- domenica 13 agosto 2023, 19:46
Assegno unico, come ottenerlo dopo aver perso il Reddito di cittadinanza: la nuova domanda
Le persone che percepivano il Reddito di cittadinanza rischiano di perdere l'Assegno Unico per i figli? Il sostegno per le famiglie riguarda chi ha figli a carico fino a 21 anni di età, quindi anche non minorenni. Nelle ultime settimane si è parlato di uno stop alla percezione di questo sussidio per molti che non ricevono più, da agosto, il Reddito. Un bel problema, visto che si tratta di persone con Isee dichiarati molto bassi e che quindi in molti casi, anche senza l'Assegno unico, rischierebbero di tornare ad essere poveri assoluti. Con riflessi sociali molto forti. Come stanno davvero le cose? Chi e quando, tra il bacino delle 200mila famiglie che stanno perdendo il Reddito, dovrà fare domanda per l'Assegno unico universale?
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Stop all'Assegno unico per chi ha perso il Reddito?
L'Assegno unico sarà garantito fino a febbraio anche per i nuclei familiari che non hanno più diritto al Reddito di cittadinanza. Dal prossimo anno, però, tutte le famiglie, sia quelle destinatarie del nuovo Assegno di inclusione sia quelle che avranno diritto al “supporto” da 350 euro mensili, dovranno presentare una nuova domanda per fruire del sussidio per i ragazzi.
A precisarlo è l'Inps, che ha fatto il riepilogo della situazione che si è creata con il decreto Lavoro dello scorso 1° maggio. Quello che ha specificato cosa succederà dopo il superamento del Reddito. Reddito i cui percettori, finora, come esplicitamente previsto dalla legge, si vedono assegnare la somma spettante per i figli direttamente sulla carta di Poste italiane, insieme con il reddito. Non però nell'importo intero, perché da questo si sottrae la quota di sussidio relativa ai figli che fanno parte del nucleo familiare.
Ora, quindi, non cambierà nulla per le famiglie all’interno delle quali ci sono componenti minorenni e disabili: queste fino a fine anno avranno diritto ancora al reddito e con stesse modalità precedenti sarà riconosciuta anche l’integrazione relativa all’Auu.
Cosa succede se non si farà domanda
Le novità arriveranno per i nuclei familiari che hanno subito la sospensione del sussidio, avendo già raggiunto il numero massimo di sette mensilità. Alcuni di loro, pure in mancanza di figli minorenni, possono avere diritto all’Assegno unico per quelli di età compresa tra i 18 e i 21 anni. Lo percepiscono se sono studenti oppure impegnati in corsi di formazione, o ancora se disoccupati.
In questo caso, chiarisce l'Inps, si aprono due possibilità: se gli interessati hanno già provveduto a fare domanda, allora l’Inps provvederà a liquidare sulla carta del Reddito le mensilità che non sono state corrisposte e ad avviare il pagamento dell’Assegno unico dal mese successivo a quello di presentazione della domanda per la prestazione. Qualora non dovesse essere fatta domanda, invece, la liquidazione di quanto spettante a titolo di assegno avverrà senza soluzione di continuità tramite l’utilizzo della card che, di conseguenza, verrà mantenuta attiva.
L’obiettivo è salvaguardare la regolarità dei pagamenti della prestazione spettante per i figli e in assenza di nuove modalità di pagamento. I versamenti successivi a quello della mensilità di luglio saranno effettuati senza decurtazioni, proprio perché il Reddito di cittadinanza non spetta più.
Cosa cambia a febbraio
Il regime transitorio andrà avanti fino a febbraio prossimo: da marzo con l’aggiornamento annuale dell’ assegno unico tutti coloro che percepivano il Reddito, ormai abolito, dovranno fare una normale domanda per fruire dell’Assegno unico. Domanda che potrà essere presentata dal 1° gennaio 2024.
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