- giovedì 30 maggio 2024, 07:00
Afragola, la cultura sfratta i boss: Urban Regeneration Factory e Academy
«Questa è soltanto una tappa del nostro lavoro. Penso all'accordo stretto con le università campane che ci permetterà di realizzare un campus da 3.800 metri quadri che ospiterà diversi corsi di laurea e penso anche al futuro polo universitario di Afragola che nascerà dentro un bene sequestrato alla mafia: a villa Moccia, simbolo del potere del clan sul territorio». Nelle sue parole pronunciate a Caivano l'altro giorno, la premier Giorgia Meloni ha ricordato i futuri impegni del governo incentrati sulla formazione e il sostegno dei giovani. Si tratta di due corsi di laurea che vedono coinvolte le Università Parthenope e Vanvitelli, e poi le Academy che saranno invece coordinate dalla Federico II.
Il polo universitario
Il polo universitario si estende su un'area di 3.800 metri quadri, in un immobile di via Statale Sannitica (poco distante dal Parco Verde) concesso a titolo gratuito alla Vanvitelli da parte del commissario Filippo Dispenza, alla guida della commissione straordinaria del Comune di Caivano sciolto per condizionamenti mafiosi, grazie anche al lavoro del Commissario per Caivano Fabio Ciciliano. L'edificio sarà ristrutturato con 5 milioni di euro, per poter realizzare aule, laboratori didattici, aula magna, uffici, biblioteca, area relax, il tutto con tecniche di costruzione a impatto zero. Al suo interno si svolgeranno quattro corsi di laurea, i primi due a partire da ottobre: Scienze Infermieristiche, che gestirà l'Università degli Studi della Campania Vanvitelli, e Scienze motorie, invece dell'Università degli Studi Parthenope.Il bene confiscato
Ma la parte più simbolica è ad Afragola, in quella che fino al 2017 è stata l'abitazione di un boss della camorra. È Villa Moccia, che per anni ha rappresentato l'intoccabilità della criminalità organizzata, una macchia per la gente perbene di Afragola che ha applaudito la fine del dominio del clan e la confisca dell'immobile da parte dello Stato. Il plesso sorge su via Rossini, e dietro all'alto muro di cinta e gli alberi di abete, si scorgono una villa e tre strutture collegate tra loro per un totale di 40 stanze, con campetto da calcio e da tennis, e perfino una palestra. Qui i ministeri dell'Interno e dell'Università e della Ricerca hanno visto il futuro della cittadina a Nord di Napoli: un centro di formazione universitaria che l'Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati alla criminalità ha consegnato alla Federico II.
La factory culturale
Si chiamerà Urban Regeneration Factory e ospiterà laboratori per attività di formazione, finalizzate all'inserimento dei giovani nel mondo del lavoro, per contrastare la povertà educativa e lavorativa tanto elevata tra i Neet (Not in Education, Employment or Training), con cui si individua la quota di popolazione di età tra i 15 e i 29 anni che non è né occupata né inserita in un percorso di istruzione o di formazione. Tre i progetti messi in cantiere dall'ateneo federiciano annunciati dal rettore Matteo Lorito: una Green Academy, una Academy dei Mestieri e corsi di formazione nell'ambito delle Scienze gastronomiche. «Un bene confiscato di notevole interesse per dimensione e localizzazione è stato affidato eccezionalmente con procedura diretta a un'Università senza passare per enti territoriali», ha detto con orgoglio il rettore Lorito. «Siamo molto grati ai ministri Bernini e Piantedosi e al commissario Ciciliano per aver voluto affidare al nostro ateneo quello che potrà diventare un presidio di legalità e un centro di riduzione della povertà educativa». Un ringraziamento esteso anche al direttore dell'Agenzia per i beni sequestrati alle mafie, il prefetto Corda, e al sottosegretario Wanda Ferro.
Il presidio per i giovani
L'Urban Regeneration Factory rappresenterà un presidio dell'area nord di Napoli, utile all'inserimento lavorativo dei giovani. Accoglierà diverse attività anche a supporto di nuove Academy residenziali rivolte ai giovanissimi che hanno necessità di formarsi rapidamente per un immediato inserimento nel mondo del lavoro. Saranno prodotti esperti operatori nei campi della gestione del verde, della transizione ecologica, delle arti e mestieri dell'alto artigianato e della gastronomia. L'attività si svolgerà insieme a enti del Terzo Settore, anche per sostenere la creazione di imprese e di cooperative sociali e di comunità, e per realizzare iniziative culturali e sociali a supporto del territorio di riferimento. L'ateneo federiciano non è nuovo a importanti esperienze nelle periferie: l'apertura del campus di San Giovanni a Teduccio, e poi quello a Scampia, sono esempio di come creare nuovi percorsi di sviluppo anche per il territorio oltre che per i giovani che frequentano i corsi. Inoltre, dall'ottobre 2022 gestisce il Centro di Alta Formazione sull'Umanistica digitale a Villa Ferretti, altro bene confiscato alla criminalità, insieme al Comune di Bacoli.- Annunci correlati

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