- mercoledì 19 giugno 2024, 22:52
Fondi pensione, gli iscritti sfiorano quota 10 milioni. Rendimenti e rivalutazione Tfr: ecco i numeri
Aumenta il numero di iscritti ai fondi pensione e salgono i rendimenti. Inoltre la presenza dei giovani cresce rispetto al passato, pur restando comunque abbastanza esigua, mentre il gender gap continua a farsi sentire. È la fotografia sintetica del mondo dei fondi pensione in Italia scattata dalla Relazione annuale della Covip, la Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione.
Alla fine dello scorso anno il totale degli iscritti alla previdenza complementare ha sfiorato i 10 milioni (9,6 milioni), con un incremento del 3,7% rispetto al 2022: un dato che rappresenta il 36,9% delle forze di lavoro in Italia. Su un totale di 302 fondi pensione, 33 sono negoziali, 40 fondi aperti, 68 piani individuali pensionistici (Pip) e 161 fondi pensione preesistenti. In particolare, i fondi negoziali contano 3,9 milioni di iscritti (+5,4% rispetto al 2022). Sono invece 1,9 milioni gli iscritti ai fondi aperti (+5,9%) e 3,9 milioni ai Pip (+1,7%); 656mila ai fondi preesistenti.
Con un patrimonio delle casse salito a 114,3 miliardi dai 103,8 dell'anno precedente, il 2023 ha visto la dinamica positiva dei mercati finanziari riflettersi anche sui rendimenti di tutte le tipologie di linee di investimento, recuperando così le perdite del 2022. Secondo la Covip, i comparti azionari hanno registrato le performance migliori, con rendimenti nell'anno in media pari al 10,2% nei fondi negoziali, all'11,3% nei fondi aperti e all'11,5% nei Pip. E nei 10 anni da fine 2013 a fine 2023 i rendimenti medi annui composti delle linee a maggiore contenuto azionario si collocano, per tutte le tipologie di forme pensionistiche, tra il 4,2 e il 4,5%, superiori perciò anche al tasso di rivalutazione del Tfr, che nel decennio è stato pari al 2,4%.
Donne, under 35 e lavoratori del Sud sono tuttavia ancora poco presenti nel sistema della previdenza complementare. Gli uomini sono infatti il 61,7% degli iscritti a questi comparti, a fronte delle donne che costituiscono il 42,6% degli iscritti ai fondi aperti e il 46,6% ai Pip. C’è anche un gap generazionale: in base all'età gli iscritti sono infatti prevalentemente concentrati nelle classi intermedie e più prossime al pensionamento.
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