- giovedì 5 marzo 2026, 23:55
Gilberto Pichetto Fratin: «Fermeremo i rincari ingiustificati. Nuovo gas da Africa e Azebaijan»
«L' eredità della crisi del 2022 è oggi la nostra sicurezza energetica». Il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza zza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, esponente di Forza Italia, reduce dall'ennesimo riunione sul tema, non nasconde una certa «cautela». È d'obbligo. Ma i dieci punti di accesso dell'Italia, sono «la nostra sicurezza. Troveremo il gas che manca».
Ministro, sono tutti a caccia di gas, i cinesi in prima fila. Ma anche con i tedeschi, a corto di stoccaggi, siamo in competizione. Ad aprile non arriverà il gas del Qatar: è una certezza dopo l'annuncio di Edison. E in giro per il mondo non c'è tanto gas in eccesso. Anzi. Vieni a faremo?
«Lo stop della produzione del Qatar comporta proprio questo, che al di là della piccola quota di fornitura all'Italia, circa il 9% dei nostri consumi annuali, fa venir meno il 20% del gas a livello mondiale e non sappiamo per quanto tempo. Si stanno muovendo tutti a caccia del gas mancante, vero. E questo ha effetti importanti sui prezzi come abbiamo visto. Ma anche noi siamo in grado di trovare mobili alternativi».
Per esempio dagli Stati Uniti? Edison ha un contratto pluriennale sul Gnl americano, potrebbe incrementare le quantità e farle arrivare a Rovigo al posto di quello di Qatar Energy.
«È una delle opzioni, se c'è davvero la disponibilità di Gnl americano. E naturalmente anche in questo caso, dipende dai prezzi. E dalla disponibilità delle navi. Ma parliamo di una quantità pari a 400 milioni di metri cubi al mese. Non ci preoccupa una quantità del genere. Possiamo farla arrivare anche tramite pipeline. Per esempio dalla Libia, che ha una capacità fino a 12,5 miliardi di metri cubi e noi ne prendiamo ora soltanto 3 miliardi. Vanno però creare le condizioni tecniche».
Dall'Africa ci sono altre opzioni?
«Per esempio dal Mozambico, ma anche dall'Algeria. E poi, attraverso il Tap, dall'Azerbaijan. Non vedo un problema di quantità e quindi non siamo preoccupati di questo. Il tema sono piuttosto i tempi e quanto dura la crisi. Naturalmente il nostro obiettivo è pensare agli stoccaggi per il prossimo inverno».
La stagione degli stoccaggi, che in genere inizia ad aprile, non è così lontana e va raggiunta il 95% entro il primo novembre.
«Oggi abbiamo gli stoccaggi più pieni d'Europa, oltre il 45%, ben più del doppio della Germania. E abbiamo ancora un po' di tempo. Ma entro metà aprile, al massimo fine mese, va iniettato il nuovo gas per l'inverno prossimo in modo da rispettare i tempi tecnici di pompaggio».
A guardare i prezzi forward, e in particolare il differenziale “summer-winter” non c’è convenienza per gli operatori a fare gli stoccaggi. Siete pronti a intervenire con degli incentivi, quindi con un piano straordinario di stoccaggio su modello del 2022?
«Su questo tema c’è la massima cautela. Dobbiamo assolutamente cercare di capire nei prossimi giorni quale sarà lo scenario. Però è chiaro che se la crisi dovesse protrarsi per oltre un mese e le condizione di spread alle quali faceva riferimento non cambiano, dovremo assumere dei provvedimenti. Insisto, monitoriamo attentamente i prezzi anche per questo».
In queste condizioni, congelerete anche la vendita dei 2,1 miliardi di metri cubi di gas acquistati dal Gse nel 2022 prevista nel Dl Energia?
«Su questo vorrei essere chiaro: abbiamo utilizzato quel gas che abbiamo lì da un po' di tempo come copertura sul Decreto. Ma è un’opzione che va sciolta entro il 2026, non ora. Se ci dovesse servire per i nostri stoccaggi, lo terremo e troveremo altre coperture per il Decreto».
A proposito di prezzi, come si fa a scovare gli speculatori e anche tassarli?
«Il venire meno del 20% dell’offerta di gas o di petrolio crea per definizione tensione sui prezzi. Una condizione nella quale entrano regolarmente in azione “i ribassisti” e “i rialzisti”, chi scommette sul ribasso o il rialzo dei prezzi in questione. Questa è la speculazione “buona”. Altra cosa sono gli approfittatori. Ed è su questi che abbiamo alzato il livello di attenzione grazie anche a Arera con la costituzione dell’Unità di vigilanza energetica».
Ma chi sono gli approfittatori?
«Trader, operatori, fondi, che operano sui mercati internazionali ovviamente. Per esempio coloro che hanno comprato il gas o il petrolio a prezzi molto più bassi rispetto ai prezzi attuali e ora pensano di approfittarne vendendo ai prezzi di oggi. Questo significa scaricare, speculare sulle famiglie e le imprese. Anche fondi sovrani possono farlo».
Non è facile.
«No, ma abbiamo attivato un monitoraggio a tutto campo per rilevare i comportamenti scorretti. Si tratta di fermare i rincari ingiustificati».
In queste ore ha dichiarato che l’Italia può contare sulla garanzia delle aziende di Stato. Cosa intendeva?
«Che siamo più al sicuro di altri perché abbiamo le aziende di Stato, per noi una garanzia. Il nostro Paese ha oggi cinque punti di ingresso del gas via tubo e cinque via nave. E abbiamo grandi aziende che contano su rapporti internazionali, su contratti solidi. Poi abbiamo una rete di infrastrutture e di distribuzione importante».
Certo, se fossimo riusciti a spuntarla in Europa sugli stoccaggi comuni, oggi sarebbe più facile. Non ci sarebbe concorrenza tra Paesi Ue.
«Purtroppo scontiamo il mancato accordo: avremmo creato una sicurezza energetica su base europea. Ma ci sono paesi come la Francia che non hanno questo interesse».
A proposito di Europa, arriverà in Consiglio Ue la vostra proposta di revisione del mercato Ets?
«Per noi è una soddisfazione».
Ma non si tratta di smontare il mercato, bastano dei correttivi, giusto?
«Una delle proposte che porteremo sul tavolo è quella di ipotizzare delle quote Ets per Paese, e non per azienda. In questo modo si compenserebbero le emissioni fossili con la spinta del Paese sulle rinnovabili».
- Annunci correlati

IlMessaggeroCasa.it
Scegli su quale social condividere questo contenuto con tutti i tuoi amici.