- domenica 18 agosto 2024, 07:00
Caserta, scuola “Lombardo-Radice”: arriva la bocciatura del ministro Valditara
Il ministro Giuseppe Valditara bacchetta l’amministrazione e “boccia” il progetto di abbattimento dell'ex "Lombardo Radice" a Caserta, che ospitava primaria e infanzia. È quanto emerge dalla risposta inviata dal Ministero dell’Istruzione all’interrogazione parlamentare presentata dal deputato della Lega Gianpiero Zinzi, che si era fatto portavoce dei disagi dei genitori degli alunni che a settembre saranno costretti a trasferirsi in altri stabili per poter seguire le lezioni. «L’Amministrazione comunale - si legge nel documento firmato da Valditara -, ha agito autonomamente, scegliendo, tra le varie opzioni possibili, quella di abbattere e ricostruire - anziché di riqualificare - il plesso scolastico ex “Lombardo Radice”, con la conseguenza di dover necessariamente delocalizzare l’intero istituto. Da tale scelta è derivato un oggettivo disservizio ai danni della comunità educante, che è comprovato, oltre che da un ricorso al Tar, anche da manifestazioni di protesta».
Il ministro sottolinea anche che la «Linea di Investimento 1.1. del Pnrr (i fondi utilizzati dal Comune per ricostruire la scuola) era destinata alla realizzazione di nuovi asili nido e nuove scuole dell’infanzia o alla messa in sicurezza di quelli esistenti, mentre l’intervento messo in atto dall’Amministrazione comunale ha interessato, sempre per sua autonoma scelta, anche la scuola primaria». E proprio su questa scelta l’Unità di Missione Pnrr, che ha finanziato questi interventi, ha già chiesto spiegazioni all’amministrazione senza ricevere, però, alcun riscontro.
Riscontro che, invece, il Comune ha fornito al Ministero a seguito di specifica richiesta sulla questione Radice spiegando come «la soluzione per la scuola dell’infanzia sia stata accolta positivamente, mentre quella della scuola primaria ha destato resistenze da parte dei genitori, che hanno presentato ricorso al Tar». Il Comune ha anche annunciato l’istituzione di un servizio gratuito di navette per trasportare i bambini ai plessi di via Cavour, dove dovrebbero essere momentaneamente trasferiti i 219 bambini della primaria (mentre, secondo l’ultima nota dell’Ente, quelli dell’infanzia andrebbero in via Barducci, nel quartiere Acquaviva) sottolineando «che, in vista del piano di dimensionamento scolastico, che verrà proposto a fine anno, si potrebbero individuare nuove soluzioni per la primaria» (scuola che tra l'altro non è menzionata nel piano di ricostruzione).
Ma Valditara a quanto pare non è rimasto soddisfatto delle spiegazioni fornite e, pur specificando che la competenza esclusiva in materia di edilizia scolastica spetta agli Enti locali, in quanto proprietari degli edifici, ha piazzato un nuovo affondo: «Emerge la volontà consapevole dell’amministrazione di intraprendere un intervento destinato, inevitabilmente, ad arrecare un pregiudizio alle famiglie della scuola primaria, non avendo individuato, in tempi utili, una soluzione congrua, anche di natura temporanea, in grado di soddisfare le giuste richieste dei genitori».
E così in attesa della camera di consiglio del 4 settembre sul ricorso al Tar per bloccare i lavori di abbattimento del plesso, arriva la prima patata bollente per la neo assessora Maria Gabriella Grassia. A lei (e al sindaco), infatti, proprio ieri è stata inviata una nota del consigliere di opposizione Maurizio Del Rosso per chiedere «una relazione urgente in merito alla situazione della scuola Radice tenuto conto dell'imminente avvio dell'anno scolastico. A oggi, infatti – si legge nella nota -, i genitori non hanno ancora avuto alcuna comunicazioni né certezze circa la location che ospiterà i propri bambini». Ma anche i genitori ieri hanno scritto di nuovo al sindaco Carlo Marino evidenziando che «sui progetti di riqualificazione della ex Lombardo Radice di errori ne sono stati fatti parecchi, anzi – scrivono - noi lo definiremmo un pasticcio. Tocca a Lei risolverlo, e il tempo è quasi scaduto. Fermi tutto, ed avrà tutta la nostra disponibilità e il nostro impegno per trovare nuove soluzioni che siano sostenibili per tutti».
La battaglia va avanti e i genitori, che da mesi protestano, ora possono contare anche sul sostegno del Ministero dell’Istruzione che, nella risposta all’interrogazione di Zinzi, ha assicurato che il «Ministero continuerà a vigilare sulla vicenda, attuando ogni ulteriore iniziativa volta a garantire a tutti gli studenti la continuità didattica e un sereno inizio di anno scolastico».
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