- giovedì 5 marzo 2026, 08:17
Guerra Iran, «i prezzi di frutta e verdura aumenteranno del 30%», l'allarme nei mercati romani. Sale anche la benzina
«Noi siamo fortunati, perché molti dei prodotti sui banchi sono a chilometro zero. Ma frutta e verdura che vengono dalla Sicilia, come i peperoni, le melanzane e gli agrumi, sicuramente aumenteranno di prezzo nelle prossime settimane. Almeno del 30%». A parlare è Paolo, titolare di uno dei banchi che si incontrano entrando al Mercato Italia, in via Catania. E mentre riordina in un cesto di vimini le arance catanesi (che ora costano due euro al chilo) inizia a ragionare su quali saranno le conseguenze dello scoppio del nuovo fronte di guerra in Iran anche sulla sua merce.
«E non perché i nostri prodotti vengano da là - lo precisa sgranando bene gli occhi - il problema sono i trasporti. La benzina». È questo il nodo: la chiusura dello stretto di Hormuz, la tratta via mare che separa la penisola arabica dalle coste iraniane, ha fatto impennare il prezzo di gas e petrolio. E quindi quello della benzina, salito subito di circa 10 centesimi, anche se i prezzi variano a seconda del distributore in cui ci si ferma. Girando per la Capitale, i rincari più evidenti si incontrano nei benzinai in pieno centro, come lo Smaf in via Lungotevere delle Navi, dove la verde arriva a costare 1,84 euro al litro. La situazione non migliora lungo via Colombo: al distributore IP diesel e verde, che martedì costavano rispettivamente 1,79 e 1,62 euro al litro, ieri sono schizzati a 1,89 e 1,69. Al Q8 di via Prenestina «la benzina è salita di 10-12 centesimi - racconta l'assistente alla pompa - Prima stava sotto 1,60 euro al litro, ora è a 1,72».
Anche se ci tiene a ricordare che «il prezzo lo decide la compagnia: quando succedono eventi improvvisi, come una guerra, sale sempre per effetto del mercato e della speculazione». Della stessa idea il gestore dell'Enilive di via Casilina. «Prezzi decisi dall'alto - taglia corto - noi ci limitiamo ad applicarli», mentre al Tamoil di via Prenestina, dove la verde si attesta a 1,69 al litro, un tassista scuote la testa alla pompa: «È già aumentata di almeno 16 o 17 centesimi. E questa benzina l'avranno pure comprata prima della guerra tra Usa e Iran».
I banchi
Un tema, quello del rialzo dei carburanti, che riecheggia con forza in tutti i mercati rionali. «Solo le zucchine sono romane, tutto il resto viene da fuori», racconta Augusto al mercato Esquilino, stimando che già nel giro di qualche settimana potrebbero vedersi i rincari su frutta e verdura. Più preoccupato Damiano, macellaio al mercato di via Catania: «Pollame, ovino, suino, vitella e chianina vengono dall'Italia, mentre molta carne rossa arriva dalla Polonia. Se l'aumento dei costi di trasporto aumenterà di molto, saremo costretti ad alzare i prezzi per arrivare a fine mese».
La situazione preoccupa meno i fornai: «Siamo riusciti a evitare la chiusura quando è scoppiata la guerra in Ucraina, quindi possiamo sopportare tutto - racconta Andrea del mercato Nomentano - Nel 2022 abbiamo rischiato di chiudere: per noi, l'invasione di Kiev è stata più devastante del covid perché da quella zona arrivava l'80% del grano che usavamo. La guerra in Iran per noi sarà di certo meno impattante».
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