immagine Benevento, Torre-Sala, residenti contro l’abbattimento. Mastella: «Follia»
  • di Paolo Bocchino
  • mercoledì 19 giugno 2024, 00:00

Benevento, Torre-Sala, residenti contro l’abbattimento. Mastella: «Follia»

«No all’abbattimento delle scuole Torre e Sala che creerebbe disagi intollerabili». Scatta la petizione di residenti e attività commerciali del quartiere Mellusi al sindaco Mastella contro il maxi cantiere da 17 milioni del Pnrr per la ricostruzione delle due scuole.

Lanciata online nel pomeriggio di ieri sulla piattaforma Change.org da Paola Caruso, l’iniziativa è stata supportata come primi firmatari dai residenti Giunio Zeppa, Pino Patrevita, Rosellina Miele, Francesco Agozzino, e dai titolari degli esercizi Panificio Caruso di via Sala, edicola De Rei e libreria Giava di via Flora. Tutti preoccupati dall’impatto che i lavori, ormai prossimi all’avvio, avrà su un quadrante urbano tra i più antropizzati della città.

«In piena estate - denunciano i promotori - dovrebbero cominciare i lavori di abbattimento dei plessi scolastici dell’I. C. Federico Torre, all’angolo tra via Nicola Sala e via Enzo Marmorale, con conseguenti disagi notevoli (polvere di cemento, rumore, vibrazioni, traffico di pesanti automezzi) per gli abitanti, i commercianti e i lavoratori della zona, che non sono stati neppure adeguatamente informati sulle modalità e i tempi di esecuzione. Il progetto esecutivo approvato dal Comune a marzo scorso prevede: l’abbattimento totale di due edifici, comprese le facciate di grande interesse storico-architettonico; la costruzione di un enorme edificio a tre piani a confine con i palazzi del Parco Marinelli; un auditorium di notevoli dimensioni a ridosso di via Marmorale, che sarà quindi eliminata o chiusa al traffico; la netta riduzione del verde pubblico previsto nella ipotesi presentata alla stampa a maggio 2022.

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La relazione tecnica e gli elaborati contengono alcuni clamorosi errori, con necessità di una variante tecnica e conseguente impossibilità di rispettare il termine del 30 giugno 2026. Quindi, il quartiere potrebbe ritrovarsi per molti anni senza le scuole, con le attività didattiche in locali lontani dalle residenze degli studenti, con perdite economiche per i commercianti, grandi disagi per i residenti, traffico in tilt per una viabilità non idonea, un cantiere per lavori oggetto di sicure contestazioni. Ciò considerato - concludono i firmatari - i sottoscritti residenti, operatori commerciali, lavoratori delle vie Nicola Sala, Enzo Marmorale, Francesco Flora, Salvatore Rosa, Nicola da Monteforte e tutte le altre adiacenti, chiedono un incontro urgente con il sindaco di Benevento per concordare le necessarie modifiche al progetto».

I cittadini

Modifiche non di poco conto, come spiega Paola Caruso: «Chiediamo che non si abbattano le due scuole, inserite nell’elenco degli edifici di particolare interesse storico - architettonico del ministero della Cultura, e che si proceda invece con una meno impattante riqualificazione. Si è deciso di andare avanti su una strada enormemente problematica, senza consultare in alcun modo chi vive in questi luoghi. Prova ne sia il fatto che nemmeno il comitato di quartiere, presieduto dall’onorevole Giovanni Zarro, è informato dell’intervento. Non comprendiamo, inoltre, per quale ragione si debba chiudere una strada, via Marmorale, senza avere peraltro neanche un progetto alternativo di viabilità». Ma incombe lo start, e per il confronto potrebbe non esserci più tempo. I promotori, però, non ci stanno: «Ci auguriamo che ci sia un confronto. Altrimenti, siamo pronti a difendere le nostre ragioni anche in sede giudiziaria, contro una procedura palesemente illegittima».

La reazione

Gelida, però, la prima reazione del sindaco Clemente Mastella: «Con tutta franchezza, pensare di boicottare una iniziativa finalizzata alla sicurezza di tutto il mondo scuola è una follia che non possiamo condividere. È la linea che la mia amministrazione sta seguendo per tutti gli edifici scolastici della città, non vedo perché la Torre dovrebbe fare eccezione. Che i residenti non vogliano sopportare qualche disagio, non mi sembra una ragione sufficiente per mandare all’aria un intervento finanziato con 17 milioni. Ho ancora negli occhi il disastro di San Giuliano del Sannio, dove il crollo di una scuola insicura provocò la morte di molti bambini, tra i quali il figlio del sindaco, condannato a 8 anni».

 

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