei prezzi dei posti residuali impone alle compagnie di cambiare: Perché partono ancora con un prezzo civetta (i posti a pochi euro e senza nessun servizio accessorio, nda) e poi il load factor (percentuale di riempimento degli aeromobili, nda) è del 92/94 per cento? Sono politiche che vengono dal passato precovid, quando il load factor era del 74%. È ora di cambiare». 

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