immagine Il team del 118 del San Giovanni Bosco salva un giovane detenuto
  • di Ettore Mautone
  • venerdì 31 maggio 2024, 18:14

Il team del 118 del San Giovanni Bosco salva un giovane detenuto

Il team del 118 ha salvato un giovane detenuto napoletano in arresto cardiaco (codice rosso). La chiamata alla centrale operativa arrivata stamani da un istituto di pena della città ha fatto scattare l’allerta alla postazione di stanza al San Giovanni Bosco. In pochi minuti l’equipaggio è arrivato sul posto dove sono state messe in atto le manovre di rianimazione cardiopolmonare iniziate già nei minuti precedenti dal personale sanitario del penitenziario napoletano.

«I colleghi hanno agito utilizzando il defibrillatore – avverte Manuel Ruggiero medico del 118 curatore della pagina facebook Nessuno Tocchi Ippocrate - e anche una puntura di adrenalina. Il cuore del paziente ha ripreso poco dopo il ritmo cardiaco e l’ambulanza lo ha trasportato al Cardarelli di Napoli dove il paziente è arrivato vivo. Complimenti al personale sanitario del carcere e complimenti all’equipaggio 118 composto dall’autista soccorritore Giuseppe Indelicati, l’infermiere Vittorio Gasparotti e il medico: Tommaso Prisco». 

«Proprio gli istituti di pena partenopei – aggiunge Ruggiero - sono stati teatro, nelle settimane scorse, di aggressioni ai danni del personale del 118. Aggressioni verbali e fisiche i cui echi non sempre escono dalle mura del carcere di Poggioreale». L’ultimo episodio il 20 maggio all’interno del SAI (centro clinico). Da quanto appreso un medico è stato colpito in pieno volto da un detenuto con un cazzotto  durante una visita. Il motivo sarebbe l’apprensione del carcerato circa le sue condizioni di salute, apprensione che poi si è tramutata  in violenza. Solo 15 giorni prima un altro camice bianco era stato vittima di aggressione. Una situazione pesante per medici ed infermieri che, oltre al disagio di lavorare in condizioni difficili si trovano spesso e volentieri al cospetto di violenti. Per questo il personale sanitario dipendente dalla Asl Napoli 1 chiede alla direzione sanitaria che le visite e la somministrazione della terapia sia fatta sempre e costantemente con l’ausilio della polizia penitenziaria.

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Un altro episodio si è verificato nella tarda serata del 29 maggio: un detenuto in isolamento per motivi disciplinari si è provocato dei tagli per autolesionismo. Gli agenti di Polizia penitenziaria hanno allertato subito gli operatori sanitari per le cure del caso che il detenuto ha rifiutato tentando un principio di aggressione nei confronti dell'infermiera di turno riservandole uno sputo in faccia. Quando la situazione sembrava essere tornata alla calma ha poi aggredito anche il personale di polizia penitenziaria. L'infermiera e gli agenti della Polizia Penitenziaria, in totale 8 operatori, sono stati trasferiti al pronto soccorso dell'Ospedale del Mare per essere refertati.

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