- venerdì 16 giugno 2023, 08:26
Fuga dai banchi, il governo da Napoli: «Pene più dure ai genitori»
Avviso ai genitori che chiudono un occhio - e spesso anche tutti e due - di fronte all'abbandono della scuola da parte dei loro figli: per contrastare il fenomeno il governo è pronto a rivedere il sistema dei controlli e della repressione con norme decisamente più stringenti. La pacchia è finita? Così sembra, almeno ascoltando le parole pronunciate ieri a Napoli dal sottosegretario all'Interno, Nicola Molteni.
Molteni è intervenuto ieri mattina al convegno organizzato dal sindacato FSP Polizia su "Ordine pubblico: strategie da adottare e prospettive", moderato dalla giornalista Lucia Licciardi.
A margine dei lavori, il sottosegretario si è soffermato anche su uno degli argomenti più scottanti che oggi condizionano la sicurezza dei cittadini in relazione ai fenomeni di devianza giovanile: l'evasione scolastica. «Prevedere una multa di 30 euro per i genitori che non mandano i figli a scuola, contribuendo ai fenomeni di abbandono scolastico e devianza giovanile - ha detto - non va bene. Il governo lavora per aumentare questa multa, che è totalmente irrisoria rispetto alla gravità del fenomeno». Anche quest'anno nel solo distretto giudiziario napoletano sono più di 2000 i ragazzi che hanno abbandonato la scuola: un fenomeno gravissimo che spesso rappresenta l'anticamera all'ingresso della delinquenza di strada, e non solo.
«Dopo il Covid - ha proseguito il sottosegretario - c'è stata un'emergenza legata alla devianza giovanile che nei casi più acuti si manifesta con la organizzazione di vere e proprie baby gang. Lo strumento repressivo è utile, ma non basta. Dobbiamo lavorare sulla prevenzione, anche attraverso il coinvolgimento del mondo sportivo, degli enti locali, del terzo settore e del volontariato, come sta facendo bene il prefetto di Napoli». Ma c'è da mettere mano anche ad una riforma degli strumenti di controllo e repressione: ed ecco che Molteni annuncia che l'esecutivo «sta lavorando per normative più adeguate da questo punto di vista».
Naturalmente il discorso che riguarda i minori rientra nel più ampio quadro della sicurezza collettiva. Molteni strappa applausi a scena aperta dagli agenti riuniti presso il salone della caserma Nino Bixio, sede del reparto Mobile della Polizia di Stato a Napoli. E rassicura: «La sicurezza è e rimarrà la priorità per questo governo, che la ritiene un bene da difendere e un diritto da valorizzare. In questi cinque anni vogliamo investire nella sicurezza dei cittadini, ma anche delle forze di polizia. Gli operatori delle forze dell'ordine, che sono un orgoglio nazionale, vanno messi nelle condizioni di garantire sicurezza e legalità nel modo più opportuno».
Molteni si è soffermato poi anche sul tema degli organici. In apertura dei lavori erano stati proprio i rappresentanti delL'FSP Polizia di Stato (organizzazione sindacale nata dall'unione di tre storiche sigle sindacali: Lisipo, Sodipo e Rinnovamento Sindacale) a sollecitare il rappresentante del governo ad una maggiore attenzione e tutela di chi lavora quotidianamente - spesso giungendo al sacrificio della vita - per garantire la sicurezza e l'ordine pubblico in Italia.
«Per garantire quella sicurezza - ha sottolineato Molteni - dobbiamo rafforzare gli organici e lavorare sulla formazione e sul benessere delle forze di polizia, mettendoli nelle condizioni di fare bene quello che sanno fare. La polizia italiana è la migliore al mondo, dobbiamo tutelarla e preservarla».
Per questo bisogna «investire di più sugli organici e sulle dotazioni organiche. Sono orgoglioso di aver introdotto il taser, che e' uno strumento fondamentale per garantire l'incolumità delle forze di polizia. Ora dobbiamo rinnovare il contratto, anche dell'area dirigenziale, e investire sulla sicurezza urbana, che vuol dire telecamere e riforma della polizia locale».
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