- sabato 23 maggio 2026, 20:27
Cubomedusa, scoperta nuova specie letale (quasi invisibile): è in grado di uccidere in pochi minuti
Un essere vivente quasi invisibile, ma dotato di uno dei veleni più potenti dell’ambiente marino. Nelle acque in prossimità di Singapore, nel sud-est asiatico, i ricercatori della Tohoku University di Sendai, in Giappone, hanno identificato una nuova specie di cubomedusa, appartenente al genere Chironex, lo stesso insieme che comprende alcune delle meduse più pericolose al mondo. La nuova specie è stata chiamata Chironex blakangmati ed è stata descritta dagli studiosi in un articolo pubblicato su Raffles Bulletin of Zoology.
La scoperta è nata da una serie di campionamenti effettuati tra il 2020 e il 2021 nei pressi dell’isola di Sentosa, dove alcune meduse sono state ritrovate lungo la costa. In un primo momento gli studiosi pensavano di avere davanti una specie già nota, molto simile alla Chironex yamaguchii. Solo analisi genetiche più approfondite e un confronto dettagliato della struttura anatomica hanno mostrato che si trattava in realtà di un animale mai classificato prima.
La letalità delle cubomeduse
Le cubomeduse sono considerate tra gli animali marini più letali esistenti. Possiedono un veleno così potente da poter uccidere un essere umano in pochi minuti. Si tratta di un cocktail biochimico che nel corso dei millenni si è evoluto, diventando capace di paralizzare rapidamente le prede e bloccare funzioni vitali essenziali.
I tentacoli delle cubomeduse sono ricoperti da milioni di cellule urticanti chiamate nematocisti. Ognuna di queste funziona come una minuscola arma a pressione: al minimo contatto si apre e tira fuori un microscopico arpione che perfora la pelle inoculando il veleno. Il rilascio avviene in frazioni di secondi, tanto da non rendersi nemmeno conto di essere punti.
Le specie del genere Chironex, e quindi anche quella scoperta a Singapore, sono particolarmente temute perché il loro veleno contiene proteine in grado di aprire dei pori nelle cellule umane. In pratica, le membrane cellulari diventano instabili e iniziano a perdere il controllo sugli scambi di sali minerali, soprattutto potassio e calcio, fondamentali per il funzionamento del cuore. Nei casi più gravi il risultato può essere un arresto cardiaco improvviso.
L'importanza della scoperta
Quella avvenuta in prossimità di Singapore è una scoperta importantissima per la zoologia marina perché il genere Chironex ospita al suo interno pochissime specie conosciute che sono molto difficili da scorgere in natura, poiché generalmente vivono lontante dalle coste. Ma a rendere ancora più affascinante la scoperta (e anche un poì inquietante) è il nome scelto dai ricercatori.
“Blakang Mati” era infatti l’antico nome malese dell’isola di Sentosa e può essere tradotto approssimativamente come “l’isola dietro la morte”, un riferimento che i ricercatori nipponici hanno ritenuto particolarmente adatto per questa nuova cubomedusa. Secondo gli zoologi marini, il ritrovamento dimostra quanto gli ecosistemi marini tropicali siano ancora poco conosciuti. Anche aree vicine a grandi città e studiate da anni possono nascondere specie completamente sconosciute alla scienza.
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