- martedì 28 maggio 2024, 11:31
Diabete, paziente guarito in Cina grazie a trapianto cellule di staminali: è il primo al mondo, non assume più farmaci da due anni
Un uomo di 59 anni soffriva di diabete da 25 anni, aveva bisogno di sempre più insulina ogni giorno per non entrare in coma diabetico ed era a rischio di morte. Ma poi i ricercatori cinesi hanno curato la sua malattia per la prima volta al mondo. Il paziente ha ricevuto un trapianto di cellule nel 2021 e non assume più farmaci dal 2022.
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La cura innovativa con cellule staminali
Il trattamento sperimentale prevedeva la creazione di una versione artificiale delle cellule presenti nel pancreas che producono insulina e mantengono sotto controllo i livelli di zucchero nel sangue. Queste cellule nel paziente diabetico non svolgevano più la loro funzione. La ricerca pubblicata sulla rivista Cell Discovery è frutto di decenni di lavoro.
I medici cinesi hanno scoperto come curare il diabete, ma per farlo c'è bisogno prima di rendere meno grave la malattia. Per fare ciò i pazienti devono seguire una dieta rigorosa e un fare attività fisica per evitare che i problemi di zucchero nel sangue si ripresentino. Ma la novità è che per la prima volta nella storia della medicina è stata trovata una cura per il diabete di tipo 2.
Il trattamento
Il trattamento ha utilizzato cellule staminali, che sono un tipo di cellula vuota che può essere trasformata nei diversi tipi di cellule di cui il corpo ha bisogno per funzionare. Le cellule staminali possono trasformarsi in tessuto cerebrale, muscolare, renale o persino pancreatico. Questo trattamento utilizzava un nuovo cocktail chimico per trasformare le cellule staminali del paziente in cellule del pancreas. Tali cellule producono insulina, che serve per assimilare lo zucchero dal cibo ingerito per trasformarlo energia.
«La nostra tecnologia è maturata e ha ampliato i confini nel campo della medicina rigenerativa per il trattamento del diabete» ha affermato il dottor Yin Hao, uno dei ricercatori principali.
Lo studio
Lo studio è frutto di una collaborazione tra tre istituzioni con sede a Shanghai: l’ospedale Shanghai Changzheng, il Centro di eccellenza nella scienza delle cellule molecolari dell’Accademia cinese delle scienze e l’ospedale Renji. In futuro, il professor Kieffer ha affermato che questa terapia potrebbe «liberare i pazienti dal peso dei farmaci cronici, migliorare la salute e la qualità della vita e ridurre le spese sanitarie».
L'insulina
Nei diabetici, il pancreas non produce abbastanza insulina per regolare lo zucchero nel sangue. Troppo o troppo poco zucchero nel sangue può causare danni ai nervi, danni ai reni, malattie cardiache e altro ancora.
L'insulina è un ormone, prodotto dalle cellule del pancreas, che, come una chiave che apre una porta, permette l’ingresso del glucosio (zucchero) circolante all’interno delle cellule, dove viene utilizzato come fonte di energia.
Se il pancreas non produce una quantità sufficiente di insulina o se gli organi (muscolo, fegato, tessuto adiposo) non rispondono in maniera adeguata all’ormone, il corpo non può utilizzare il glucosio come fonte di energia e il glucosio resta nel sangue, dove i suoi livelli diventano sempre più alti, causando danni a vari organi.
Diabete mellito tipo 2
La malattia di cui soffriva il paziente 59enne rappresenta il 90% dei casi di diabete. È una malattia cronica non trasmissibile caratterizzata da elevati livelli di glucosio nel sangue ed è dovuta a un’alterazione della quantità o del meccanismo d'azione dell’insulina.
È detto di tipo 2 per differenziarlo dal tipo 1 detto anche diabete giovanile, che colpisce solo il 10% dei casi e ha sintomi e cura diversi.
Il diabete di tipo 2 è fortemente correlato a sovrappeso e obesità, scorretta alimentazione, sedentarietà nonché a condizioni socio-economiche svantaggiate e pertanto è, in parte, prevenibile attraverso interventi sull’ambiente di vita e azioni che favoriscano la modifica degli stili di vita non salutari, in particolare per quel che riguarda l’alimentazione e l’attività fisica.
Come si potrebbe curare il diabete di tipo 1
Un trattamento rivoluzionario per il diabete di tipo 1, come osservato dai medici nel paziente, potrebbe vedere cellule che agiscono come il pancreas trapiantate nelle braccia. Impiantando le nuove cellule coltivate in laboratorio, che possono produrre insulina, il paziente potrebbe ricominciare a produrre la propria insulina, suggeriscono i ricercatori.
La cura in fase di sperimentazione
«Penso che questo studio rappresenti un importante progresso nel campo della terapia cellulare per il diabete», ha detto a South China Morning Timothy Kieffer, professore di scienze cellulari e fisiologiche presso l'Università della British Columbia in Canada (non coinvolto nella ricerca).
La scoperta è rivoluzionaria, ma la strada per approvare la cura, ancora in fase di sperimentazione, è ancora lunga. Il trattamento va sperimentato su più persone, ha detto il professor Kieffer, prima di poter essere diffuso.
Attualmente, trasformare le "cellule seme" vuote in cellule pancreatiche funzionanti è complesso, costoso e richiede molto tempo. Gli scienziati dovranno rendere il trattamento più semplice per applicarlo a tutti.
Il trattamento non guarirebbe dal diabete di tipo 1
La cura, però, potrebbe essere efficace solo per il trattamento del diabete di tipo 2, che è la forma più comune della malattia. Nei diabetici di tipo 1, il cui pancreas è stato attaccato dal sistema immunitario, il loro sistema immunitario potrebbe respingere le nuove cellule impiantate, hanno scritto gli autori dello studio. Per cui la cura non sarebbe efficace contro il diabete di tipo 1.
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