immagine Minibus elettrici, con la Tecnobus la sfida italiana parte dal Lazio. Paolo Marini:
  • di Umberto Mancini
  • mercoledì 3 luglio 2024, 10:51

Minibus elettrici, con la Tecnobus la sfida italiana parte dal Lazio. Paolo Marini: "Valorizziamo il territorio"

Parte dal Lazio la sfida italiana per i minibus elettrici.

A lanciarla con la sua Tecnobus è Paolo Marini che si è posto come obiettivo quello di diventare uno dei principali player europei nella produzione di mezzi elettrici per la mobilità dell’ultimo miglio. Lo ha fatto partendo da zero. In un percorso che sembra un sogno che si avvera. Marini, imprenditore con una azienda leader nell’automazione industriale presente in tutto il mondo, ha prima rilevato una società di Ferentino che nel 1990 si era specializzata proprio nella realizzazione di bus elettrici, una sorta di apripista del settore, perché all’epoca la mobilità green era davvero uno scenario futuribile. Poi ha acquisito dalla Valeo Sud, storica realtà locale ma in crisi da anni, anche il maxi capannone in cui realizzare i bus e, fatto non secondario, ha assunto tutte le maestranze. Per mettere a terra il progetto e puntare sulla professionalità del personale che, nei piani di Marini, è al centro del piano. Il traguardo è ambizioso. La realizzazione di un mix produttivo di 250 veicoli annuo a regime, con un fatturato di 50 milioni e circa 150 addetti. L’investimento è di 8 milioni di euro. Risorse per ricondizionare lo stabilimento, allestire e avviare le nuove linee produttive, implementare ricerca e sviluppo. 
Fa effetto vedere che in una area di fatto a rischio deindustrializzazione, possa sorgere una iniziativa così innovativa, recuperando non solo un capannone non utilizzato (tra l’altro vastissimo e in ottime condizioni), ma anche un legame con un passato “visionario” che fa da “fil rouge” tra presente e futuro. Tra il declino e una prospettiva di modernità in linea con il “green deal” e con la necessità del nostro sistema industriale di essere competitivo. Perché i minibus elettrici sono davvero la risposta ad un problema non solo italiano ma globale. E Tecnobus, spiega Marini, si rivolge proprio verso questo mercato, potenzialmente in fortissima espansione. Ma dietro all’idea, alla strategia, alla visione industriale, c’è sopratutto la voglia di dare impulso al territorio, all’occupazione, per lasciare qualcosa di “buono”, una eredità di sviluppo da condividere e tramandare. 
Presentando il nuovo “plant” alle porte di Ferentino e annunciando che nel 2025 uscirà il primo minibus dalle catene di montaggio, Marini ha voluto imprimere il proprio marchio: «Vogliamo diventare un attore di primo piano nella mobilità elettrica di prossimità e contribuire allo sviluppo del territorio e della comunità locale, interloquendo in modo propositivo con le istituzioni, il sistema finanziario e gli attori sociali». Va detto che Unindustria, guidata dal presidente Angelo Camilli e da Maurizio Stirpe, punto di riferimento nell’automotive, hanno fatto la loro parte. Sta ovviamente alle istituzioni, Regione, Comune e governo nazionale, nelle loro diverse articolazioni e responsabilità, spianare la strada, eliminando gli ostacoli. Perché per reggere la sfida in un settore complesso, tutti ma proprio tutti devono fare squadra.
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