immagine Drone Shahed-136, cosa è e come funziona l'arma dell'Iran che ha cambiato la guerra
  • martedì 3 marzo 2026, 15:45

Drone Shahed-136, cosa è e come funziona l'arma dell'Iran che ha cambiato la guerra

A cambiare la modalità della guerra contemporanea è stato l'Iran. Con il drone Shahed-136. Un sistema a lungo raggio, economico e preciso quanto basta che si è rivelato determinante nel conflitto in Ucraina, sia nella prima fase in cui Mosca ha iniziato a importarlo da Teheran e dall'autunno del 2022 a usarlo contro le città ucraine, che in seguito, con l'investimento di due miliardi di dollari per l'apertura di un impianto in Russia, a Yelabuga, sul Volga, per la produzione su licenza del Geran-2, come è stata chiamata la versione locale, e anche nel modellare la risposta di Kiev, che ha inventato il sistema di difesa aerea a strati che ora servirebbe ai Paesi del Golfo presi di mira dall'Iran.

 

Iran e Stati Uniti, guerra dei droni

Determinante, lo Shahed (che in persiano significa 'testimone della fede' o 'martire') lo è in questi giorni anche nella regione del Golfo, dove per la prima volta gli Stati Uniti hanno impiegato su un teatro di guerra una copia del sistema, vale a dire il drone da attacco “one way” Lucas (Low-cost Unmanned Combat Attack System), e dove l'impiego del drone iraniano contro Emirati Arabi Uniti, Qatar, Bharein, sta esaurendo rapidamente, si stima che accadrà al massimo fra una settimana, gli arsenali di sofisticati, e molto cari, intercettori 'made in Usa' di questi Paesi. Lo Shaed-136, il modello di maggior successo di una filiera avviata dai Pasdaran verso la fine dell'ultimo decennio dimostra che l'innovazione tecnologica non procede in una sola direzione, da Paesi più avanzati a Paesi che lo sono meno. Piuttosto che le innovazioni arrivano da una varietà di fonti, spiegano Steve Feldestein e Dara Massicot in un articolo appena pubblicato con Carnegie Endwement in cui sottolineano un altro aspetto innovativo del sistema iraniano.

 

Escalation orizzontale

Teheran sta lanciando in questa guerra centinaia di droni, tanti quanti se non di più dei missili balistici, anche allo scopo di esaurire le difese aree dei Paesi contro cui combatte. Centinaia di droni a lungo raggio al giorno sono stati usati, e vengono tutt'ora usati, dalle forze russe contro le infrastrutture critiche dell'Ucraina, un metodo che Teheran ha imparato e sta utilizzando in questi giorni, arrivando a colpire alberghi, aeroporti, il porto Jebel Ali negli Emirati arabi uniti, la raffineria di Ras Tanoura in Arabia Saudita, e l'impianto di produzione di Gnl di Ras Laffan nel Qatar. E se per raggiungere Israele un drone dall'Iran impiegava ore, per i Paesi del Golfo sono necessari a un drone pochi minuti. Per le loro dimensioni ridotte, gli Shahed possono essere nascosti più facilmente di missili e droni. E le testate che portano, pur se di dimensioni ridotte rispetto ai vettori tradizionali, se sgangiate contro obiettivi infiammabili come le infrastrutture dell'energia, possono comunque infliggere danni ingenti. L'impiego massiccio dei droni da parte dell'Iran ha consentito l'«escalation orizzontale» del conflitto (la definizione è di Shashank Joshi, analista di difesa dell'Economist - che Teheran ha esteso ai Paesi del Golfo, fino ad arrivare alla base della Raf di Akrotiri a Cipro. I Paesi della regione alleati agli Stati Uniti devono quindi iniziare ad apprendere da Kiev come dispiegare lo 'scudo' multitrato con cui l'Ucraina ha imparato a bloccare a costi contenuti gli sciami di droni, fino a 800, che le vengono scagliati contro, grazie ad aerei da combattimento, elicotteri, sistemi elettronici e armi di disturbo e falsificazione di segnali, cannoni e mitragliere anti aeree e altre capacità a basso costo 2025,sono numeri destinati ad aumentare in modo significativo nei prossimi anni.

 

Cosa è e come funziona il drone Shahed

Lo Shahed-136 è lungo 3,5 metri e ha un'apertura alare di 2,5 metri, un motore a combustione interna e può volare per oltre 2000 chilometri a bassa velocità. È molto rumoroso. La sua traiettoria è predeterminata anche se di recente, in Ucraina, potrebbe essere stata guidata anche in remoto. Dotato di una testata esplosiva di soli 50 chili di un sistema di guida preprogrammato basato su GPS, il drone può essere lanciato in sciami e indirizzato verso bersagli come centrali elettriche, depositi di munizioni, infrastrutture strategiche. Una volta individuato l'obiettivo, il drone vi si getta contro, causando danni significativi a un costo molto inferiore rispetto a un missile da crociera. Il costo di produzione è stimato tra i 20mila ei 50mila dollari. E' stato impiegato per la prima volta nel giugno del 2021 contro la petroliera israeliana 'Mercer Street', nel Golfo dell'Oman provocando la morte di un rumeno e di un britannico. E' stato progettato dalla Shahed Aviation Industries Research Center, iraniana, che secondo gli Stati Uniti dipende dai Guardiani della rivoluzione. La linea di produzione di droni in Iran è iniziata nei primi anni 2000. A mettere in produzione sistemi dalle stesse caratteristiche, non sono stati solo Ucraina e Stati Uniti, ma anche aziende in Cina, Francia e Gran Bretagna. Secondo fonti ucraine citate da United24 Media, la Russia è in grado ora di produrre 200 Geran-2 al giorno e «nel prossimo futuro» potrà arrivare a mille. Con una testata di peso doppio rispetto ai primi modelli, una velocità che raddoppiata dai 170/200 km/l'ora a 500. E soprattutto, date le antenne e telecamere di cui sono dotati i nuovi modelli, di controllarne la traiettoria da remoto, con la possibilità di colpire anche obiettivi mobili. Le statistiche di Kiev indicano che nei soli tre mesi estivi dello scorso anno, sono stati lanciati 15.933 droni contro il Paese, solo a luglio 6.394, a giugno 5.412 e ad agosto 4.100. Come l'Europa, anche i Paesi del Golfo, possono ora andare a lezione dall'Ucraina.

  • Approfondimenti
  • Annunci correlati

Trilocale, viale Aurelio Saffi

1.400 €
Affitto Trilocale a Roma (RM)
102 m2 3 stanze 2 bagni TRASTEVERE: ELEGANTE PIANO RIALZATO CON GIARDINO APPENA RISTRUTTURATO UBICAZIONE: centrale e servita dalle principali infrastrutture urbane e di quartiere (stazioni FS e Metro...

IlMessaggeroCasa.it