immagine Domenica rovente, ma al mare di Latina brutta sorpresa: allertata l'Arpa
  • di Andrea Apruzzese
  • lunedì 29 giugno 2026, 15:25

Domenica rovente, ma al mare di Latina brutta sorpresa: allertata l'Arpa

Il temomtero ieri a Latina ha toccato i 37 gradi. Ma la temperatura percepita sembrava ancora più alta. Anche al mare dove sono corsi in migliaia cercando refrigerio in acqua dall'asfissiante canicola di questi giorni. Per questo ieri le spiagge del capoluogo pontino erano affollate come non mai. In tanti, soprattutto famiglie con bambini, hanno tentato di trovare un "rifugio" dal caldo sugli arenili. Stabilimenti e spiagge libere erano, a dire poco, pieni.

Così come affollati erano i primi metri di acqua: quasi tutti si tuffavano: gruppi di signore a fare salotto con l'acqua fino alla vita; bambini che giocavano festanti; adolescenti alle prese con palloni e immaginari campionati di volley acquatico. Poi, però, proprio quando si avvicinavano le ore più calde, la brutta sorpresa: sulla superficie dell'acqua si sono iniziate a vedere poco rassicuranti chiazze di materiale. Le famiglie hanno iniziato a togliere i bambini dall'acqua, gli adulti, fermi sul bagnasciuga, hanno iniziato a interrogarsi: «Se questa è la Bandiera Blu». Padri che si confrontavano su cambiamenti climatici, possibile inquinamento, e altre cause, con le dita protese a indicare le chiazze nell'acqua.

Verifiche con l'Arpa

Pronto l'invio di foto e immagini all'assessore al Demanio Marittimo del Comune di Latina, Gianluca Di Cocco, secondo cui «da quello che si può vedere e dalla mia personale esperienza, fenomeni di questo tipo possono essere legati a condizioni naturali del mare. Le temperature altissime da sempre creano questa situazione. Con il caldo intenso, l'acqua più ferma e il maggior sviluppo di materiale organico possono formarsi mucillagini o aggregati di alghe che creano queste chiazze in superficie. Non posso però dare risposte definitive solo da una foto e soprattutto non significa assolutamente e automaticamente che ci sia un problema al depuratore o all'inquinamento. Faccio fare comunque opportuni approfondimenti con ARPA e gli enti competenti per avere una verifica precisa. Mi auguro che tutto questo non si trasformi in pubblicità negativa per la marina».

A una prima impressione, non si tratterebbe comunque di idrocarburi, che danno invece particolare colorazione alle chiazze, tra il nero lucido e l'arcobaleno. Il punto è che comunque, anche se naturali, tali fenomeni portano a una tendenza alla preoccupazione delle famiglie.

«Fenomeni naturali»

Della stessa opinione di Di Cocco è anche Massimo Perin dell'Assobalneari, storico operatore con stabilimenti a Latina, Anzio, Nettuno. «Quando c'è mare calmo e caldo torrido da diverse settimane, possono avvenire fenomeni del genere: sono legati alle condizioni naturali del mare, le temperature altissime da sempre creano un maggior sviluppo di materiale organico e possono formarsi mucillagini o aggregati di alghe, che creano chiazze in superficie. Personalmente, non sono un tecnico, ma si potrebbe dunque ipotizzare che sia il caldo».

Perin lancia poi un primo bilancio sull'avvio della stagione: «Anzio e Nettuno stanno andando molto bene, Latina un po' meno: le spiagge del capoluogo pontino scontano purtroppo criticità come la carenza di parcheggi, la viabilità, e, soprattutto, l'erosione che toglie spiaggia. Ora sembra che il progetto e il finanziamento di tutela delle coste siano pronti: la realizzazione sarebbe un passaggio fondamentale».

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