immagine Benevento, Ospedale Rummo: prende forma la nuova area emergenze
  • di Luella De Ciampis
  • venerdì 5 luglio 2024, 00:00

Benevento, Ospedale Rummo: prende forma la nuova area emergenze

A distanza di almeno un decennio dagli anni in cui si è cominciato a parlare dell'esiguità dei locali del Pronto soccorso del «Rummo» e dell'impossibilità di garantire la necessaria privacy ai pazienti, sta prendendo forma il progetto della nuova struttura. Procedono infatti a pieno ritmo i lavori per realizzare il nuovo reparto delle emergenze, soggetto a un investimento complessivo di 3,3 milioni di euro, distribuiti tra opere edili, logistica funzionale e nuove tecnologie.

Lo scopo finale è ampliare e ammodernare l'area dell'attuale Pronto soccorso, da sempre troppo angusta per sopperire alle necessità aziendali, con la realizzazione, già in atto, di una nuova struttura che impiega una superficie di 600 metri quadrati.

L’esecuzione dei lavori, a buon punto, è rigorosamente in linea con le indicazioni del cronoprogramma, che prevede il completamento della struttura per il mese di giugno del 2025. Considerati i tempi biblici di realizzazione dell'edilizia sanitaria, sapere che il reparto delle emergenze, da oltre un ventennio oggetto di attenzione per l'esiguità degli spazi, sarà pronto per l'uso a un anno da oggi, rappresenta un importante passo in avanti.

Gli obiettivi

«Si tratta di un intervento - spiega il direttore generale Maria Morgante - finalizzato a innalzare la qualità di un servizio particolarmente delicato e complesso, qual è appunto quello emergenziale, e a dare ai cittadini costretti a usufruire dell’urgenza ospedaliera un'assistenza medico-sanitaria di gran lunga migliore, nel massimo comfort ambientale». Il progetto è stato illustrato nelle linee essenziali da Raffaele Iele, l'ingegnere che dirige l'unità complessa Manutenzione e gestione del patrimonio.

«In sintesi - precisa - la nuova struttura, che impegna una superficie di 600 metri quadrati, è un'area ottimale sia per realizzare un più elevato numero di postazioni-cure, che di differenziare i percorsi dei pazienti in caso di emergenze pandemiche. A tale scopo, è prevista una seconda “camera calda” attigua a quella esistente». La «camera calda» è un'area riservata in cui il transito è consentito esclusivamente ai mezzi di soccorso in arrivo in ospedale. Il piano seminterrato, originariamente scoperto, si sta trasformando in portico per essere utilizzato prevalentemente come accesso ai mezzi di servizio.

L’ampliamento, infine, consente l’installazione di una seconda Tac con annessa sala ecografica, che contribuiranno a potenziare la diagnostica di Radiologia. Un salto di qualità per il Pronto soccorso dell'ospedale cittadino, confermato da Maria Gabriella Coppola, direttore dell’unità complessa di Medicina d’urgenza e Pronto soccorso. «Il collegamento funzionale del nuovo Pronto soccorso - afferma -, peraltro dotato di area Covid, con la struttura principale, consentirà di regolamentare meglio i flussi dei pazienti, compresi quelli più critici, grazie anche alla contiguità con la Rianimazione attraverso ambienti-filtro.

Naturalmente è prevista l’implementazione del modello organizzativo del Pronto soccorso, identificando e potenziando le tre linee di attività ad alta, intermedia e bassa complessità. Va da sé che la suddivisione del nuovo Pronto soccorso in ambienti distinti per intensità di cura, consentirà una più corretta stratificazione del livello di rischio e, di conseguenza, una maggiore efficacia delle cure».

Il quadro

La nuova area, che sarà sviluppata nel padiglione Moscati, nella zona adiacente all'attuale unità di Pronto soccorso, nei locali che ospitavano la centrale del 118 prima che fosse trasferita nella palazzina dell'Asl di via Delcogliano, sarà strettamente collegata all'altra e avrà sei posti letto di subintensiva, interamente destinati ai pazienti Covid, qualora si determinasse una nuova emergenza pandemica. In corso d'opera si è deciso di non relegarla all'uso esclusivo per le malattie infettive ma di fruire del nuovo Pronto soccorso per la presa in carico dei pazienti ad alta complessità, mentre i codici che indicano una minore gravità saranno gestiti nel vecchio reparto, che dispone di un'area decisamente esigua, nonostante sia stato oggetto nel tempo di interventi mirati alla razionalizzazione degli spazi.

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