- lunedì 24 giugno 2024, 23:00
Incidente a Ischia, centauro in fin di vita
Un impatto violento, la cui dinamica è ancora da chiarire. Una caduta rovinosa e subito la sensazione che fosse accaduto qualcosa di gravissimo. Le strade di Ischia tornano a macchiarsi di sangue, la comunità è in ansia per la sorte del 35enne Vincenzo Scotto di Clemente.
L’uomo è rimasto vittima di un incidente nella serata di domenica: si trovava in località Buonopane, a Barano d’Ischia, quando con la sua Vespa 50 si è scontrato frontalmente con una Suzuki. Immediati sono scattati i soccorsi, i sanitari del 118 giunti sul posto hanno prestato i primi soccorsi e poi trasportato a sirene spiegate il paziente all’ospedale Rizzoli di Lacco Ameno.
Il quadro clinico è parso subito complicato, a preoccupare in particolare alcune ferite al capo ed al volto conseguenza del pesante impatto contro l’asfalto. Scotto di Clemente è stato intubato e una volta stabilizzato nella notte è stato trasferito in elicottero presso l’azienda ospedaliera “San Pio” di Benevento, dotata di reparti di neuroradiologia e neurochirurgia meglio attrezzati per affrontare un’emergenza del genere. Il 35enne resta in prognosi riservata, le sue condizioni stazionarie: i medici auspicano il riassorbimento di un esteso ematoma senza la necessità di ricorrere ad un intervento chirurgico che si rivelerebbe complesso e rischioso. Le indagini sono affidate ai carabinieri della Compagnia di Ischia, guidati dal capitano Tiziano Laganà, i veicoli coinvolti nell’incidente sono stati entrambi sottoposti a sequestro.
L’ultimo drammatico sinistro ripropone il problema della sicurezza stradale in un territorio dove le strade sono diventate una trappola. Nel nuovo millennio si sono registrate 50 vittime, una vera e propria strage se si considera che parliamo di una realtà insulare di dimensioni limitate e sulla carta senza strade a scorrimento veloce: l’ultima vita spezzata, nel dicembre dello scorso anno, fu Gaetano Sportiello, che perse la vita a Lacco Ameno in località Fango. Numeri impressionanti che non a caso hanno fatto finire l’isola verde anche in una speciale classifica dell’Aci, che ha inserito un tratto della SS 270 tra le dieci arterie stradali più pericolose d’Italia. Un problema sentito e che per la verità le amministrazioni locali hanno anche inteso affrontare.
Gli autovelox
A Ischia e Lacco Ameno, ad esempio, dopo una lunga “trattativa” con la Città Metropolitana, sono stati installati alcuni autovelox che sulla predetta Strada Statale e sulla Litoranea che collega proprio Lacco Ameno con Casamicciola sono riusciti se non altro a ridurre a più miti pretese le velleità di chi pigiava troppo spesso il piede sull’acceleratore. Adesso però non sono più soltanto i tanti ricorsi a mettere in dubbio la sopravvivenza dei rilevatori di velocità (non sono mancate anche le multe annullate dal giudice di pace della locale sezione distaccata di Tribunale), ma anche il decreto Salvini che rischia di avere norme molto più stringenti e dunque di fatto di “cancellare” gli autovelox installati sull’isola verde. Una prospettiva che spaventa e non poco il sindaco d’Ischia, Enzo Ferrandino, che si è battuto a lungo per installare i dispositivi e proprio di recente ha avviato i lavori per una nuova rotatoria, ritenuto un altro strumento in grado di dare un contributo in tema di sicurezza stradale. Il primo cittadino è chiaro e netto: «Attendiamo la circolare interpretativa del ministero ma è chiaro che se le indiscrezioni fossero confermate ci troveremmo davanti a un notevole passo indietro in tema di sicurezza stradale. La soppressione degli autovelox mi amareggerebbe, ho sempre rimarcato che quella del Comune non era un’iniziativa mirata a fare cassa ma a preservare la salute dei nostri concittadini, in particolare dei nostri figli: e fin qui, numeri alla mano, ci siamo riusciti, considerando che si era registrata una diminuzione della velocità media di percorrenza e anche degli incidenti gravi. Cancellare quanto di buono realizzato fin qui è un’ipotesi che non voglio prendere in considerazione, ma non posso che prendere atto che purtroppo si va in questa direzione».
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