- venerdì 17 luglio 2026, 01:40
Caldo, mortalità cresciuta del 3 per cento: 380 decessi tra gli over 85
L’EMERGENZA
ROMA Per comprendere gli effetti sulla salute delle ondate di calore, il sistema di sorveglianza italiano confronta il dato statistico delle morti attese per qualsiasi causa sulla base delle medie degli ultimi anni con quello reale, in coincidenza con le temperature estreme. Bene, nel periodo 25 maggio-30 giugno, quando di fatto sono state affrontate le prime due pesanti ondate di calore, c’è stato un incremento del 3 per cento. Ed è stato concentrato soprattutto in una fascia di età: gli over 85. In termini assoluti, significa 380 decessi in più che possono essere attribuiti al grande caldo. Paga un prezzo molto alto la città di Torino, che da una parte è stata interessata da temperature costantemente sopra la media, dall’altra ha anche una popolazione anziana e non abituata a questo tipo di caldo. Le stime parlano di 120 morti in eccesso.
STATISTICHE
Anche Roma - ma sulla base di una popolazione molto più ampia, 3 milioni di abitanti - ha un dato elevato, 130 decessi. Questi numeri, elaborati dal Dep (Dipartimento epidemiologia) Lazio, sono stati illustrati ieri nel corso della riunione della Cabina di regia sul caldo convocata dal Ministero della Salute. L’analisi riguarda tutti gli over 65 ma, come detto, i dati più preoccupanti interessano gli over 85. Spiegano alla cabina di regia: «L'eccesso di mortalità medio è stato contenuto anche in relazione a quanto osservato in altri Paesi europei». Sia chiaro: la stima di 380 decessi è comunque drammatica, ma se paragonata ai 2.000 calcolati in Francia, ai 6.800 in Germania o ai 2.200 nel Regno Unito, appare tutto sommato un dato basso. Come si spiega? Ci sono vari fattori. «Sicuramente - racconta la dottoressa Paola Michelozzi, dirigente del Dep Lazio - i cittadini del Nord Europa sono meno abituati, anche fisicamente, al grande caldo e questo conta». Inoltre, proprio perché l’Italia conosce gli effetti delle ondate di calore, negli anni, da parte del Ministero della Salute e delle Regioni sono stati affinati i sistemi di sorveglianza e prevenzione, mentre i cittadini hanno imparato a difendersi installando l’aria condizionata nelle case (il 15 luglio è stato raggiunto il picco dell’anno dei consumi energetici a 57,98 GW) o con comportamenti prudenti. C’è un altro dato che va valutato: molti anziani e soggetti fragili purtroppo sono morti durante la pandemia e questo ha probabilmente ridotto la platea di coloro che oggi, con il grande caldo, sono maggiormente a rischio. Dopo che mercoledì scorso i temporali hanno causato anche danni molto seri in alcune aree del Nord, ieri è continuato l’assedio del caldo. In Sardegna, nella zona di Oristano, sono stati superati i 47 gradi. Per oggi, il sistema di sorveglianza del Ministero della Salute prevede con bollino rosso 16 città (Bologna, Brescia, Cagliari, Campobasso, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Milano, Palermo, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino e Viterbo). Domani saranno 19 perché si aggiungeranno Ancona, Catania e Civitavecchia. In Sicilia allerta rossa per gli incendi, roghi molto estesi anche in Sardegna.
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