immagine Beffa a Castellammare il mare è balneabile ma la spiaggia è vietata
  • di Fiorangela d'Amora
  • giovedì 27 giugno 2024, 22:55

Beffa a Castellammare il mare è balneabile ma la spiaggia è vietata

Se non è una svolta storica poco ci manca. Sono passati cinquant’anni anni dall’ultimo tuffo autorizzato nel mare davanti al lungomare, nel cuore della città, a ricordarlo ci sono le cartoline in bianco e nero che ritraggono lidi e ombrelloni. Oggi quello stesso mare è nuovamente balneabile ma la beffa è che la battigia sarà irraggiungibile finché non sarà riaperta anche la spiaggia, ricoperta dall’erba più che dalla sabbia e non calpestabile perchè inquinata.

Ma andiamo con ordine. L’ottimismo arriva dai nuovi prelievi Arpac che confermano valori ben al di sotto dei livelli di allarme e dicono che la qualità dell’acqua è tale da consentire i bagni lungo tutto il tratto di costa stabiese. L’area di Pozzano non ha mai avuto problemi ed è affollata di lidi e bagnanti. Il versante nord, quello definito De Gasperi, è balneabile già da qualche anno e si è in attesa di un piano spiagge che possa garantire servizi e pulizia. La novità è che adesso è balneabile anche il litorale a ridosso del lungomare, incorniciato dai mega yacht dei due porti turistici che si trovano ai due lati opposti, lo Stabia Main Port e il Marina di Stabia.

Gli sversamenti 

Ci sono voluti anni di programmazione e di lavori sugli scarichi fognari, soprattutto quelli domestici che ancora sversavano direttamente in mare attraverso il rivo Cannetiello (ormai del tutto a secco) che divide in due la spiaggia e il rivo San Marco che ancora raccoglie parte dei reflui in arrivo dai Monti Lattari. Così, per la nuova amministrazione guidata da Luigi Vicinanza è il momento di raccogliere i frutti di una semina che arriva da lontano.

«Le analisi effettuate lunedì scorso - osserva il neo sindaco - hanno confermato ancora una volta che i parametri sono perfettamente in linea. Un risultato incoraggiante che ci permette di guardare al prossimo appuntamento in Regione Campania con moderato ottimismo. La conferenza dei servizi, prevista a metà luglio, ci permetterà di avere un quadro completo anche rispetto all’arenile».

Il nodo

Ecco l’arenile, l’aspetto che oggi lascia tutti con il fiato sospeso circa il suo utilizzo. La spiaggia è coperta per metà da erba, e in parte da rifiuti che nonostante le pulizie disposte si accumulano quotidianamente. L’arenile ad oggi non è calpestabile perché potenzialmente inquinato e quindi dannoso. A parte qualche velleitario turista che vi si avventura, la spiaggia è deserta. In passato sono stati effettuati carotaggi, gli ultimi furono ordinati dalla commissione straordinaria. I risultati sono parte del dossier che a metà luglio, probabilmente tra il 16 e il 18, saranno al centro di un tavolo di lavoro convocato in Regione.

«Il risultato delle analisi eseguite in questi mesi sulla sabbia - dice il capogruppo regionale del Pd Mario Casillo - è del tutto conforme, e durante la conferenza dei servizi verificheremo le azioni da fare». In particolare l’origine vulcanica della sabbia avrebbe restituito valori incoraggianti, salvo per un 10 per cento della superficie dove sarà necessaria una vera e propria operazione di bonifica.

Foce Sarno 

Con il supporto anche della Asl, interpellata dal sindaco Vicinanza per valutare le azioni necessarie, l’obiettivo è restituire alla città la spiaggia e il suo mare già il prossimo mese di agosto. L’idea è di realizzare passerelle che portano fino al mare e predisporre docce e bagni, servizi essenziali per permettere di raggiungere la battigia.

Il tutto, mentre continua il lavoro da parte di Gori e Ente idrico campano per completare il collegamento della rete fognaria dei comuni della fascia vesuviana al depuratore di Foce Sarno. «Sono in corso gli interventi per collettare gli scarichi dei Lattari ail depuratore - spiega Luca Mascolo, presidente dell’Ente idrico - e manca poco per completare l’ultima parte del collettore di Gragnano e chiudere definitivamente l’ultimo scarico in mare rappresentato dal Rivo San Marco».

Disinquinare l’intero bacino idrografico del Sarno è l’obiettivo finale. «Nell’ambito del programma Energie per il Sarno, è prevista l’eliminazione di 113 scarichi in ambiente entro il 2025. Di questi ne sono stati già chiusi 45 e l’intero territorio ha iniziato a trarne giovamento - conclude Mascolo - come rivelano i dati dei test su tutto il litorale del golfo di Napoli ed anche quello antistante la villa comunale stabiese».

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