- lunedì 8 giugno 2026, 15:56
«Basta demonizzare il burro e i formaggi». Il consiglio del cardiologo: «Importante la qualità e la tipologia»
«Eliminare i grassi dalla dieta non fa dimagrire, anzi». Lo afferma Leonardo Calò, professore ordinario di Cardiologia all'Università del Foro Italico di Roma che ha da poco pubblicato il suo nuovo libro "Il paradosso del grasso", edito Vallardi.
«Quando la maggior parte delle persone sente la parola 'grasso', la mente corre immediatamente a immagini di cibo unto, arterie ostruite o accumuli adiposi indesiderati. Questa reazione istintiva è comprensibile, ma rappresenta una delle più grandi semplificazioni della scienza nutrizionale moderna». spiega il cardiologo.
Prima dei grassi, lo stesso trattamento è stato rivolto agli zuccheri e ai carboidrati, tutti nutrienti essenziali per la salute del cervello.
«Il problema della dieta moderna, ricca di cibi processati, snack e oli vegetali industriali, è che abbiamo assunto una quantità spropositata di 'incendiari' (Omega-6) e pochissimi 'pompieri' (Omega-3). Il rapporto tra Omega-6 e Omega-3 nella dieta dei nostri antenati cacciatori-raccoglitori era probabilmente di 1:1. Oggi, nel mondo occidentale, questo rapporto è schizzato a 15:1, 20:1 o addirittura 25:1. È come avere una città con venti squadre di incendiari e una sola squadra di pompieri. Il risultato è un'infiammazione che non si risolve mai, un fuoco che cova perennemente sotto la cenere: l'infiammazione cronica di basso grado, oggi riconosciuta come il motore silenzioso di quasi tutte le malattie croniche moderne, dalle patologie cardiovascolari al diabete, dalle malattie autoimmuni alla depressione».
Nel suo libro, Calò sottolinea come i grassi siano un nutriente essenziale per la salute cellulare: «Se noi assumiamo, in modo sbilanciato, troppi carboidrati, queste si irrigidiscono e si potrebbe compromettere il sistema di comunicazione cellulare. I grassi 'buoni', come l'acido oleico o gli Omega-3, sono alla base della dieta mediterranea. Pensiamo alle nocciole, alle mandorle, alle noci, all'olio extravergine d'oliva, al pesce azzurro. L'olio d'oliva ha proprietà magiche, ma dobbiamo sempre chiederci che olio stiamo comprando. L'alta qualità ha un prezzo, ma ci garantisce una prodotto indiscutibile. Lo stesso discorso si deve fare per il burro. Deve essere un prodotto di qualità e allora si può mangiare senza problemi e non muore nessuno. Il paradosso è che lo abbiamo demonizzato per preferire prodotti come i crackers o le fette biscottate, pieni di zucchero, carboidrati e sverniciati di grassi 'cattivi'».
Il consiglio del cardiologo
Nelle ultime pagine del libro, Calò ha deciso di includere un ricettario che fornisce un profilo lipidico ottimale basato sulle più recenti evidenze scientifiche.
«C'è molta confusione in termini di differenti tipi di approcci alle diete, abbiamo avuto la fase del digiuno, quella degli zuccheri, le diete iperproteiche. Credo che alla fine abbia ragione Ippocrate, serve equilibrio. Controlliamo la provenienza dell'alimento, cerchiamo di essere consumatori attenti, per troppi anni c'è stata una spinta commerciale a non spendere troppo nel mangiare, ma la qualità può cambiare la nostra alimentazione».
E per chi volesse cambiare le proprie abitudini, la ciliegina sulla torta è «camminare sempre, soprattutto in mezzo alla natura perché respiriamo sostanze che ci fanno bene. Camminare un'ora e mezza al giorno, soprattutto dopo i pasti fa crollare l'insulina e la glicemia. Studi confermano che è un'attività che allunga la vita, quindi basta davvero poco».
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