immagine Decreto bollette: bonus da 90 euro e 3 miliardi per tagliare spese di famiglie e imprese. Tutte le misure
  • giovedì 12 febbraio 2026, 19:29

Decreto bollette: bonus da 90 euro e 3 miliardi per tagliare spese di famiglie e imprese. Tutte le misure

Decreto bollette, previsti per il 2026 oltre 315 milioni di euro per il riconoscimento del bonus sociale per le famiglie per l'elettricità. Lo prevede la bozza del decreto legge che dovrebbe andare la prossima settimana in cdm con le “misure urgenti di agevolazione tariffaria per la fornitura di energia elettrica e gas e di riduzione delle bollette elettriche in favore di famiglie e imprese”. In particolare, per quanto riguarda l'energia elettrica l'Arera emanerà una delibera per la spesa di 315 milioni che servono per il riconoscimento di un contributo straordinario di 90 euro sulla materia prima energia per i titolari di bonus sociale.

 

Decreto bollette: tutte le misure

Dal contributo straordinario da 90 euro per le famiglie beneficiarie del social bonus alle misure urgenti per l'abbattimento del prezzo della bolletta del gas per le imprese e le disposizioni per i centri dati. Sono in tutto 12 gli articoli contenuti in una bozza del dl Bollette che potrebbe approdare la prossima settimana in Cdm. Tra gli altri interventi in arrivo tra le altre, il contributo una tantum da 90 euro per i titolari del bonus sociale; le misure per la competitività delle imprese e la decarbonizzazione; il potenziamento delle infrastrutture di interconnessione con l'estero; le misure per la concorrenza e l'integrazione dei mercati all'ingrosso del gas; quelle per la connessione alla rete degli impianti alimentati con rinnovabili; le misure per la riduzione degli oneri generali di sistema derivanti dalle bioenergie e le disposizioni per l'autorizazione e la realizzazione dei centri dati.

 

Isee fino a 25mila euro

Per ciascuno degli anni 2026 e 2027, i venditori di energia elettrica possono riconoscere ai propri clienti domestici residenti, che non siano titolari del bonus sociale e con Isee annuale non superiore a 25.000 euro un contributo straordinario a copertura di acquisto dell'energia elettrica. Il contributo è riconosciuto come sconto sulle condizioni contrattuali applicate dal venditore titolare delle forniture. E' prevista un'apposita deliberazione da parte dell'Arera, entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto, con le modalità applicative.

 

I risparmi

L'Arera, autorità di regolazione per l'energia, con uno o più provvedimenti da adottare entro il 28 febbraio prossimo, «definisce le modalità secondo cui siano oggetto di riduzione per l'anno 2026 gli oneri e le ulteriori componenti tariffarie di trasporto e distribuzione del gas naturale ai clienti finali limitatamente ai consumi superiori a 80.000 smc/anno». La misura a favore delle imprese per l'abbattimento del prezzo della bolletta del gas è contenuta nell'articolo 9 della bozza del decreto. La riduzione, indica la norma, deve privilegiare le classi tariffarie ovvero gli scaglioni con i livelli di oneri più elevati.

 

Taglio fino a 3 miliardi: cosa cambia

Il taglio atteso sulle bollette sarà dai 2,5 ai 3 miliardi di euro. La misura principale del decreto legge (secondo indiscrezioni riportate dal Foglio) sarà l'eliminazione dello spread fra la quotazione del metano sul mercato europeo di Amsterdam, il Ttf, e quella sul mercato italiano, il Psv. Lo spread copre il costo dello spostamento del gas da Amsterdam all'Italia, e si aggira sui 3 euro al megawattora. Il governo conta di finanziare il taglio con la vendita di 2 miliardi di metri cubi di gas stoccato da Snam e Gse (Gestore dei servizi energetici, società pubblica) e con una parte delle risorse ricavate dalla tassazione europea delle emissioni di Co2, l'Ets.

 

Bonus energia potenziato

Le altre misure per arrivare al risparmio previsto sono l'erogazione di gas alle imprese a prezzi calmierati (gas release) per 600 milioni di euro; una garanzia pubblica per ampliare gli acquisti a lungo termine di energia da rinnovabili (Ppa, Power Purchase Agreement); il potenziamento del bonus energia per le famiglie a basso reddito; misure per evitare la cosiddetta «saturazione della rete», ovvero l'impossibilità di approvare nuovi impianti di rinnovabili a causa dell'eccesso di domande. La corrente elettrica in Italia costa il 30% in più rispetto al resto d'Europa, a causa della forte dipendenza dal metano per la produzione, dell'assenza del nucleare e del peso ridotto delle rinnovabili. Questo si traduce in un costo per le famiglie, e in uno svantaggio competitivo per le aziende.

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