- martedì 14 maggio 2024, 07:00
Arabi a Napoli, Costanzo Jannotti Pecci: «Diventiamo baricentro del Mediterraneo, noi all’altezza di questa sfida»
«Il Mediterraneo, malgrado le recenti tensioni internazionali, vive una fase di rilancio. Napoli, in questa stagione positiva per l’intera area, può svolgere un ruolo di punta: grazie alla forte creatività sul piano culturale e turistico, e alla vitalità delle sue imprese, può riacquistare la dimensione di grande metropoli europea, risultando, in molti casi, più attrattiva per gli investimenti anche di Milano e Roma».
A sostenerlo è il presidente dell’Unione industriali Napoli, Costanzo Jannotti Pecci, che ieri ha accolto nella sede dell’associazione di Palazzo Partanna la delegazione dell’Arabia Saudita, in città con l’obiettivo di valutare possibili investimenti e collaborazioni con il sistema produttivo e istituzionale campano.
Presidente, l’interesse degli investitori sauditi è una conferma del cambio di paradigma che vede Napoli, e tutto il Meridione, sempre più al centro delle dinamiche economiche che si stanno rafforzando sull’asse Nord-Sud?
«Abbiamo volentieri ospitato una tappa di una missione promossa, con la nostra collaborazione, da Invimit e da The European House – Ambrosetti, con il decisivo contributo di Comune e Regione, che auspichiamo possa ulteriormente incrementare il credito internazionale già parzialmente recuperato dal nostro territorio. È prematuro parlare di esiti duraturi, ma è indicativo il fatto che Napoli sia oggi considerata, da un grande stato come l’Arabia Saudita e dai suoi grandi operatori economici, come una delle città italiane più ricche di prospettive, in quanto a redditività di un investimento. Sottolineo che, in passato, queste missioni si svolgevano a Milano e, alle volte, a Roma. L’averla ospitata a Napoli certifica quanto affermo».
Nella delegazione saudita sono presenti alcuni dei maggiori rappresentanti della politica e del sistema produttivo dell’Arabia. Da cosa dipende questo crescente interesse nei confronti di Napoli?
«La valorizzazione dell’immagine della città per effetto della riscoperta di giacimenti archeologici, del recupero e della valorizzazione di edifici e siti monumentali come l’Albergo dei Poveri e Carditello, della modernizzazione della gestione museale, della straordinaria creatività espressa in campo letterario, cinematografico, multimediale, ha contribuito alla forte ripresa dell’industria turistica. Interventi che determineranno anche la rinascita urbanistica e la rigenerazione urbana ed edilizia della città, valorizzandone il grande patrimonio storico e architettonico. Oggi Napoli, che vanta anche la vitalità di settori del manifatturiero come aerospazio, agroalimentare, moda, chimico-farmaceutico e packaging, ha la grande opportunità di mettere a frutto la nuova dimensione di grande metropoli europea, da troppi anni perduta. Anche grazie alla disponibilità di considerevoli risorse europee e nazionali, c’è la possibilità di uno sviluppo sostenuto di tutto il Mezzogiorno, che si inserisce in un nuovo scenario del Mediterraneo, centro non solo di gran parte delle rotte commerciali mondiali, ma anche cuore dei traffici digitali. Si può dire, anzi, di sviluppo del Paese, considerato che, solo se il Sud diventa la locomotiva trainante, l’Italia potrà vivere un nuovo miracolo economico».
Ad accogliere la delegazione saudita, è stato un intero sistema: accanto alle imprese ci sono Comune e Regione, ma anche il governo con Invimit (la società del Mef impegnata nella valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico). Anche questo è un segnale che qualcosa sta cambiando in un Mezzogiorno storicamente incapace di fare sintesi?
«Dobbiamo anche qui attendere, prima di esprimere valutazioni ponderate. Sarà importante che questa rete sia in grado di confermarsi anche in una prosecuzione dei rapporti intavolati, creando le condizioni per facilitare collaborazioni e partnership commerciali e produttive sull’asse Napoli-Arabia Saudita. Il passo successivo, sul quale lavoreremo già nei prossimi giorni, è fare un check dell’evento e redigere una short list di aziende che potrebbero, concretamente, essere da subito interessate a sviluppare partnership. Già oggi è stato firmato un importante accordo di collaborazione tra un’azienda nostra associata, la Nefrocenter, con una primaria società medica dell’Arabia Saudita per la fornitura in quel paese di macchinari per la dialisi, prodotti di consumo medico, nonché l’intervento di personale qualificato per la gestione delle cliniche e la formazione di risorse umane locali».
Braccio operativo della politica economica dell’Arabia Saudita è il fondo sovrano Pif, attraverso il quale il governo orienta l’economia del paese. Cosa hanno da offrire Napoli e la Campania come opportunità di investimento?
«Potrei limitarmi a rimarcare quelle offerte dal settore in cui opero. Pensiamo solo all’insufficienza di strutture ricettive ad alto livello, di centri congressi in grado di ospitare migliaia di spettatori. Vi sono, inoltre, importantissime operazioni di rigenerazione urbana da effettuare, a est come a ovest della città ma anche in provincia, dall’area Flegrea e alle Isole, fino alle aree interne e a tutta la fascia costiera regionale. Se questi programmi finalmente si sbloccheranno, agli investitori italiani ed esteri di ogni Paese, non solo dell’Arabia Saudita, si offriranno eccellenti prospettive di investimento».
La missione saudita è iniziata con visite a Pompei e al Centro storico di Napoli. Quali possono essere le convergenze anche in campo culturale?
«Il ministro Sangiuliano nel 2023 ha sottoscritto un accordo con il suo omologo saudita per una collaborazione nelle molteplici aree dell’industria culturale, compresa quella cinematografica, e Napoli sarà baricentrica anche in quest’ambito. La crescita dei rapporti economici e sociali del Sud Italia con i paesi della sponda Sud del Mediterraneo si dovrà accompagnare a una sempre maggiore cooperazione nel campo della ricerca, delle attività accademiche, delle relazioni culturali. E la nostra città sarà sede di eccellenza di strutture e centro propulsore di iniziative che avranno questa caratura. Dico sarà con professione di ottimismo, perché è lungo il cammino da fare, insieme a paesi come la stessa Arabia Saudita, affinché queste ipotesi trovino concretezza. Dipenderà anche dalla determinazione con cui le nostre istituzioni centrali e locali si indirizzeranno verso questo obiettivo».
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