- giovedì 15 agosto 2024, 08:15
Caserta, giunta comunale: primi dossier al vaglio degli assessori
Cominceranno lunedì il proprio lavoro al Comune i quattro nuovi assessori incaricati martedì dal sindaco Carlo Marino che si attende un aiuto per superare le secche di questo momento particolarmente delicato per le sorti dell'amministrazione. Fino ad allora Maria Gabriella Grassia (vicesindaco), Massimiliano Rendina, Carmine Lasco e Antonio Sessa avranno modo di approfondire i principali dossier di interesse delle rispettive deleghe su cui, da lunedì, dovranno subire il pressing dei consiglieri, in particolare di quelli di minoranza. Marino ieri si è concesso la prima uscita pubblica dopo le nomine. Il sindaco ha visitato il rione Vanvitelli e il suo campo di calcio. Assieme a lui Romolo Vignola, consigliere del gruppo socialista, new entry per la maggioranza che, in aula, si rafforza anche con il consenso di Dino Fusco.
LA MINORANZA
Un allargamento che non piace a Fratelli d'Italia dove è il capogruppo Paolo Santonastaso ad accusare gli eletti del centrosinistra di consentire quello che viene definito scempio. «Sono loro - dice - ad aver buttato nella spazzatura la fiducia che migliaia di cittadini casertani avevano conferito agli assessori defenestrati e parliamo di quasi quattromila preferenze. Tutto questo in nome della poltrona in nome della quale sono saltati i programmi, i partiti, le competenze politiche e i rapporti fiduciari con i cittadini. Ribadisco il mio invito ai consiglieri di maggioranza: basta con gli atti di fede al sindaco, compite un vero atto di amore per Caserta e restituitela ai casertani». Ancor più duro è il commento alla nuova giunta del gruppo Lega composto dal capogruppo Alessio Dello Stritto e dai consiglieri Maurizio Del Rosso, Donato Aspromonte, Fabio Schiavo ed Elio Di Caprio. I cinque eletti stilano un piano di battaglia contro il sindaco e gli assessori con l'obiettivo di svelare quelle che viene definita la “lavanderia politica” introdotta dal Pd. «La nomina di assessori sconosciuti alla coalizione che ha consentito al centrosinistra di vincere le elezioni certifica sul piano politico e morale il fallimento suo e del Pd che oggi di fatto commissaria l'amministrazione comunale di Caserta. Un'operazione di lavanderia politica spacciata per un cambio radicale di passo che, invece, si sarebbe potuto verificare solo attraverso le irrevocabili dimissioni del sindaco».Per i consiglieri leghisti l'adesione alla giunta da parte dei quattro professionisti comporta «la loro adesione politica a un progetto di cui adesso si assumeranno, insieme a Marino, la responsabilità del fallimento». Non a caso assicurano battaglia: «Controlleremo e valuteremo, contando anche le loro presenze negli uffici e l'impegno profuso, le ragioni reali anche della loro partecipazione, se cioè legata alla volontà di offrire le proprie competenze per risollevare le sorti della nostra comunità o nella prospettiva di altri incarichi più ambiziosi e convenienti. Annunciamo anche che li investiremo immediatamente della responsabilità di rispondere dettagliatamente alle interrogazioni e alle mozioni rimaste in sospeso da mesi. Ci auguriamo - concludono i leghisti - , proprio per la loro storia personale e professionale, che non siano solo foglie di fico per salvare Marino e il Pd e che, nel corso del loro mandato, non finiscano ostaggio di quegli stessi dirigenti legati a Marino rimasti al loro posto, né rimossi né ruotati dopo le note vicende che li hanno visti personalmente coinvolti». Di falso rinnovamento parla anche Forza Italia con Donato Aspromonte: «Ci era stata assicurata una rivoluzione invece siamo di fronte alla semplice verniciata di una facciata vecchia e cadente. Stupisce il silenzio della maggioranza che accetta tutte le decisioni imposte a Roma ma, ancor di più, sorprende l'idea di far passare che bastano quattro professionisti per raddrizzare l'andamento dell'amministrazione. E i dirigenti che sono tutti al loro posto e non possono ruotare per carenza di personale, e a cui in fin dei conti è contestata l'esecutività di tutti i presunti provvedimenti illeciti contestati dagli inquirenti, saranno in grado di interpretare la voglia di rinnovamento che manifestano sindaco e Pd?». Confermano la volontà di non commentare i consiglieri di maggioranza che attendono il rientro dal Ferragosto per un primo confronto ufficiale prima di prendere posizione anche alla luce del malcontento degli assessori non ricinfermati.
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